Marotta e Giorgetti tra Inter e Figc: l’incontro, il nome di Malagò, la figlia a libro paga

Il presidente dei nerazzurri a colloquio con il Ministro dell'Economia per discutere su quello che sarà il nuovo presidente della FIGC

La mancata qualificazione dell'Italia ai prossimi Mondiali ha portato a una serie di reazioni a catena. Prima si è dimesso il ct Gattuso, che verrà sostituito da Baldini per le amichevoli di giugno, e poi anche il presidente della FIGC Gravina. Ora si è creato quindi un vuoto di potere nella Federcalcio, che andrà colmato alle elezioni del prossimo 22 giugno. Due le principali ipotesi sul tavolo: la nomina di Giovanni Malagò come nuovo presidente o il commissariamento. In questo senso Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter e consigliere federale della FIGC, lo scorso mercoledì in occasione della visita della squadra olimpica di Milano-Cortina al Quirinale, ha avuto modo di parlare a lungo con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia.

Marotta a colloquio con Giorgetti: il punto della situazione

Ma cosa si sono detti Marotta e Giorgetti? Il presidente dell'Inter, così come la grande maggioranza della Lega Serie A, punta sulla candidatura di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni. È stato lui il principale artefice del successo delle Olimpiadi invernali e per questo è visto come il nome giusto per la FIGC. Dall'altro lato, il ministro dell'Economia, così come tutto il governo, trova invece necessario dare un cambio deciso e avviare riforme strutturali importanti che solo un commissario potrebbe attuare. Marotta è famoso per essere un grande diplomatico, ma l'impressione è che sia stato più Giorgetti a cercare di convincerlo a cambiare lato. Alla fine dei conti, come riportato da Il Giornale, l'incontro non avrebbe portato sostanziali cambiamenti.

I problemi del commissariamento

L'ipotesi di un commissariamento, voluta anche dal ministro dello Sport Andrea Abodi, resta però complessa, anche da un punto di vista legislativo. Per poter nominare a capo della FIGC un commissario, infatti, sarebbe necessario che alle elezioni nessun candidato riuscisse a ottenere il 50% dei voti più. Un'opzione remota visto che difficilmente il mondo del calcio vorrà perdere la sua autonomia dalla politica, e questo potrebbe portare qualcuna delle parti a votare Malagò pur di non essere commissariati. In ogni caso, anche se questo avvenisse, il commissario non avrebbe grandi poteri per cambiare la situazione, visto che per modificare lo statuto serve anche l'approvazione dell'assemblea della FIGC. Anche Gravina aveva proposto di ridurre la Serie A da 20 a 18 squadre, ma i club si opposero. Proprio per questo Gravina aveva anche tentato di togliere il "diritto d'intesa" (una sorta di veto da parte dei componenti dell'assemblea), ma l'ex presidente della Lega Serie A Casini e il presidente della Lazio Lotito si erano opposti in maniera forte, minacciando ricorso in tribunale. La soluzione a questo stallo giuridico? Convincere il Coni a rimuovere il diritto d'intesa.

A libro paga 

Sotto la lente di ingrandimento ci è finita anche la figura della figlia del ministro, Marta Giorgetti. Già, perchè negli anni precedenti faceva parte del team della FIGC sotto la guida di Gabriele Gravina, ma nel maggio del 2024 ha presentato liberamente le sue dimissioni per entrare a far parte dell'organigramma nerazzurro. Oggi, infatti, ricopre il ruolo di Football Travel Officer dell'Inter ed è proprio questo aspetto a fare rumore, ma soprattutto, a non passare inosservato. 
 

 

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