Pagina 2 | Guardiola svela il futuro e spiega il segreto della Champions: "Contano gli arbitri”"

Dopo aver chiuso un ciclo storico sulla panchina del Manchester City, Pep Guardiola si gode un periodo di riflessione. L'allenatore catalano è tornato nei luoghi delle sue origini, visitando la scuola La Salle di Manresa che frequentava da bambino in occasione dell'inaugurazione di un nuovo campo da calcio realizzato grazie alla Fondazione Cruyff. Un ritorno dal forte valore simbolico che ha offerto anche l'occasione per parlare del suo futuro, dell'esperienza vissuta in Inghilterra e del momento attuale del Barcellona.

Guardiola scherza sul futuro

Tra sorrisi e battute, Guardiola ha risposto alle domande dei giornalisti presenti lasciando aperti tutti gli scenari per il prossimo capitolo della sua carriera. Il tecnico non ha ancora deciso quale sarà la sua prossima avventura professionale e, almeno per il momento, sembra intenzionato a prendersi del tempo lontano dalle pressioni del calcio quotidiano. "Tornerò a studiare a La Salle, dove sono stato da bambino, e diventerò insegnante" - ha detto Pep.

 

 

Una battuta pronunciata durante la visita alla scuola che lo ha visto crescere, ma che racconta anche il legame mai interrotto con la sua terra. Al di là dell'ironia, l'allenatore spagnolo ha confermato di non avere ancora programmi definiti: "Per il momento voglio fermarmi qui per un po’ e vedere cosa mi riserverà il futuro. Nemmeno io so cosa succederà".

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L'addio al Manchester City e la riflessione sulla Champions League

Nel corso dell'incontro, Guardiola è tornato anche sulla lunga esperienza vissuta al Manchester City. Un percorso durato dieci anni, ricco di trofei e successi, che ha segnato profondamente la storia del club inglese: "Non avrei mai immaginato di rimanere lì per dieci anni". Parlando delle difficoltà che accompagnano i grandi club europei, il tecnico catalano si è soffermato sul peso della Champions League nel giudizio complessivo di una stagione: "Non vincerla per tanto tempo finisce col distruggere qualsiasi progetto. Spero che non succeda al Barcellona. Vincere la Champions League dipende dal finire la stagione in modo brillante, senza infortuni". Guardiola ha poi sottolineato come il percorso nella massima competizione europea sia influenzato da molteplici fattori, alcuni dei quali sfuggono al controllo degli allenatori: "Anche l'influenza degli arbitri è molto significativa in questa competizione. L'importante è che le prestazioni quotidiane siano buone e che la squadra continui a migliorare. Non si può pensare che, solo perché non si raggiunge una finale di Champions League o non la si vince, la stagione sia stata negativa".

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Gli elogi a Flick e ai talenti cresciuti nella Masia

Non poteva mancare un passaggio sul Barcellona, il club che ha segnato la sua carriera da giocatore e da allenatore. Guardiola ha espresso parole di grande apprezzamento nei confronti del lavoro svolto da Flick, protagonista di un nuovo ciclo tecnico che ha riportato entusiasmo nell'ambiente blaugrana. "Sono un fan del Barça di Flick, spero continui per molti anni qui", ha spiegato Pep. Il tecnico catalano ha poi rivolto lo sguardo ai tanti giovani cresciuti nel settore giovanile del club, sottolineando il valore della nuova generazione che sta trascinando i blaugrana: "Sono giocatori del Barça. Che siano di qui o che vengano da fuori, di sicuro se la cavano benissimo. Hanno vissuto due stagioni straordinarie, sia per come hanno giocato sia per quanto sia divertente vederli in campo". Parole che rappresentano una vera e propria investitura per il progetto blaugrana e che confermano quanto Guardiola continui a seguire con attenzione le vicende del club catalano. Mentre il suo futuro resta ancora da scrivere, l'ex allenatore del Manchester City osserva da lontano il calcio europeo, senza fretta di scegliere la prossima sfida.

 

 

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L'addio al Manchester City e la riflessione sulla Champions League

Nel corso dell'incontro, Guardiola è tornato anche sulla lunga esperienza vissuta al Manchester City. Un percorso durato dieci anni, ricco di trofei e successi, che ha segnato profondamente la storia del club inglese: "Non avrei mai immaginato di rimanere lì per dieci anni". Parlando delle difficoltà che accompagnano i grandi club europei, il tecnico catalano si è soffermato sul peso della Champions League nel giudizio complessivo di una stagione: "Non vincerla per tanto tempo finisce col distruggere qualsiasi progetto. Spero che non succeda al Barcellona. Vincere la Champions League dipende dal finire la stagione in modo brillante, senza infortuni". Guardiola ha poi sottolineato come il percorso nella massima competizione europea sia influenzato da molteplici fattori, alcuni dei quali sfuggono al controllo degli allenatori: "Anche l'influenza degli arbitri è molto significativa in questa competizione. L'importante è che le prestazioni quotidiane siano buone e che la squadra continui a migliorare. Non si può pensare che, solo perché non si raggiunge una finale di Champions League o non la si vince, la stagione sia stata negativa".

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