"Non sono più estraneo a certe situazioni. Ho vissuto cose peggiori: sul mio volto ho ancora circa 18 viti dall’operazione precedente e non riesco nemmeno a mangiare normalmente con il lato destro. Questo infortunio è solo una piccola cosa rispetto a quello che ho passato". Così Victor Osimhen sull'infortunio rimediato durante la sfida di ritorno degli ottavi di Champions League, che ha visto il Galatasaray crollare ad Anfield e uscire di scena dal torneo. Una sconfitta che ha conosciuto sia il tremendo infortunio alla mano del compagno di squadra Noa Lang, per cui si era ipotizzato anche il rischio amputazione del pollice destro, che la frattura all'avambraccio dell'ex Napoli - il cui profilo resta sempre molto gradito in Serie A - . Con una prima nota uffciale, il club ha annunciato che la zona era stata immobilizzata con il gesso, scrivendo a proposito di "una frattura all'avambraccio destro del giocatore, che è stato immobilizzato con un gesso. La decisione riguardo a un eventuale intervento chirurgico verrà presa nei prossimi giorni dopo ulteriori valutazioni". Ora, è lo stesso giocatore ha informare sulla durata dello stop, stimata di circa 5-6 settimane.

Osimhen: "Ho pensato che mi stesse cadendo il braccio"
Questa la ricostruzione dell'episodio da parte di Osimhen, che sul canale Twitch Carterefe ha raccontato: "Mi sono rotto il braccio e dovrò operarmi. Sarò lontano dai campi al massimo per 5-6 settimane. Il Galatasaray mi ha salvato quando ero sul fondo. Dopo aver firmato, persino mia figlia si è affezionata più a loro che a me. Sarò per sempre grato al club. Sono andato verso il pallone, sono arrivato con il difensore, avevo la mano libera e non immaginavo che il suo ginocchio sarebbe finito sul mio braccio. Non ho capito subito che era rotto. Pensavo che prima della fine della partita sarebbe passato. Quando ho provato a correre, il dolore mi ha bloccato, era come se il braccio stesse cadendo. Ho provato a continuare, ma non ce l’ho fatta".