"Vi siete suicidati, alleluia", "Anelka un dito nel cu**": lite Evra-Domenech e pullman sequestrato, caos Francia

I protagonisti del disastroso Mondiale del 2010 raccontano come siano andate veramente le cose in un documentario su Netflix

I Mondiali in Sudafrica del 2010 per il popolo francese saranno sempre ricordati come l'edizione dell'ammutinamento nei confronti del Ct Raymond Domenech. La nazionale transalpina andò incontro a una crisi dovuta al trattamento che fu riservato dall'allenatore e dalla federazione nei confronti dell'ex Juve Nicolas Anelka, rispedito a casa prima della seconda partita dei gironi. Da quell'episodio si susseguirono una serie di eventi, che portarono poi alla clamorosa decisione di disertare la sessione d'allenamento davanti a degli sbalorditi giornalisti. Tutto questo è stato raccontato nel documentario "Watch the bus: a french football mutiny" su Netflix, dove i protagonisti - il Ct Domenech (di cui vengono ripresi anche dei passaggi del suo diario personale), l'escluso Gallas e sopratutto il capitano Evra - hanno raccontato come abbiano vissuto quei giorni e il periodo immediatamente successivo.

Domenech: un Ct insolito

Il documentario comincia con la presentazione di Patrice Evra, cresciuto nel pericoloso quartiere di Les Ulis, vicino a Parigi. È proprio l'ex Juve e Manchester United a rivelare come inizialmente il rapporto con Domenech fosse sereno e anzi, come il terzino reputasse il Ct uno dei suoi idoli: "Fu Domenech a convocarmi per la prima volta in nazionale, ci ha fatto quasi vincere il mondiale", dice Evra. A questo punto viene presentato il tecnico, descritto da tutti come un gran provocatore e un personaggio assai insolito, che in allenamento portava dei metodi non proprio ortodossi, come da lui stesso raccontato: "Ho provato di tutto, dall'analisi transazionale, alla programmazione neurolinguistica, qualunque cosa per capire gli altri. Arrivato a Lione ho subito controllato i segni zodiacali del team, e mi sono reso conto che nello spogliatoio c erano 6 scorpioni, il mio obiettivo era eliminarne il piu possibile, infatti ne ho tenuti soltanto due. Sono una persona che crede ai segni del destino e alla vigilia dei mondiali 2010 ero convinto che la nostra spedizione sarebbe stata fruttuosa".

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L'arrivo in Sudafrica e la spaccatura con i media

La Francia si presenta al Mondiale 2010 come una delle favorite per sollevare il trofeo. "Eravamo certi che la Coppa del Mondo l'avremmo vinta noi francesi, avevamo in squadra tutti i migliori calciatori del mondo: c'erano Anelka, Ribery, Gourcuff che era considerato il nuovo Zidane, Henry, Gallas". Tuttavia il Ct aveva un rapporto burrascoso con i media, risalente al precedente Europeo, dove la Francia aveva deluso e alla controversa qualificazione ai danni dell'Irlanda con il famoso controllo di mano di Henry. "Domenech non volle più parlare con i media. La squadra doveva interagire con la stampa ma il Ct non volle sentire ragione, voleva dare fastidio ed era un bel problema. Negli anni precedenti, il suo rapporto con i giornalisti si era incrinato e ricadeva in maniera negativa sul team. Tutte le conferenze stampa di Domenech erano diventate campi di battaglia e la partita con l'Irlanda era diventata il punto di non ritorno. Ci isolammo. L'obiettivo era evitare ogni contatto tra la nazionale e i giornalisti", spiega l'addetto stampa di quella nazionale francese.

