Bonucci, una questione... Nazionale. Non solo Juve

Il capitano ci mette la faccia dopo gli svarioni ("So chi sono, non mi sottraggo, eccomi qui"), ma la questione è se sia ancora il difensore adatto per Mancini e per il club
Bonucci, una questione... Nazionale. Non solo Juve© /Agenzia Aldo Liverani Sas

ENSCHEDE - Leonardo Bonucci è il simbolo di questa Italia che non riesce a svoltare: ancorata al passato recente da campione d’Europa (ma anche, e non è poco, della mancata qualificazione al Mondiale) e al futuro prossimo che non sboccia mai definitivamente tra voglia di nuovo e, appunto, legami antichi. Una dicotomia sostanziata dal doppio errore che il capitano azzurro ha commesso in avvio di partita contro la Spagna: un episodio che travalica l’errore individuale e che diventa questione Nazionale, volutamente maiuscola.

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Fatto salvo - e ci mancherebbe - il glorioso passato, la domanda è se Leo sia ancora l’uomo adatto per Roberto Mancini e per i destini azzurri. Una riflessione inevitabile che sta affondando per primo lo stesso Bonucci che, va detto, non si è sottratto ai giudizi tanto nell’immediato dopo partita quanto attraverso il proprio profilo social: “Eccomi qui. Un appuntamento che conosco bene. Un momento a cui non intendo sottrarmi. So bene quanto un errore in una partita del genere possa contare - ha scritto su Instagram - ma so anche quanto la consapevolezza possa aiutare a guardare avanti, certi delle fondamenta che ci sostengono. Il lavoro e la passione che mi hanno sempre contraddistinto non si faranno scalfire dai giudizi del momento. So chi sono e che gioco è questo”.

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Tra i like di apprezzamento anche quello di Roberto Mancini per cui Bonucci rappresenta un appoggio anche nella conduzione del gruppo fuori dal campo. Una riflessione che, dopo l’amarezza immediata («Giocare poco mi ha penalizzato. Non giocare non fa mai bene a nessuno ma stasera sono qui per prendermi la responsabilità di quella che è stata la partita» è incanalata verso la continuità: «Ho sempre rispettato le opinioni di tutti ma ho sempre guardato avanti, consapevole che niente è facile nella vita e niente viene regalato nel calcio. Ho ottenuto tutto lavorando quotidianamente, con sacrificio e umiltà. E sarà così anche domani, dopodomani, perché chi ha paura del giudizio degli altri non è un uomo. Io penso già all'allenamento di domani. Grazie a tutti i miei compagni che assieme a me hanno lottato... la fortuna non è stata la nostra compagna di battaglia. Forza azzurri». Bonucci si è dato ancora un anno di tempo, il rinnovo è scattato automaticamente con la Juve, e giocando tutte le gare di qualificazione europea raggiungerebbe Maldini al terzo posto assoluto di presenza azzurre (126, dietro a Cannavaro con 136 e a Buffon con 176). Un traguardo che potrebbe aiutarlo a tenersi giovane nel fisico e nella reattività. Basterà?

L'analisi a freddo di Bonucci

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