Pagina 3 | Giustizia sportiva, è bufera: Berruto chiede un'indagine parlamentare! Gravina furioso, la replica

"Ho depositato oggi, dopo averla annunciata in ufficio di presidenza della VII commissione, una richiesta di indagine conoscitiva sul tema della giustizia sportiva". Lo rende noto il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto. "Credo sia inderogabilmente giunto il momento di normare un sistema che è sfuggito dalle mani e dagli obiettivi originari, usato - con enorme spreco di tempo e risorse - sempre più spesso come clava per demolire gli avversari delle governance federali in fantomatici tribunali dove i giudici vengono scelti e nominati da chi dovrebbe essere giudicato. Uno strumento - spiega l'ex ct della nazionale italiana di volley - che non è più all'altezza del suo compito neanche rispetto ai contenziosi legati 'al campo' per gli stessi clamorosi motivi. Ho indicato oltre venti soggetti da audire, da tutti i soggetti istituzionali competenti, a partire dal ministro per lo sport Andrea Abodi, fino alle associazioni atleti e soggetti che, sulla propria pelle, hanno vissuto l'esperienza di questa anomalia e stortura del mondo sportivo".

L'indagine conoscitiva

"L'indagine conoscitiva parlamentare - aggiunge Berruto - ha proprio lo scopo di acquisire informazioni, accendere una luce su un tema che chiunque frequenti il mondo dello sport conosce nelle sue criticità e orientare strumenti normativi per migliorarlo. Mi auspico che il presidente della VII Commissione Mollicone possa accogliere questa mia richiesta, inclusa l'indicazione su un tempo massimo di quattro mesi per condurre le audizioni e di successivi due per concludere i lavori". Il tema è particolarmente caro ai tifosi della Juventus, memori della penalizzazione in classifica ricevuta dalla squadra due anni fa, privata di una qualificazione in Champions League conquistata sul campo, con inevitabili ricadute negative sui conti della società e, di conseguenza, sulle successive sessioni di calciomercato: sotto accusa, allora, fu 'il sistema' - o almeno così venne giustificata la condanna - basato sulle presunte ipervalutazioni di alcuni giovani calciatori. Con l'ulteriore beffa di assistere alla cessione di un giocatore come Dragusin, tra i principali nomi coinvolti nella vicenda, dal Genoa al Tottenham a cifre ben superiori di quanto originariamente incassato dalla Juve, oppure di ritrovarsi nella condizione di dover vendere Rovella alla Lazio a una quotazione inferiore di quella a suo tempo necessaria per prelevarlo dagli stessi rossoblù. Per non parlare dei vari Orsolini, Mandragora e altri, additati come affari gonfiati e alla luce dei fatti invece valutati molto meno di quanto poi il loro potenziale esprimerà sul campo.

 

 

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La replica di Gravina

Gabriele Gravina non ci sta. Difende gli organi di giustizia sportiva e replica all'iniziativa di Mauro Berruto che ha depositato una richiesta di indagine conoscitiva sul tema della giustizia sportiva. "Non so a chi faccia riferimento l'onorevole Berruto - dice il presidente della Figc in merito all'iniziativa dell'esponente del Pd alla VII Commissione della Camera dei Deputati -. Tuttavia, rappresentando una Federazione affiliata al Coni, mi sento di rispondere che questa ripetuta delegittimazione degli organi della giustizia sportiva non è accettabile". Una risposta netta, dopo quanto detto da Berruto nel presentare la sua richiesta. "Credo sia inderogabilmente giunto il momento di normare un sistema che è sfuggito dalle mani e dagli obiettivi originari, usato - con enorme spreco di tempo e risorse - sempre più spesso come clava per demolire gli avversari delle governance federali in fantomatici tribunali dove i giudici vengono scelti e nominati da chi dovrebbe essere giudicato", le parole dell'ex ct della nazionale italiana di volley.

"Non è tempo di processi sommari"

Berruto ha aggiunto di avere "indicato oltre venti soggetti da audire, da tutti i soggetti istituzionali competenti, a partire dal ministro per lo sport Andrea Abodi, fino alle associazioni atleti e soggetti che, sulla propria pelle, hanno vissuto l'esperienza di questa anomalia e stortura del mondo sportivo". La replica del numero 1 del calcio italiano, Gabriele Gravina, è netta: "Se Berruto è a conoscenza di fatti gravi, come quelli a cui fa riferimento nella sua dichiarazione, li andasse a denunciare alla Procura della Repubblica facendo nomi e cognomi. Per il bene dello sport, è tempo di assunzioni di responsabilità, non di processi sommari", la posizione del presidente della Figc. "A giorni formeremo un gruppo di lavoro misto per la riforma della giustizia sportiva, con Coni e Cip; abbiamo già la disponibilità". Fonti del ministero dello Sport, guidato da Andrea Abodi, chiariscono all'ANSA la posizione del Governo sul tema della giustizia sportiva, dopo la richiesta del deputato del Pd, Mauro Berruto, di un'indagine conoscitiva del Parlamento sull'argomento e le reazioni del presidente Figc, Gabriele Gravina, e di quello Fip, Gianni Petrucci. Il gruppo si riunirà, precisano dal ministero, per affrontare il tema "della riforma, nel rispetto dei ruoli e dell'autonomia".

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Berruto: "Se ci sono delle reazioni così 'reattive'..."

