Igor Protti è morto a 58 anni, calcio in lutto: la lettera pubblicata dalla famiglia

L'ex attaccante del Livorno lottava da tempo contro una malattia

Igor Protti è morto nella notte. Ad annunciarlo è stata la famiglia con un messaggio diffuso sui social, accompagnato dalle parole che l'ex attaccante aveva deciso di lasciare come ultimo saluto. Aveva 57 anni e si è spento a causa di un tumore al colon. La sua lotta era iniziata il 5 luglio 2025, quando aveva annunciato pubblicamente la diagnosi, spiegando di essere stato sottoposto a un intervento di stomia e di aver iniziato la chemioterapia. Negli ultimi mesi aveva condiviso momenti difficili, alternati a piccole riprese, sempre con una sincerità che aveva commosso tifosi e appassionati di tutta Italia. L'ultima apparizione pubblica risale alla fine di maggio, in occasione del matrimonio della figlia Noemi, un momento di gioia vissuto accanto alla sua famiglia. Con immenso dolore i familiari hanno comunicato la sua scomparsa e la volontà di condividere il messaggio che Protti aveva preparato per il momento dell'addio.

La lettera di Igor Protti

Questa la lettera che Protti ha lasciato alla famiglia per condividerla con tutti: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. utte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio".

 

 

La famiglia ha inoltre reso noto che chi vorrà porgere un ultimo saluto potrà farlo dalle ore 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza. Con la sua scomparsa il calcio italiano perde uno dei suoi volti più amati, capace di lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo. Negli ultimi mesi aveva affrontato la malattia con la stessa determinazione mostrata durante la carriera, trasformando il proprio percorso personale in un messaggio di forza e umanità che ha raggiunto migliaia di persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Un bomber amato in tutta Italia

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti ha lasciato un'impronta profonda nel calcio italiano ben oltre i numeri di una carriera ricca di gol. Eppure, proprio i numeri raccontano la dimensione del calciatore: è stato uno dei pochissimi attaccanti capaci di conquistare il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C, un risultato che testimonia una straordinaria continuità realizzativa e una rara capacità di adattarsi a ogni categoria. La sua storia calcistica iniziò nella squadra della sua città, il Rimini, prima di un lungo percorso che lo portò ad affermarsi come uno degli attaccanti più prolifici del panorama nazionale. La consacrazione arrivò con la maglia del Bari, dove divenne uno dei bomber più apprezzati del campionato italiano, guadagnandosi l'affetto dei tifosi e il rispetto degli avversari grazie a un mix di talento, sacrificio e generosità.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Il legame con il Livorno

Protti a Livorno ha trovato la sua dimensione più autentica. Quando arrivò in Toscana, alla fine degli anni Novanta, la squadra amaranto navigava lontano dai palcoscenici più prestigiosi. Nel giro di pochi anni, trascinata dai suoi gol e dalla sua leadership, riuscì a risalire le categorie fino a riconquistare la Serie A. Una scalata che trasformò il centravanti romagnolo nel simbolo di un'intera comunità. Ridurre il suo legame con Livorno a una semplice esperienza sportiva sarebbe però poco giusto. Protti è stato il capitano di una squadra, ma soprattutto il punto di riferimento di una città che si è riconosciuta nei suoi valori: umiltà, attaccamento alla maglia, spirito di sacrificio e sincerità. Per molti tifosi rappresentava l'idea stessa del calcio vissuto con passione e autenticità, lontano dagli eccessi e dalle logiche del protagonismo.

Il ritiro del numero 10 da parte del club è stato il riconoscimento più evidente di un rapporto speciale, costruito nel tempo e consolidato anche dopo l'addio al calcio giocato. Terminata la carriera, Protti non ha mai interrotto il legame con l'ambiente amaranto. Ha continuato a seguire la squadra, a partecipare alla vita del club e a mantenere un contatto diretto con i tifosi, diventando una figura autorevole e rispettata ben oltre il ruolo di ex calciatore. Negli ultimi mesi, di fronte alla malattia, ha mostrato le stesse qualità che avevano contraddistinto il suo percorso sportivo. Ha scelto di raccontare pubblicamente la propria battaglia contro il tumore al colon, condividendo paure, speranze e momenti difficili senza mai rinunciare alla dignità. Un atteggiamento che ha suscitato una profonda ondata di affetto in tutto il mondo del calcio. Fino all'ultimo, Protti è rimasto fedele a se stesso: riservato ma vicino alle persone, combattivo ma mai sopra le righe. Con la sua scomparsa se ne va un grande attaccante, ma soprattutto un uomo che ha saputo trasformare il calcio in uno strumento di appartenenza, di esempio e di umanità. È questo il lascito che resterà nel cuore di chi lo ha visto giocare e di chi, anche negli ultimi mesi, ha imparato ad apprezzarne il coraggio fuori dal campo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Il cordoglio del Livorno, della Juve e del mondo del calcio

