Gol e soldi, ma zeru tituli: il paradosso di Cristiano Ronaldo d'Arabia

Campionato sfumato dopo il ko con l’Al-Hilal di Inzaghi: dal 2023 CR7 non ha mai vinto un trofeo

Immaginiamo che ieri mattina il risveglio di Cristiano Ronaldo non sia stato dei migliori. Si sarà alzato, avrà fatto colazione con lo sguardo vagante per il magnifico giardino della villa di Riad e avrà ripensato alla sconfitta con l'Al-Hilal. Poi palestra, o chissà piscina. Uno sguardo anche allo smartphone, per controllare il saldo sull’app della banca. Questo gli avrà strappato un sorriso compiaciuto. Sempre che poi non abbia deciso di fare un giro su Instagram con un profilo fake per vedere cosa sta combinando Leo Messi. Leo Messi nella foto del profilo con la Coppa del Mondo in mano. Leo Messi nelle foto più recenti con la coppa di Campione dell’ultima Mls. Questo, invece, potrebbe avere irritato un pochino la bile di Cristiano.

Tanti gol e zero titoli: il paradosso di CR7

Perché, immaginazione a parte, la fredda realtà che arriva dal regno saudita è che laggiù Cristiano guadagna tantissimo, 200 e passa milioni all’anno. Cristiano segna anche tantissimo e a fine 2026 potrebbe essere il primo di sempre a sfondare quota 1000 gol in gare ufficiali. A conti fatti, però, Cristiano non vince niente, mai. È sbarcato nel calcio d’Arabia nel 2023, ma non ha ancora messo le mani su una coppetta, uno scudettino, mezza Champions asiatica, che è più piccola sì, fisicamente, della Champions europea, ma almeno dà soddisfazione. Nulla. Nella villa di Riad la mensola dedicata ai trofei deve essere stata riconvertita ad altro. Dopo la sconfitta patita contro l’Al-Hilal di Simone Inzaghi, l’Al-Nassr è piombato a 7 punti di distacco in campionato: una voragine. E forse sì, ha ragione Cristiano a lamentarsi dell’arbitraggio - con la mano ha fatto il gesto di uno scippo a fine gara -, ma fa parte del gioco. Nelle ore successive alla sconfitta sono apparse altre immagini del portoghese nervoso: screzi con lo scudiero Joao Felix, screzi con Jorge Jesus, che sarà un caso, ma sono tutti portoghesi come lui. In quanto azionista del club, Cristiano fa e disfa la squadra, sceglie e dimette gli allenatori, è il vero fattore che influenza la proprietà. L’unico trofeo per il quale era ancora rimasto in corsa quest’anno, si sta però avviando verso casa Inzaghi e Theo Hernandez.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio Estero

Ronaldo, Messi e il confronto finale: ambizione, scelte e risultati

A febbraio l’ex Juve compirà 41 anni con un Mondiale davanti, forse l’ultimo. Intanto il calcio del deserto per il quale si è tanto speso, a livello di spettacolo e competitività non è mai decollato tanto da far concorrenza ai campionati europei, nonostante CR7 - e nonostante tutti i petroldollari investiti. Cristiano resta, a scanso di equivoci, un giocatore fortissimo - solo che non fa più la differenza come una volta, là in campo. Non basta lui a far vincere la squadra. Non bastano i record personali, per quanto incredibili, a farlo brillare come Messi. Che guadagnerà qualcosa in meno negli Usa (non che debba preoccuparsi di arrivare alla fine del mese, eh…), ma che qualcosa ha vinto e vuole continuare a farlo. Cristiano ha scelto un’altra strada ed è contento così: ma uno con la sua smisurata ambizione sportiva non può pensare di aver fatto centro al bersaglio grosso.

 

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Immaginiamo che ieri mattina il risveglio di Cristiano Ronaldo non sia stato dei migliori. Si sarà alzato, avrà fatto colazione con lo sguardo vagante per il magnifico giardino della villa di Riad e avrà ripensato alla sconfitta con l'Al-Hilal. Poi palestra, o chissà piscina. Uno sguardo anche allo smartphone, per controllare il saldo sull’app della banca. Questo gli avrà strappato un sorriso compiaciuto. Sempre che poi non abbia deciso di fare un giro su Instagram con un profilo fake per vedere cosa sta combinando Leo Messi. Leo Messi nella foto del profilo con la Coppa del Mondo in mano. Leo Messi nelle foto più recenti con la coppa di Campione dell’ultima Mls. Questo, invece, potrebbe avere irritato un pochino la bile di Cristiano.

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Perché, immaginazione a parte, la fredda realtà che arriva dal regno saudita è che laggiù Cristiano guadagna tantissimo, 200 e passa milioni all’anno. Cristiano segna anche tantissimo e a fine 2026 potrebbe essere il primo di sempre a sfondare quota 1000 gol in gare ufficiali. A conti fatti, però, Cristiano non vince niente, mai. È sbarcato nel calcio d’Arabia nel 2023, ma non ha ancora messo le mani su una coppetta, uno scudettino, mezza Champions asiatica, che è più piccola sì, fisicamente, della Champions europea, ma almeno dà soddisfazione. Nulla. Nella villa di Riad la mensola dedicata ai trofei deve essere stata riconvertita ad altro. Dopo la sconfitta patita contro l’Al-Hilal di Simone Inzaghi, l’Al-Nassr è piombato a 7 punti di distacco in campionato: una voragine. E forse sì, ha ragione Cristiano a lamentarsi dell’arbitraggio - con la mano ha fatto il gesto di uno scippo a fine gara -, ma fa parte del gioco. Nelle ore successive alla sconfitta sono apparse altre immagini del portoghese nervoso: screzi con lo scudiero Joao Felix, screzi con Jorge Jesus, che sarà un caso, ma sono tutti portoghesi come lui. In quanto azionista del club, Cristiano fa e disfa la squadra, sceglie e dimette gli allenatori, è il vero fattore che influenza la proprietà. L’unico trofeo per il quale era ancora rimasto in corsa quest’anno, si sta però avviando verso casa Inzaghi e Theo Hernandez.

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