Mica vero che l’erba del vicino è sempre più verde. Prendete il florido giardino del tennis italiano: difficile, oggi, trovarne uno più irrigato nel mondo. Lo status, certo, va mantenuto: la racchetta azzurra è reduce da un luccicante Roland Garros, epilogo per nulla scontato dopo aver visto il fiore più profumato affievolirsi, disidratato, già al secondo turno, ma dietro l’angolo ci sono nuove conferme da inseguire. Proprio sull’erba, scherzo del destino. Già: la non troppo lunga marcia d’avvicinamento a Wimbledon, momento più iconico dell’intera stagione, è cominciato.
Sinner guida verso Wimbledon
E a guidare la generosa manciata di boccioli nostrani verso il vivaio londinese, naturalmente, non può che essere Jannik Sinner. Che ha staccato in Sardegna. Che ha fatto un check-up a Milano. Che è tornato in campo a Montecarlo. E che, nelle prossime ore, volerà nella capitale inglese per iniziare l’adattamento alla superficie più infida del circuito. Fino ad oggi, infatti, la Volpe Rossa ha preferito muovere passi sicuri sul cemento del Principato, per ritrovare la necessaria confidenza prima di ricominciare a danzare sull’erbetta dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club che un anno fa l’ha incoronato re. Non sarà direttamente quello, in realtà, il primo test di Sinner sul verde: la prossima settimana, infatti, l’altoatesino annuserà l’aria londinese al Giorgio Armani Tennis Classic, esibizione presso l’Hurlingham Club di Fulham (in chiaro su SuperTennis) cui prenderanno parte anche Cobolli e Darderi, oltre a un manipolo di quotati stranieri. E poi? E poi ci sarà anche Matteo Berrettini, che dalle parti di Londra vanta in curriculum una finale nel 2021. Il romano ha smaltito l’infortunio di Parigi e, a sua volta, ha scelto il cemento, quello del Circolo della Stampa-Sporting di Torino, per avvicinarsi a Wimbledon. In attesa di capire, però, se sarà nel tabellone principale: numero 48 al mondo oggi, ma 107 al momento della compilazione delle liste per i Championship, Berrettini era il secondo “alternate” ed è diventato ieri il primo, in seguito al forfeit ufficiale di Vacherot. Se dovesse rimanere nella scomoda posizione, però, potrebbe ancora confidare in una wild card: ieri l’organizzazione ne ha dispensate a Dimitrov e a Wawrinka, oltre al solito nugolo di britannici, ma ne restano ancora due vacanti…
Come sta Musetti
E poi ancora? Beh, se Parigi ha esaltato i vari Cobolli, Arnaldi e Berrettini, non si può certo escludere che Londra illumini d’immenso qualche altro fiore prezioso del vasto giardino azzurro. Magari proprio quel Mattia Bellucci che, sull’erba, sta dimostrando di saperci fare eccome. Arrivato fino ai quarti di finale una settimana fa a Stoccarda, il bustocco - partito dalle qualificazioni - è già agli ottavi anche ad Halle, dove domani sfiderà l’altrettanto qualificato belga Collignon. Un traguardo cui il 25enne si è spinto dopo una prestazione sontuosa, ieri, di fronte al campione in carica del torneo, il kazako Bublik, superato con un convincente 7-6(6) 6-1, infarcito di fiocchetti e di giocate spettacolari. Bellucci, da lunedì, sarà almeno numero 61, suo nuovo best ranking, ma volgendo lo sguardo verso Wimbledon l’acquolina cresce. I dubbi principali, semmai, si annidano intorno alle condizioni atletiche di Lorenzo Musetti, incatramato in una serie di stop-and-go che ne sta minando le certezze. La cautela, in questi casi, è la miglior consigliera. E la classifica non genera ansia, dato che il carrarino lo scorso anno a Londrà salutò già al primo turno. Musetti ci sarà, insomma, soltanto se il fisico gli restituirà adeguate garanzie. Altrimenti toccherà ai (tanti) altri azzurri: no, l’erba dei vicini non è mica così verde.