"Non riusciamo a trovare le parole. Non esistono forse le parole giuste in questi momenti. Igor per sempre", ha scritto il Livorno, club in cui l'attaccante ha terminato la carriera. Anche il Napoli si è unito nel ricordo: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Igor Protti, simbolo straordinario e indimenticabile del calcio italiano. Ha indossato la maglia azzurra nella stagione '97/98, dando il suo encomiabile contributo e facendosi sempre amare per le sue doti umane e sportive. Ha lottato fino alla fine con il suo consueto spirito coriaceo, mostrando un meraviglioso attaccamento alla vita e alla sua famiglia. Ciao, Igor". Anche la Juve gli ha dedicato un pensiero: "Juventus si unisce al cordoglio per la prematura scomparsa di Igor Protti. Ci stringiamo con affetto e vicinanza alla sua famiglia e ai suoi cari".

E non poteva mancare il saluto del Bari: "La partita più difficile l'hai giocata con il coraggio dei grandi e anche se oggi il fischio finale lascia tutti con il cuore spezzato, resterai sempre nei ricordi di chi ha tifato per te. I tuoi gol, le tue corse sotto la curva, il tuo amore per questi colori hanno fatto sognare generazioni di tifosi biancorossi. Il tuo esempio ci ha reso orgogliosi. Oggi tutte le tue tifoserie piangono insieme, ma celebrano anche l'onore di averti avuto come simbolo. Addio Zar! Tutta la SSC Bari e il presidente Luigi De Laurentiis si uniscono al dolore della famiglia di Igor Protti". Sono stati tanti i messaggi anche dagli altri club. Tutti uniti per commemorare un grande giocatore e un grande uomo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Il messaggio di Lucarelli

Anche Alessandro Lucarelli, livornese ed ex calciatore, ha voluto scrivere un messaggio sui proprio canali social per ricordare Protti: "Sei stato prima il mio idolo, il giocatore che più di tutti ha fatto battere il cuore di noi livornesi. Poi ho avuto l'onore di condividere con te uno spogliatoio, proprio con la maglia del nostro Livorno. E infine la cosa più bella: conoscerti come uomo e chiamarti amico. I gol, le vittorie e le emozioni che ci hai dato resteranno nella storia. La persona che sei resterà nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Fai buon viaggio Re Igor".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Igor Protti è morto nella notte. Ad annunciarlo è stata la famiglia con un messaggio diffuso sui social, accompagnato dalle parole che l'ex attaccante aveva deciso di lasciare come ultimo saluto. Aveva 57 anni e si è spento a causa di un tumore al colon. La sua lotta era iniziata il 5 luglio 2025, quando aveva annunciato pubblicamente la diagnosi, spiegando di essere stato sottoposto a un intervento di stomia e di aver iniziato la chemioterapia. Negli ultimi mesi aveva condiviso momenti difficili, alternati a piccole riprese, sempre con una sincerità che aveva commosso tifosi e appassionati di tutta Italia. L'ultima apparizione pubblica risale alla fine di maggio, in occasione del matrimonio della figlia Noemi, un momento di gioia vissuto accanto alla sua famiglia. Con immenso dolore i familiari hanno comunicato la sua scomparsa e la volontà di condividere il messaggio che Protti aveva preparato per il momento dell'addio.

La lettera di Igor Protti

Questa la lettera che Protti ha lasciato alla famiglia per condividerla con tutti: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. utte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio".

 

 

La famiglia ha inoltre reso noto che chi vorrà porgere un ultimo saluto potrà farlo dalle ore 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza. Con la sua scomparsa il calcio italiano perde uno dei suoi volti più amati, capace di lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo. Negli ultimi mesi aveva affrontato la malattia con la stessa determinazione mostrata durante la carriera, trasformando il proprio percorso personale in un messaggio di forza e umanità che ha raggiunto migliaia di persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio