© redazioneLa scelta è simbolica, di potere, di chi può permettersi qualcosa che si fa fatica pensare possa essere concesso ad altri se non a lui: Giuseppe Marotta parla ai giornalisti troneggiante in Lega, con alle spalle il logo del campionato italiano che campeggia in bella evidenza. A pensarci bene, è il suo primo scivolone, troppa confidenza, perché a guardarla non c'è immagine migliore come icona della Marotta League: lo vedi all'estero o senza sapere di calcio e pensi che sta parlando il presidente della Serie A, non dell'Inter. Una conferenza stampa pop-up, d'emergenza, per arginare il fiume in piena del sacrosanto sdegno davanti alle immagini di Bastoni simulante, esultante, creatore di surrealtà come la trattenuta della maglia che continua a invocare e inventare davanti a arbitro e avversari, un po' come quel "ti faccio nero" di Acerbi a Juan Jesus, un po' come le bestemmie mai urlate di Lautaro spergiurate sulla testa dei figli. Bisogna intervenire, bisogna spegnere, spostare il focus diceva qualcuno.
Marotta spietato
È spietato Beppe, mentre digrigna i denti e maschera l'agitazione inusuale e il respiro un po' affannoso per un navigato dirigente come lui, il più esperto rimasto al calcio italiano. Sull'altare della sua dimostrazione di forza non si fa problemi a sacrificare anche Chivu e la sua imbarazzante difesa di Bastoni dando la colpa al pugno di Kalulu che ehi, se ero io non glielo alzavo addosso se ero ammonito, te la sei andata a cercare. La negazione dell'evidenza, le parole come un tonfo, il rumore della maschera caduta di Carnevale del tecnico che non parla di arbitri, che 24 ore prima faceva l'ecumenico e dispensava desideri di purezza, di allenatori che vanno dai giornalisti ad ammettere di aver avuto un favore. E che si dimostra piccolo come la sua ipocrisia quando il calcio gli fa ottenere il suo tanto agognato desiderio. "Bastoni ha sbagliato", a labbra strette, l'ammissione che si fa lama sul suo figliol prodigo che gli ha tappato la voragine Inzaghi, sembra quasi di sentire in fondo "Ha sbagliato...spiaze".

