Litigio Arbitro-VAR, Serie A allo sbando: Fabbri e Aureliano, l'audio clamoroso!

Durante Fiorentina-Lazio discussione pesante tra direttore di gara, VAR Paterna e AVAR: Open VAR fa ascoltare tutto, ecco cosa è successo
Litigio Arbitro-VAR, Serie A allo sbando: Fabbri e Aureliano, l'audio clamoroso!

Polemiche, tensioni e un dialogo che fa discutere: l’ultimo turno di Serie A ha riacceso i riflettori sul rapporto tra arbitri e VAR, sempre più sotto esame. L’audio del confronto tra Fabbri e la sala di Lissone durante Fiorentina-Lazio ha svelato retroscena sorprendenti, tra interpretazioni opposte e decisioni contestate. Un caso che alimenta il dibattito su comunicazione e coerenza arbitrale, con la sensazione che qualcosa nel sistema non stia funzionando come dovrebbe. Sotto la lente d'ingrandimento anche il rigore in Como-Inter e i falli di mano di Buongiorno e Gatti.

Contatto Mandragora-Noslin, discussione arbitro Var

Fiorentina-Lazio è finita al centro del dibattitto soprattutto per il calcio di rigore non concesso ai biancocelesti dopo un contatto tra Mandragora e Noslin. "Lo tocca ma non è mai fallo perché non è step on foot. Salta come un matto" dice Fabbri immediatamente dopo la sua decisione arbitrale. Dal Var la reazione è diversa sull'episodio: "Gli dà un calcio sul piede". E poi aprono il dialogo con il direttore di gara: "Te lo faccio rivedere". L'arbitro risponde: "È uno step on foot o si scontrano?". Subito la risposta da Lissone: "Si tratta di un calcio sulla tibia-piede". Fabbri la va a rivedere al monitor ma non è d'accordo con i colleghi: "È un contatto con la pianta del piede, oltretutto cerca di levare la gamba". La risposta dell'Avar Aureliano: "Questo è un calcio".

 

 

Poi si avvicinano i giocatori e Fabbri chiede di fermare tutto. Successivamente arriva un'altra richiesta dell'arbitro. "Fammelo vedere in dinamica, perché se mi fai vedere un fermo immagine... Voglio capire l'intensità del calcio. La tira praticamente indietro la gamba". Risponde di nuovo l'Avar: "La tira avanti, non indietro". Di nuovo Fabbri: "Non c'è forza, non c'è dinamicità, per me non è calcio di rigore". Poi gli fanno vedere anche un'altra telecamera ma la posizione del fischietto della sezione di Ravenna resta la stessa: "Vabbè ma è un contatto". Ancora dalla sala monitor, l'Avar: "E' un calcio, diglielo che è un calcio almeno", il Var Paterna risponde: "Fai decidere". E infine il direttore di gara conferma la sua decisione nel non assegnare il penalty e ammonire Noslin per simulazione. Di tutto questo il componente CAN, Dino Tommasi, ne ha parlato a Open Var...

Tommasi difende Fabbri e critica Aureliano

Tommasi ha analizzato la gestione dell'episodio: "Fabbri è stato molto risoluto e bravo. Ha confermato la scelta di campo, era posizionato vicino. Giusta anche la simulazione per accentuazione del contatto. Bravo anche nel confermare la decisione nella chiamata. Avremmo preferito che non fosse stato richiamato. Notiamo anche un po' di ingerenza dell'Avar che non lascia spazio dell'analisi al Var che è lì per sciogliere posizioni dubbiose. La reazione di Noslin è eccessiva rispetto al contatto minimo. Ai ragazzi diciamo sempre di non forzare perchè le decisioni vanno lasciate all'abitro, va lasciata centralità. Il Var deve essere un ausilio, una second chance".

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Como-Inter, rigore Bonny-Nico Paz

In Como-Inter una scelta arbitrale è finita al centro della moviola, anche se non ha inciso sul risultato. E parliamo del calcio di rigore concesso alla squadra di Fabregas per un contatto tra Bonny e Nico Paz. Dal Var si sono concentrati solo sul punto di contatto, portando l'arbitro a dare il penalty invece della punizione ma non sulla qualità del fallo stesso.

 

 

E di questo ha parlato Tommasi: "Massa da campo affronta una situazione problematica, di primo impatto dice fondo, poi ricostruisce l'immagine perché sente il colpo, che in realtà è dato da Nico Paz su Bonny, che si opppone semplicemente al tiro, non c'è imprudenza. L'errore del Var è stato quello di soffermarsi sul punto di contatto anziché girare le camere e accorgersi che Bonny si frappone solo al tiro. Avrebbero dovuto chiamare Massa alla OFR. In questo caso è imprescindibile richiamarlo al monitor perché è un chiaro ed evidente errore, non c'è il fallo. Le OFR sono necessarie per ristabilire le verità del campo".

