© ANSAÈ una squadra magnifica, che segna gol importanti, che supera le difficoltà con il lavoro e l’impegno del gruppo, che punta sempre alla vittoria in qualsiasi condizione e ha un Agnelli al comando. No, non è la Juve, anche se c’era molta Juve nella festa per i quarant’anni della Fondazione Allegra Agnelli e dell’Istituto di Candiolo. Un compleanno importante, celebrato al Regio di Torino, con una serata toccante che con un rapido sguardo al passato ha proiettato dritto nel futuro la struttura che ha regalato, regala e regalerà speranza e umanità a chi lotta contro un tumore. Tutto nasce da un’idea di Allegra Agnelli che, nel 1986, quando si occupava già da anni nella raccolta fondi per l’Airc, decide di colmare un vuoto in Piemonte (sempre fra le regioni più generose nelle donazioni) e dà il via alla costruzione del centro di Candiolo. È l’inizio di un progetto che, quarant’anni dopo, ha salvato migliaia di vite, curando il corpo e l’anima dei malati e dei loro cari. A distanza di quarant’anni è ancora la vulcanica forza di Allegra Agnelli e la generosità della gente ad alimentare il sogno che, lunedì sera, è stato interpretato da artisti e cantanti nella serata del Regio.
Grandi emozioni
Dall’emozionante lettura di Neri Marcoré che ha interpretato “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono fino alla contagiosa energia con cui Giovanni Allevi ha raccontato la sua battaglia contro il melanoma multiplo, passando dalle canzoni di Diodato (da brividi la sua Across the universe), Levante, Samuele Bersani e Paolo Belli, la serata condotta da Linus è volata leggera su temi pesanti, ha trasmesso esperienze e raccontato vite, scostando lo stucchevole velo di pietismo che, talvolta, accompagna certi argomenti, ma usando sempre il garbo giusto. Nessuno ha stonato, non solo i cantanti, bravissimi, tutti hanno fatto capire che la speranza di vivere esiste, è sempre più grande, sempre più alla portata dei malati, ma la speranza non è gratis. Un po’ come succede nel calcio, per fare gol serve costruire una squadra forte e metterle a disposizione una struttura moderna ed efficiente. Allegra Agnelli costruisce da quarant’anni quella squadra per vincere lo scudetto più importante di tutti. E chissà se ha parlato di schemi con Massimiliano Allegri, che ha sempre sostenuto attivamente Candiolo e fa parte del “Collegio dei Garanti” dell’Istituto. Il tecnico era seduto vicino a lei e a John Elkann, lunedì sera, ed è stato al centro di una rimpatriata da lacrimuccia per molti tifosi bianconeri quando ha abbracciato Andrea Agnelli, sotto gli occhi di Giorgio Chiellini. Nella squadra di Candiolo sono ancora tutti insieme e continuano a vincere.
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