Alcaraz e il paradosso Sinner: “Mi rende migliore, ma non mi mancherà. In piscina si è dimostrato…”

Il 7 volte campione Slam ha fatto il punto sulla settimana al 500 catalano, dove punterà a riaccomodarsi in vetta alla classifica mondiale

"È una lotta interessante la nostra per il ranking ma penso che entrambi abbiamo ben chiaro in mente che la cosa importante è crescere costantemente. È uno dei giocatori che mi rende una persona migliore. Mi fa capire i miei punti deboli e su cosa devo concentrarmi davvero in ogni allenamento e in ogni partita". Così Carlos Alcaraz presenta la settimana di Barcellona, dove punterà a riaccomodarsi in vetta alla classifica dopo la resa di Monte Carlo. Un'eventualità non poi così improbabile e che in caso di trionfo al 500 catalano vederebbe il n. 2 Atp scavalcare di soli 10 punti il rivale Jannik Sinner, la cui partecipazione al 1000 di Madrid resta in forse. Il tutto, mentre all'orizzonte si profilano le tappe più importanti della stagione sul rosso: Roma e Parigi. Se infatti il testa a testa in vetta al ranking rende molto più sapido e speziato il racconto dell'annata, i veri obiettivi stagionali dei primi due tennisti al mondo sono i Big Titles mancanti alla collezione (Slam in primis, si intende). È il caso anche di Alcaraz, che a Melbourne ha sì completato il Grand Slam e aggiunto il 7º Major in bacheca, dove mancano però ancora le Finals (e l'oro olimpico quando si ripresenterà l'occasione di indorare la carriera con il Golden Slam), nonché i 1000 di Shanghai e Parigi-La Defense Arena.

L'esordio contro Virtanen

Ma dopo Monte Carlo, lo spagnolo è ben consapevole di dover reggere il confronto con un Sinner di un altro livello. Un livello che a volerlo descrivere con un'analogia di diretta derivazione manga, con il benestare della generazione dei Millennials (quella che ora non ha più nulla da invidiare ai propri padri, testimoni negli anni '70 dei trionfi di Panatta e Bertolucci), potrebbe essere paragonato alle più temute (e non ancora definitive) trasformazioni di Cell in Dragon Ball Z. Il campione azzurro firmerebbe per poter riscattare la storica finale del Roland Garros 2025 fosse anche da numero 2. Un traguardo a cui i più scaramantici non osano pensare ma che consacrerebbe una carriera ora entrata nella fase della maturità, quella in cui la leadership mondiale non è più un obiettivo, ma il mero e mutevole riflesso dei trionfi e delle sconfitte, da cemento a cemento. Tornando a Barcellona, Alcaraz esordirà martedì 14 aprile contro il finlandese n. 119 Atp Otto Virtanen e in caso di successo affronterà uno fra Tomas Machac e Sebastian Baez. Intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul match, il n.2 al mondo ha confessato che non sentirà la mancanza del rivale azzurro.

Alcaraz: "Sinner non mi mancherà"

Queste le parole di Alcaraz, che a Barcellona ha già trionfato nel 2022 e 2023: "È fantastico averlo come modello e vederlo raggiungere tutti i traguardi che sta raggiungendo. Ma a dire la verità, non mi mancherà questa settimana. La verità è che io e Jannik abbiamo un ottimo rapporto. Ovviamente non è personale , non usciamo a cena insieme, non pranziamo insieme, ma credo che il nostro rapporto al di fuori del campo da gioco sia molto positivo. Penso che lui abbia intorno un team e delle persone che sono fantastici. Lui stesso lo è. Oltre a ciò che possiamo fare o a ciò per cui stiamo lottando in campo, penso che il nostro modo di essere al di fuori non cambierà. E penso che ciò si rispecchi nel rispetto reciproco che abbiamo. Il tuffo di Sinner a Monte Carlo? Mentre andavo in camera mia, l'ho visto tuffarsi in piscina. Mi sono fermato ad ammirare quel momento e a registrarlo. Penso che sia anche un ottimo modo per dimostrare al mondo che, nonostante la grande rivalità in campo, nonostante lottiamo per gli stessi obiettivi, possiamo essere brave persone e avere un ottimo rapporto fuori dal campo".