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I falli di mano di Buongiorno e Gatti

Tommassi ha analizzato anche la scelta di non concedere rigore in Parma-Napoli dopo un tocco di braccio di Buongiorno. "Gliela calcia Spinazzola, mai punibile" ha detto subito l'arbitro e al Var glielo confermano. Tommasi: "A livello internazionale c'è una casistica che viene recepita da tutte le federazione. A livello regolamentare si considera il braccio verso il pallone, il coprire uno spazio maggiore, segnare direttamente con una mano o farlo con immediatezza dopo un tocco di mano. Di Bello è un ottimo arbitro e varista, ci rappresenterà al Mondiale. Ha visto in campo bene e in pochi secondi hanno risolto una situazione di facile lettura. Se ci fosse stato un cross di un avversario sarebbe stato punibile".

 

 

Stesso discorso anche per il braccio di Gatti in Atalanta-Juve. "Mano attaccata e braccio in posizione consona. Non fa nessun movimento verso il pallone e le braccia sono aderenti al corpo" hanno spiegato dal Var, confermando scelta dell'arbitro. Tommasi: "Maresca sta arbitrando molto bene, rientrava da un infortunio. Ottimo anche il check di Di Paolo. L'attitudine del difendente è proprio di togliere il braccio".

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Polemiche, tensioni e un dialogo che fa discutere: l’ultimo turno di Serie A ha riacceso i riflettori sul rapporto tra arbitri e VAR, sempre più sotto esame. L’audio del confronto tra Fabbri e la sala di Lissone durante Fiorentina-Lazio ha svelato retroscena sorprendenti, tra interpretazioni opposte e decisioni contestate. Un caso che alimenta il dibattito su comunicazione e coerenza arbitrale, con la sensazione che qualcosa nel sistema non stia funzionando come dovrebbe. Sotto la lente d'ingrandimento anche il rigore in Como-Inter e i falli di mano di Buongiorno e Gatti.

Contatto Mandragora-Noslin, discussione arbitro Var

Fiorentina-Lazio è finita al centro del dibattitto soprattutto per il calcio di rigore non concesso ai biancocelesti dopo un contatto tra Mandragora e Noslin. "Lo tocca ma non è mai fallo perché non è step on foot. Salta come un matto" dice Fabbri immediatamente dopo la sua decisione arbitrale. Dal Var la reazione è diversa sull'episodio: "Gli dà un calcio sul piede". E poi aprono il dialogo con il direttore di gara: "Te lo faccio rivedere". L'arbitro risponde: "È uno step on foot o si scontrano?". Subito la risposta da Lissone: "Si tratta di un calcio sulla tibia-piede". Fabbri la va a rivedere al monitor ma non è d'accordo con i colleghi: "È un contatto con la pianta del piede, oltretutto cerca di levare la gamba". La risposta dell'Avar Aureliano: "Questo è un calcio".

 

 

Poi si avvicinano i giocatori e Fabbri chiede di fermare tutto. Successivamente arriva un'altra richiesta dell'arbitro. "Fammelo vedere in dinamica, perché se mi fai vedere un fermo immagine... Voglio capire l'intensità del calcio. La tira praticamente indietro la gamba". Risponde di nuovo l'Avar: "La tira avanti, non indietro". Di nuovo Fabbri: "Non c'è forza, non c'è dinamicità, per me non è calcio di rigore". Poi gli fanno vedere anche un'altra telecamera ma la posizione del fischietto della sezione di Ravenna resta la stessa: "Vabbè ma è un contatto". Ancora dalla sala monitor, l'Avar: "E' un calcio, diglielo che è un calcio almeno", il Var Paterna risponde: "Fai decidere". E infine il direttore di gara conferma la sua decisione nel non assegnare il penalty e ammonire Noslin per simulazione. Di tutto questo il componente CAN, Dino Tommasi, ne ha parlato a Open Var...

Tommasi difende Fabbri e critica Aureliano

Tommasi ha analizzato la gestione dell'episodio: "Fabbri è stato molto risoluto e bravo. Ha confermato la scelta di campo, era posizionato vicino. Giusta anche la simulazione per accentuazione del contatto. Bravo anche nel confermare la decisione nella chiamata. Avremmo preferito che non fosse stato richiamato. Notiamo anche un po' di ingerenza dell'Avar che non lascia spazio dell'analisi al Var che è lì per sciogliere posizioni dubbiose. La reazione di Noslin è eccessiva rispetto al contatto minimo. Ai ragazzi diciamo sempre di non forzare perchè le decisioni vanno lasciate all'abitro, va lasciata centralità. Il Var deve essere un ausilio, una second chance".

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Como-Inter, rigore Bonny-Nico Paz
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