Sinner vince ma gode solo a metà: dispiaciuto per Alcaraz, Jannik lo aspetta a Wimbledon!

Domani per l'altoatesino ci sarà il danese Moller. Ieri è andato a spiare Jodar dalla tribuna: "Sarà un peccato non veder Carlos difendere i suoi titoli sulla terra"

Cambiano gli scenari, e non è detto che Jannik Sinner ne sia del tutto contento. Né che il mesto comunicato con cui Alcaraz si sfila dalle prossime disfide (quella di Roma era certa, su quella di Parigi c’era qualche dubbio, ma anche molte apprensioni), gli apparecchi una tavola alla quale basterà sedersi per godere delle primizie di una stagione nella quale il Numero Uno ha sempre vinto poco, almeno fino alla recente conquista di Montecarlo. «Nessuno di noi è felice dell’infortunio di Carlos», dice non appena trova un microfono, e non ho dubbi che sia esattamente il primo sentimento che lo attraversi nei pensieri. C’è un problema di sportività, intanto, che Sinner non ha certo intenzione di porre in secondo piano. Tra lui e Alcaraz funziona così, e se qualche deviazione dalla retta via c’è stata (ai tempi della questione Clostebol), tutto è stato chiarito e non era certo Sinner a doverlo fare. E poi, chiunque ami le grandi imprese, sa bene che un grande avversario aggiunge motivazioni e brillantezza alle vittorie. L’idea che a questo punto tutto sembri facile, che Sinner possa vincere a Madrid il quinto 1000 consecutivo e a Roma addirittura il sesto, poi andare alla conquista di Parigi e del suo primo Career Grand Slam, per scavalcare Edberg nella classifica di chi ha mantenuto più a lungo il primato, sarà la più difficile da tenere a distanza.

"Una notizia molto triste"

Ma il compito ancora più complesso sarà quello di non alimentare la smania dei suoi stessi tifosi, che vogliono vederlo vincere a mani basse. Anche perché potrebbe apparire davvero tutto a portata di racchetta. In fondo, qualcosa del genere è successa quando Sinner, l’anno scorso, è stato messo fuori dai tornei per tre mesi. Alcaraz non riuscì ad approfittarne, e meno che mai Zverev. All’appuntamento con il torneo di Roma, che segnò il rientro dell’italiano, Sinner era ancora il Numero Uno. «La presenza di Jannik mi fa giocare meglio», disse allora Alcaraz, che poi vinse Roma e Parigi. Ora, Jannik è diverso dai suoi avversari, ha più testa, mostra maggiore maturità. Ma dovrà stare attento, e non pensare mai che senza Carlitos tutto sarà scontato. Intanto gli spedisce i suoi auguri, sinceri. «È una notizia molto triste, immagino quanto sia duro, per Carlos, avere a che fare con questo tipo d’infortunio. So che dovrà procedere piano, ed è un peccato non vederlo difendere i titoli che ha vinto l’anno scorso. Sono dispiaciuto di non poterlo affrontare di nuovo sulla terra rossa, dove è il più forte. Gli auguro tutta la fortuna del mondo, e il recupero più veloce. Spero di rivederlo a Wimbledon».

La partita contro Bonzi

Anche in campo Sinner ha avuto il suo bel da fare. Bonzi ha giocato un set al meglio, aggressivo su tutti i colpi e molto preciso nel servizio. Gli ha sfilato la prima frazione, poi Sinner ha recuperato il controllo, ma la superficie, con i suoi rimbalzi strambi, veloci, assai poco regolari e per questo difficili da ammorbidire, l’ha costretto in uno stato di apprensione che ha causato errori per lui insoliti. Ne è uscito dilagando nel secondo set, e cogliendo al volo le opportunità concesse dal francese (che si è fatto massaggiare alla schiena). Operato il break anche nel terzo set, ha giocato al meglio sui propri servizi portando a casa il risultato. Vittoria consecutiva numero 23 nei Masters 1000, con la conferma che Ben Bonzi, anche se lontano nel ranking (100), resta un avversario che sa giocare bene a tennis. Nei 4 incontri sostenuti finora, il francese non ha mai vinto, ma è tra i pochi che abbia sfilato tre set a Sinner. «Devo capire come si gioca su questa superficie», ha chiosato Jannik. «Ho fatto fatica, il campo presenta condizioni particolari, ma lo sapevo. Devo migliorare il mio tennis. So bene che cosa c’è in palio, record compresi, ma so anche che devo concentrarmi su ciò che c’è da fare, giorno per giorno».

Prestazione solida di Musetti

E via di corsa a vedere Jodar vincere contro De Minaur, per istruirsi sul giovane spagnolo che sta crescendo a vista d’occhio. Prossimo avversario, il danese Elmer Moller, che ha eliminato a sorpresa Diallo. Giornata impor tante an che per Musetti. Recuperare briciole di fiducia, quando gli eventi mandano in frantumi ciò che Lore aveva apparecchiato con cura, non è facile per nessuno, ma può capitare di sfilarne un po’ proprio all’ultima persona che era disposta a privarsene. A volte la vita è davvero come una scatola di cioccolatini, e non sai mai quello che ti può capitare, proprio come suggerivano le visioni filosofiche di mamma Gump. Per non sbagliare, Lorenzo Musetti, se n’è riempito la bocca, facendone scorta. Opposto al redivivo Hubert Hurkacz, che veniva da parecchie sconfitte consecutive al primo turno, ma sta recuperando la forma, Musetti ha offerto una prestazione solida, limitando i colpi a effetto. Era quella che serviva, e Hurkacz non è riuscito a ribaltare la situazione nel tie break del secondo set. «Ho gestito bene i momenti difficili, ed è proprio quello che non ho saputo fare negli ultimi tempi. Sto migliorando e devo continuare a farlo. Ora Griekspoor… Sarà un avversario difficile, un altro al quale dovrò disinnescare le bombe che tira con il servizio».

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