L'ammutinamento
Arriva poi finalmente il giorno del famoso ammutinamento. La Francia si dirige verso il campo di allenamento e già sull'autobus Domenech ha una sensazione strana: "I giocatori erano tutti impegnati a confabulare in piccoli gruppi, c'era qualcosa nell'aria, era evidente". Anche la scelta di allenarsi a porte aperte, specie dopo l'evento di Anelka, lascia presagire che quello non sarebbe stato un semplice allenamento. Il preparatore atletico Duverre commenta: "Avevo gia preparato le linee e il materiale per il riscaldamento e poi notai che nessuno aveva gli scarpini. Io non capii fino a che non vidi Domenech parlare con Evra". Il capitano dice al Ct che la squadra non ha intenzione di allenarsi per solidarietà verso Anelka e a questo punto scoppia un litigio fra Evra e Duverre, con Domenech a dividerli, il tutto a favore di telecamere.
Il colpo di scena
Sembrava quindi essere andato tutto secondo i piani di Evra e compagni, ma quando la squadra risale sull'autobus per tornare in albergo, ad attenderli c'é una sorpresa: "Avevamo programmato tutto: arrivo, discesa dal bus, firma degli autografi e ritorno in hotel. Allora perche il bus non partiva? Non lo avevamo previsto. Dove erano le chiavi?". Le chiavi le aveva in tasca proprio Domenech. A questo punto Evra si avvicina all'addetto stampa e gli passa un comunicato da leggere davanti ai giornalisti. L'addetto rifiuta e a parlare ci va proprio il Ct. "I giocatori della squadra francese, senza eccezioni, dichiarano la propria opposizione alla scelta presa dalla federazione calcistica di esculdere Anelka per questo motivo hanno deciso di non prendere parte all'odierna sessione di allenamento", così recita il comunicato, commentato da Domenech nel suo diario: "È la vostra migliore azione collettiva di tutto il Mondiale. Vi siete suicidati! Allelujah!". A seguito di ciò, il Ct si distanzierà dal contenuto del comunicato, di fatto abbandonando i suoi uomini al proprio destino.