 "Mi viene da dire che ho fatto bene ed è interessante il tema. Perché se ci sono delle reazioni così 'reattive' in pochi istanti significa che è giusto fare quello che io ho proposto, ovvero una indagine conoscitiva". Così a LaPresse il responsabile nazionale Sport del Pd, Mauro Berruto, che ha chiesto l'apertura di una indagine conoscitiva sul tema della giustizia sportiva, provocando la replica di alcuni presidenti federali, tra cui il numero uno della Figc, Gabriele Gravina. "Tengo a sottolineare che non è che mandiamo i carabinieri nelle sedi delle Federazioni, l'indagine conoscitiva è una indagine. Convoca tutti i soggetti interessati, da quelli istituzionali a quelli direttamente coinvolti, quindi i presidenti federali, i giudici, i procuratori, le associazioni di atleti e tutti coloro che hanno ruolo in quel modello che oggettivamente è un po' curioso. Ho chiesto anche di confrontarlo con modelli stranieri. In Italia il modello è che i presidenti federali nominino i giudici che potenzialmente sarebbero chiamati a giudicarli. Non entro nel merito se sia giusto o sbagliato, quando quel modello è stato inaugurato evidentemente aveva un senso. Io dico solo che sono passati un po' di anni", ha aggiunto.

"Processi sommari? Ho vissuto 30 anni nel mondo dello sport"

"Il Parlamento convoca e apre un'indagine che ascolta tutti coloro che hanno ruolo in questa partita. La commissione si prende un paio di mesi per chiudere i lavori dopo il ciclo di audizione e produce un documento che dice che questo modello è perfetto, disastroso o migliorabile. Che cosa allora preoccupa così tanto i presidenti federali che hanno risposto in questa maniera?", si chiede Berruto. "Processi sommari? Ho vissuto 30 anni nel mondo dello sport. Sfido chiunque, di qualunque federazione, a dire che non sia successo in alcune occasioni quello che ho detto. Credo di non essere l'unico che sa e che ha avuto sentore di un modo di usare la giustizia sportiva che è quello che dico, che viene utilizzata a livello di governance per definire degli equilibri. Il sasso nello stagno l'ho buttato, se invece l'indagine conoscitiva dirà che è tutto perfetto, andiamo avanti così", ha concluso. 

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Berruto: "Mio nonno diceva 'male non fare, paura non avere"

"Sono felice di aver evidenziato un tema che muove delle reazioni, altrimenti sarebbe caduto nel nulla - prosegue Berruto -. Ai presidenti rispondo semplicemente che io ho chiesto un'indagine conoscitiva, cioè che nella casa della democrazia, il Parlamento, vengano convocati tutti gli stakeholder - quindi presidenti federali, giudici, procuratori, associazioni di atleti, allenatori, dirigenti - per studiare un modello, quello della giustizia sportiva italiana; magari, e lo dico in virtù anche delle mie esperienze sportive trascorse, per confrontarlo con modelli di altri paesi; per capire se è perfetto, se è migliorabile o se è da riformare completamente. Ma questo lo fa il Parlamento. Non ho mandato i carabinieri nelle sedi delle federazioni. Mio nonno diceva 'male non fare, paura non avere'". Sul tema a giorni sarà formato un tavolo tecnico con la partecipazione del Ministero per lo Sport e i Giovani, il Coni e il Cip: "Un'indagine conoscitiva può aiutare chiunque desideri affrontare il tema per avere strumenti più efficaci di valutazione. Da tecnico passavo la settimana ad allenare per poi andare ad affrontare la partita: l'indagine serve per raccogliere informazioni, confrontare i modelli e studiarli. Ed eventualmente anche la conclusione del lavoro non è una norma, non prelude necessariamente ad un intervento normativo. Offre solo un orientamento sulla base della conoscenza dei fatti".

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Berruto: "Se ci sono delle reazioni così 'reattive'..."

 "Mi viene da dire che ho fatto bene ed è interessante il tema. Perché se ci sono delle reazioni così 'reattive' in pochi istanti significa che è giusto fare quello che io ho proposto, ovvero una indagine conoscitiva". Così a LaPresse il responsabile nazionale Sport del Pd, Mauro Berruto, che ha chiesto l'apertura di una indagine conoscitiva sul tema della giustizia sportiva, provocando la replica di alcuni presidenti federali, tra cui il numero uno della Figc, Gabriele Gravina. "Tengo a sottolineare che non è che mandiamo i carabinieri nelle sedi delle Federazioni, l'indagine conoscitiva è una indagine. Convoca tutti i soggetti interessati, da quelli istituzionali a quelli direttamente coinvolti, quindi i presidenti federali, i giudici, i procuratori, le associazioni di atleti e tutti coloro che hanno ruolo in quel modello che oggettivamente è un po' curioso. Ho chiesto anche di confrontarlo con modelli stranieri. In Italia il modello è che i presidenti federali nominino i giudici che potenzialmente sarebbero chiamati a giudicarli. Non entro nel merito se sia giusto o sbagliato, quando quel modello è stato inaugurato evidentemente aveva un senso. Io dico solo che sono passati un po' di anni", ha aggiunto.

"Processi sommari? Ho vissuto 30 anni nel mondo dello sport"

"Il Parlamento convoca e apre un'indagine che ascolta tutti coloro che hanno ruolo in questa partita. La commissione si prende un paio di mesi per chiudere i lavori dopo il ciclo di audizione e produce un documento che dice che questo modello è perfetto, disastroso o migliorabile. Che cosa allora preoccupa così tanto i presidenti federali che hanno risposto in questa maniera?", si chiede Berruto. "Processi sommari? Ho vissuto 30 anni nel mondo dello sport. Sfido chiunque, di qualunque federazione, a dire che non sia successo in alcune occasioni quello che ho detto. Credo di non essere l'unico che sa e che ha avuto sentore di un modo di usare la giustizia sportiva che è quello che dico, che viene utilizzata a livello di governance per definire degli equilibri. Il sasso nello stagno l'ho buttato, se invece l'indagine conoscitiva dirà che è tutto perfetto, andiamo avanti così", ha concluso. 

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