La rottura con Gallas

La prima incrinatura arriva alla nomina del capitano. Per anzianità la fascia sarebbe spettata a Gallas, ma Domenech sceglie di affidarla ad Evra. "Non diedi la fascia a Gallas. Se lui era il capitano, io avrei fatto il generale", dice il Ct. Evra quella scelta la accusa: "Quando Domenech mi nominò capitano della squadra non ne fui per niente contento, pensavo solo a Gallas e avevo paura che credesse che io gli avessi soffiato il posto a tradimento". Gallas invece, rimane all'oscuro della scelta e lo scopre solo in seguito, isolandosi: "Tra i vari partecipanti ero uno di quelli con più esperienza in quei Mondiali, il che significava che la fascia di capitano doveva essere mia". A questi racconti vengono alternati dei passaggi del diario di Domenech, dove riguardo questo episodio scrive: "Gallas contuinua a tenere il broncio, non so se riuscirò ancora a sopportarlo", e ancora: "Ho incrociato Gallas che voleva parlarmi, gli ho detto: 'Non rivolgermi la parola'".

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L'esordio: Francia-Uruguay

La Francia è inserita nel girone insieme a Uruguay, Messico e Sudafrica, e la prima partita la gioca proprio contro i sudamericani. La squadra di Domenech però delude le aspettative e pareggia per 0-0. Nel diario, il Ct scrive: "Sono preoccupato! Non riuscivo a prendere sonno. Incredibile, me ne stavo a letto con i sudori freddi, la nausea e l'ansia. In molti si aspettano il nostro fallimento. Sono esausto, ho voglia di fermarmi". Nel momento di difficoltà, il Ct scompare, lasciando senza spiegazione i suoi giocatori, come raccontato da Evra: "Domenech scomparve e la squadra rimase senza il suo Ct. Tutti i miei compagni mi implorarno di andarci a parlare. Così ci provai ma lui non mi ascoltò, pensava che fossi lì per chiedergli di far saltare una testa. Poi fu perentorio: 'Gourcuff non gioca'. Non riuscìi a capire perché, non voleva sentire ragioni. Il giorno dopo Gourcuff non avrebbe giocato. tornai dalla squadra e dissi che l'allenatore aveva deciso di tenere Gourcuff in panchina. I miei compagni diedero di matto. Per tutti il nostro Ct era impazzito".

Il caso Anelka: Francia-Messico

La seconda partita dei gironi è Francia-Messico, in cui la Francia comincia malissimo e chiude il primo tempo sullo 0-0. Per Domenech, il colpevole era solo uno: Anelka. "In panchina iniziammo tutti a chiederci che cosa gli fosse preso (ad Anelka ndr), avevamo una bella gatta da pelare", racconta il Ct. Al ritorno in campo, Anelka non è più presente, al suo posto Gignac: una sostituzione che sa di umiliazione e ci si inizia a chiedere cosa fosse accaduto. Nel secondo tempo Javier Hernandez segna l'1-0 e il Messico raddoppia con Blanco dal dischetto: la Francia ora può solo vincere contro il Sudafrica. Nel post partita Domenech si limita a dichiarare: "Io devo trovare le parole, in fondo ci resta ancora una partita da giocare", e sul diario scrive: "Non ce la faccio piu, voglio piangere, voglio sparire. Anelka mi e passato davanti senza guardarmi, che stronzo!".

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Il titolo dell'Equipe

Presto escono le prime indiscrezioni, Domenech e Anelka hanno litigato furiosamente negli spogliatoi e L'Equipe fa un titolo che sarà come una sentenza per la Francia: "Vai a farti fottere, brutto figlio di puttana!", sarebbe questa la frase pronunciata dall'attaccante nei confronti del suo allenatore. "Mi ero appena svegliato, sapevo che Anelka non aveva mai pronunciato quella frase. Ricordo bene quel giorno, io e Anelka eravamo seduti vicini, Domenech entrò negli spogliatoi e calò subito il silenzio, per 15 minuti. Non aprì bocca, e dopo seppe soltanto dire che Anelka era un dito nel culo, era rosso dalla rabbia. Continuava a ripetere che non lo sopportava più. Era fuori luogo: quello era un momento di recupero di soli 15 minuti. Dovresti spronare la tua squadra, non metterti a litigare con un giocatore", dice Evra. A commentare l'episodio è lo stesso Domenech: "Mi diede del tu. Non si era mai preso quella confidenza fino a quel momento. Quella fu la cosa più grave per me. Non mi ha mai chiamato figlio di puttana".