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Alcaraz: "Controllare le emozioni è la cosa più difficile"

"Lo sfogo di Miami? Una delle cose più difficili è controllare le proprie emozioni in campo. A volte reagisci a tutto e dici cose che a volte non pensi davvero. Solo dopo ti rendi conto dell'importanza delle parole, dell'importanza di ciò che dici in campo, anche se a volte non rifletti su ciò che hai detto. Molte volte durante certe partite arrivi un po' sovraccarico mentalmente per ciò che accade fuori dal campo o per ciò che circonda il torneo. Ci sono momenti in cui arrivi mentalmente un po' stanco e quando incontri avversari difficili, partite in cui devi resistere mentalmente, arriva un momento in cui diventa difficile. Così dopo ciò, abbiamo cercato di cambiare rotta, riposare e tornare migliori. In cosa migliorare? Abbiamo un percorso di allenamento da seguire, abbiamo lavorato su molte cose che vogliamo migliorare da molto tempo. Non sono grandi cose, sono più piccoli dettagli, piccoli colpi che possono fare la differenza quando giochi contro un avversario. Li abbiamo praticati dalla pre-stagione fino ad ora. Anche dopo la sconfitta di ieri, penso che una delle grandi cose che abbiamo evidenziato positivamente è stata la discussione che abbiamo avuto con tutto il team dopo la partita".

Alcaraz: "Farò di tutto per resistere"

"Abbiamo messo tutto sul tavolo, siamo arrivati tutti allo stesso punto e dopo la sconfitta di ieri abbiamo individuato ulteriori miglioramenti necessari, che non rivelerò e resteranno tra noi. Bisogna affrontare un giorno alla volta, senza anticipare nulla. Non so cosa succederà. Non so se arriverò alle fasi finali, se perderò al primo turno, non posso fare previsioni. Non so se le partite dureranno poco, se dureranno di più, saranno meno impegnative, saranno più intense. Quello che posso dire è di prendere un giorno alla volta, ascoltare il mio corpo, capire di cosa ho veramente bisogno. Ascoltare il mio team, che sono coloro che veramente mi conoscono e sanno cosa ho bisogno in ogni momento. E soprattutto da lì cercare di prendere la decisione migliore possibile. Ma al momento siamo pieni di entusiasmo, pronti e faremo tutto quello che è in nostro potere per resistere a tutto il giro sulla terra. Se devi giocare già domani, non hai quasi tempo per nulla. Quindi arrivi qui e parli davanti a voi".

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Alcaraz: "Affronto un giorno alla volta"

"Come avrete notato, oggi non mi sono allenato, il che potrebbe essere un piccolo svantaggio avendo condizioni completamente diverse rispetto a Montecarlo. Domani cercheremo di avere le migliori sensazioni possibili per affrontare la partita nel migliore dei modi e vedere cosa succede. Ma oggi è una giornata un po' più tranquilla. Devi affrontare un giorno alla volta. Ricordo perfettamente che l'anno scorso forse ero un po' stanco, ma fisicamente senza grandi fastidi fino alla finale. Alla fine il tennis è uno sport a mio parere un po' imprevedibile. Non sai cosa accadrà da un punto all'altro, quindi cercheremo di fare le cose nel modo migliore possibile. Per sentirmi bene fisicamente per affrontare questo torneo senza dolori e ovviamente per essere a Madrid e nei prossimi tornei. Quello che è successo l'anno scorso è passato e come ho detto impareremo da queste situazioni, ascolteremo il nostro corpo e faremo le cose nel modo giusto".

Alcaraz: "Sinner mi costringe a migliorare"

"La crescita di Sinner? sinceramente sono felice, sono lieto di vedere Jannik migliorare. Ha dichiarato apertamente che il tour sulla terra non è il suo preferito, per il suo stile di gioco, ma vedere soprattutto i risultati che sta ottenendo, il livello che mi sta mostrando sulla terra, mi fa piacere personalmente perché, come ho detto, al momento è il giocatore che mi fa migliorare, che mi fa essere migliore, mi fa fermarmi a pensare e capire come posso migliorare per cercare di batterlo, di vincere".