La decisione della Federazione

A seguito dell'alterco, Anelka viene rispedito in Francia, provocando l'ira dei suoi compagni. Evra prova a contattare Domenech, ma il Ct sparisce nuovamente, alché viene indetta una conferenza stampa del terzino e del presidente della Federazioen Escalettes. "Ero di pessimo umore. Non sapevo perche Anelka fosse tornato in Francia nonostante avessi fatto di tutto per evitare che accadesse, ero furioso. Quella fu una conferenza stampa molto confusionaria, non sapevo cosa si percepisse dalla mia faccia con Escalettes vicino a me, quell'individuo mi dava su i nervi. Lì scollegai il cervello e urlai tutto quello che provavo, fu terribile", racconta Evra, che alla conferenza dichiara: "Il problema della squadra non è Anelka, ma il traditore in mezzo a noi. Dobbiamo rimuoverlo dal gruppo", facendo partire una caccia alle streghe per stanare una presunta talpa, portando i giocatori sull'orlo di una crisi di nervi.

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L'ammutinamento

Arriva poi finalmente il giorno del famoso ammutinamento. La Francia si dirige verso il campo di allenamento e già sull'autobus Domenech ha una sensazione strana: "I giocatori erano tutti impegnati a confabulare in piccoli gruppi, c'era qualcosa nell'aria, era evidente". Anche la scelta di allenarsi a porte aperte, specie dopo l'evento di Anelka, lascia presagire che quello non sarebbe stato un semplice allenamento. Il preparatore atletico Duverre commenta: "Avevo gia preparato le linee e il materiale per il riscaldamento e poi notai che nessuno aveva gli scarpini. Io non capii fino a che non vidi Domenech parlare con Evra". Il capitano dice al Ct che la squadra non ha intenzione di allenarsi per solidarietà verso Anelka e a questo punto scoppia un litigio fra Evra e Duverre, con Domenech a dividerli, il tutto a favore di telecamere.

Il colpo di scena

Sembrava quindi essere andato tutto secondo i piani di Evra e compagni, ma quando la squadra risale sull'autobus per tornare in albergo, ad attenderli c'é una sorpresa: "Avevamo programmato tutto: arrivo, discesa dal bus, firma degli autografi e ritorno in hotel. Allora perche il bus non partiva? Non lo avevamo previsto. Dove erano le chiavi?". Le chiavi le aveva in tasca proprio Domenech. A questo punto Evra si avvicina all'addetto stampa e gli passa un comunicato da leggere davanti ai giornalisti. L'addetto rifiuta e a parlare ci va proprio il Ct. "I giocatori della squadra francese, senza eccezioni, dichiarano la propria opposizione alla scelta presa dalla federazione calcistica di esculdere Anelka per questo motivo hanno deciso di non prendere parte all'odierna sessione di allenamento", così recita il comunicato, commentato da Domenech nel suo diario: "È la vostra migliore azione collettiva di tutto il Mondiale. Vi siete suicidati! Allelujah!". A seguito di ciò, il Ct si distanzierà dal contenuto del comunicato, di fatto abbandonando i suoi uomini al proprio destino.

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Il tracollo: Francia-Sudafrica

La Francia si avvicina alla partita più importante del torneo con un enorme peso sulle spalle, nonostante la carica che il ministro della sanità e dello sport gli aveva conferito con un discorso motivazionale prima della gara decisiva. A raccontare il tutto è lo stesso capitano di quella squadra: "Avevamo finalmente trovato un vero allenatore. Finalmente un discorso degno di un Ct. Le sue parole ci toccarono nel profondo". Anche per questa sfida, il Ct ha una sorpresa: Evra escluso dai titolari, il terzino commenta così la notizia: "Ero svuotato, mi aveva cancellato, non esistevo piu. Fine". La Francia perde anche questa partita con il risultato di 1-2, venendo quindi eliminata. Nel suo diario, Domenech scrive: "Con i miei trascorsi, finirò al patibolo. Mi sento stranamente sollevato. Ho dormito bene".