"E da questo punto di vista sono felice di vederlo fare passi da gigante, soprattutto sulla terra. La gente può dire che io sono più bravo sulla terra di lui, se è vero che alla fine lui mi ha battuto su tutte le superfici, io l'ho battuto su tutte le superfici. Penso che sia un po' come dire che quando ci scontriamo tra di noi non c'è un favorito, non importa se giochiamo sull'erba, sul veloce o sulla terra. Quindi da questo punto di vista vedremo come sarà questo tour sulla terra e speriamo che sia come quello dell'anno scorso".

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"È una lotta interessante la nostra per il ranking ma penso che entrambi abbiamo ben chiaro in mente che la cosa importante è crescere costantemente. È uno dei giocatori che mi rende una persona migliore. Mi fa capire i miei punti deboli e su cosa devo concentrarmi davvero in ogni allenamento e in ogni partita". Così Carlos Alcaraz presenta la settimana di Barcellona, dove punterà a riaccomodarsi in vetta alla classifica dopo la resa di Monte Carlo. Un'eventualità non poi così improbabile e che in caso di trionfo al 500 catalano vederebbe il n. 2 Atp scavalcare di soli 10 punti il rivale Jannik Sinner, la cui partecipazione al 1000 di Madrid resta in forse. Il tutto, mentre all'orizzonte si profilano le tappe più importanti della stagione sul rosso: Roma e Parigi. Se infatti il testa a testa in vetta al ranking rende molto più sapido e speziato il racconto dell'annata, i veri obiettivi stagionali dei primi due tennisti al mondo sono i Big Titles mancanti alla collezione (Slam in primis, si intende). È il caso anche di Alcaraz, che a Melbourne ha sì completato il Grand Slam e aggiunto il 7º Major in bacheca, dove mancano però ancora le Finals (e l'oro olimpico quando si ripresenterà l'occasione di indorare la carriera con il Golden Slam), nonché i 1000 di Shanghai e Parigi-La Defense Arena.

L'esordio contro Virtanen

Ma dopo Monte Carlo, lo spagnolo è ben consapevole di dover reggere il confronto con un Sinner di un altro livello. Un livello che a volerlo descrivere con un'analogia di diretta derivazione manga, con il benestare della generazione dei Millennials (quella che ora non ha più nulla da invidiare ai propri padri, testimoni negli anni '70 dei trionfi di Panatta e Bertolucci), potrebbe essere paragonato alle più temute (e non ancora definitive) trasformazioni di Cell in Dragon Ball Z. Il campione azzurro firmerebbe per poter riscattare la storica finale del Roland Garros 2025 fosse anche da numero 2. Un traguardo a cui i più scaramantici non osano pensare ma che consacrerebbe una carriera ora entrata nella fase della maturità, quella in cui la leadership mondiale non è più un obiettivo, ma il mero e mutevole riflesso dei trionfi e delle sconfitte, da cemento a cemento. Tornando a Barcellona, Alcaraz esordirà martedì 14 aprile contro il finlandese n. 119 Atp Otto Virtanen e in caso di successo affronterà uno fra Tomas Machac e Sebastian Baez. Intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul match, il n.2 al mondo ha confessato che non sentirà la mancanza del rivale azzurro.

Alcaraz: "Sinner non mi mancherà"

Queste le parole di Alcaraz, che a Barcellona ha già trionfato nel 2022 e 2023: "È fantastico averlo come modello e vederlo raggiungere tutti i traguardi che sta raggiungendo. Ma a dire la verità, non mi mancherà questa settimana. La verità è che io e Jannik abbiamo un ottimo rapporto. Ovviamente non è personale , non usciamo a cena insieme, non pranziamo insieme, ma credo che il nostro rapporto al di fuori del campo da gioco sia molto positivo. Penso che lui abbia intorno un team e delle persone che sono fantastici. Lui stesso lo è. Oltre a ciò che possiamo fare o a ciò per cui stiamo lottando in campo, penso che il nostro modo di essere al di fuori non cambierà. E penso che ciò si rispecchi nel rispetto reciproco che abbiamo. Il tuffo di Sinner a Monte Carlo? Mentre andavo in camera mia, l'ho visto tuffarsi in piscina. Mi sono fermato ad ammirare quel momento e a registrarlo. Penso che sia anche un ottimo modo per dimostrare al mondo che, nonostante la grande rivalità in campo, nonostante lottiamo per gli stessi obiettivi, possiamo essere brave persone e avere un ottimo rapporto fuori dal campo".

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