Il ritorno e le conseguenze

A seguito di quel disastro, i giocatori tornano in Francia accolti dalla rabbia della stampa e soprattutto dei tifosi. La moglie di Domenech trova minacce di morte sul parabrezza e letterte minatorie, venendo quindi costretta a cambiare casa. La ministra che tanto aveva motivato i giocatori in vista della gara contro il Sudafrica distrugge la squadra, definendo i giocatori come viziati e irrispettosi. Il dibattito si sposta poi sulle origini dei giocatori e in mezzo a tutto questo caos subentra anche il razzismo. A seguito del disastro, Gallas perde un contratto col Psg non viene mai più convocato in Nazionale. Sagna non viene sanzionato, giocherà con la Francia ancora 6 anni. Evra viene sospeso dalla Nazionale per 5 partite non sarà mai più capitano. Anelka viene sospeso per 18 partite: la sanzione più pesante inflitta ad un giocatore della Francia. Domenech ha poi incontrato qualche giocatore ma prova ancora una profonda amarezza. Viene licenziato per giusta causa e oggi lavora come consulente per l'Equipe Tv. E la famosa talpa? Non si verrà mai a sapere chi fosse e, probabilmente, fu un meccanismo di difesa nella mente di una squadra che stava andando a rotoli.

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I Mondiali in Sudafrica del 2010 per il popolo francese saranno sempre ricordati come l'edizione dell'ammutinamento nei confronti del Ct Raymond Domenech. La nazionale transalpina andò incontro a una crisi dovuta al trattamento che fu riservato dall'allenatore e dalla federazione nei confronti dell'ex Juve Nicolas Anelka, rispedito a casa prima della seconda partita dei gironi. Da quell'episodio si susseguirono una serie di eventi, che portarono poi alla clamorosa decisione di disertare la sessione d'allenamento davanti a degli sbalorditi giornalisti. Tutto questo è stato raccontato nel documentario "Watch the bus: a french football mutiny" su Netflix, dove i protagonisti - il Ct Domenech (di cui vengono ripresi anche dei passaggi del suo diario personale), l'escluso Gallas e sopratutto il capitano Evra - hanno raccontato come abbiano vissuto quei giorni e il periodo immediatamente successivo.

Domenech: un Ct insolito

Il documentario comincia con la presentazione di Patrice Evra, cresciuto nel pericoloso quartiere di Les Ulis, vicino a Parigi. È proprio l'ex Juve e Manchester United a rivelare come inizialmente il rapporto con Domenech fosse sereno e anzi, come il terzino reputasse il Ct uno dei suoi idoli: "Fu Domenech a convocarmi per la prima volta in nazionale, ci ha fatto quasi vincere il mondiale", dice Evra. A questo punto viene presentato il tecnico, descritto da tutti come un gran provocatore e un personaggio assai insolito, che in allenamento portava dei metodi non proprio ortodossi, come da lui stesso raccontato: "Ho provato di tutto, dall'analisi transazionale, alla programmazione neurolinguistica, qualunque cosa per capire gli altri. Arrivato a Lione ho subito controllato i segni zodiacali del team, e mi sono reso conto che nello spogliatoio c erano 6 scorpioni, il mio obiettivo era eliminarne il piu possibile, infatti ne ho tenuti soltanto due. Sono una persona che crede ai segni del destino e alla vigilia dei mondiali 2010 ero convinto che la nostra spedizione sarebbe stata fruttuosa".

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"Vi siete suicidati, alleluia", "Anelka un dito nel cu**": lite Evra-Domenech e pullman sequestrato, caos Francia
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L'arrivo in Sudafrica e la spaccatura con i media
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L'esordio: Francia-Uruguay
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Il titolo dell'Equipe
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L'ammutinamento
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Il tracollo: Francia-Sudafrica