Mourinho torna al Real Madrid: "tutto concordato", l'indiscrezione dalla Spagna

Stando a quanto emerso in queste ultime ore lo Special One tornerà sulla panchina delle merengues nella prossima stagione: i dettagli

"Todo apalabrado". Ovvero tutto concordato. Questo il titolo d'apertura della versione online del quotidiano madrileno "As". La foto che accompagna il testo è quella di José Mourinho con la tuta del Real, durante i festeggiamenti per il 32esimo titolo della Liga, era il 2012. Lo "special one" andò via l'anno dopo, nel 2013, proseguendo la sua carriera tra Chelsea, Manchester United, Tottenham, Roma, Fenerbahce, fino ad arrivare al Benfica.

Come Zidane e Ancelotti

E la sua avventura a Lisbona, di fatto, dovrebbe finire oggi con l'ultima di campionato in casa dell'Estoril. Poi, assicura AS, Mourinho tornerà ad allenare il Real Madrid 13 anni dopo il suo "arrivederci" che sembrava un addio. Del resto non è la prima volta che Florentino Perez richiama i suoi condottieri, è successo con Zinedine Zidane e con Carlo Ancelotti e in entrambi i casi ha avuto ragione lui. Per il portoghese pronto un biennale, ma prima dovrà chiudere il suo rapporto con il Benfica che stasera tenterà l'ultimo disperato assalto alla Champions (è a -2 dallo Sporting secondo). Poi Mourinho firmerà il contratto e prenderà il posto di Arbeloa con l'obiettivo di rilanciare i blancos, ricompattando uno spogliatoio e un ambiente lontani anni luce dalla gloriosa storia del Real.

Le parole di Arbeloa

Si parla di Siviglia, ma anche e soprattutto di Mourinho, Mbappè e si fanno anche i bilanci. Breve conferenza stampa per Alvaro Arbeloa alla vigilia della sfida del Pizjuan, penultima giornata di una Liga che il Real Madrid è già sicuro di chiudere al secondo posto (a -11 dal Barça campione, a +11 sul Villarreal terzo). "Sarà un'altra dura battaglia in uno stadio emozionante e contro una squadra che sta facendo molto bene sotto la guida di Luis Garcia", dice Arbeloa che deve fare i conti con tante questioni aperte, non ultima la polemica con Mbappè dopo la panchina nel match con l'Oviedo ("Il mister mi ha detto che sono la quarta scelta come attaccante"). "Tutto quello che Kylian vi ha detto era stato già discusso tra di noi, come dico sempre ai ragazzi sono stato un calciatore e conosco bene queste situazioni. So cosa significa giocare tutti i giorni, giocare di meno, o non giocare affatto...So che Kylian non era contento di non giocare e mi fa piacere, per me non c'è alcun problema, il mio rapporto con Mbappè rimane lo stesso. Preferirei che le cose che ci diciamo in privato con i giocatori restino tra di noi, ma non ci sono problemi".

L'addio di Arbeloa

Un'esperienza abbastanza stressante, ma sicuramente formativa per Arbeloa. "Ero l'allenatore del Castilla, me ne vado da allenatore di Liga che ha anche allenato in Champions League. Per me, questi quattro mesi sono stati una grande esperienza, un percorso di apprendimento. Essere di fronte a tutti voi - dice ai giornalisti - è stata anche una lezione magistrale. Me ne vado con la coscienza pulita", dice Arbeloa che, dunque, dà per chiusa la sua avventura da condottierro della prima squadra. Al suo posto, sembra ormai sicuro, arriverà il suo ex tecnico Josè Mourinho, voluto da Florentino Perez per rimettere in ordine un gruppo per nulla compatto. "Non capisco la tesi dello 'spogliatoio indisciplinato', non è così. Per il resto quando il club deciderà chi sarà l'allenatore della prossima stagione ne parleremo, ma come sapete per me, da giocatore e da madridista, Mourinho è il numero uno. Lo pensavo già un mese fa e continuerò a pensarlo. E' e sarà sempre 'uno di noi'. Se sarò qui anche la prossima stagione, sarò molto felice di rivederlo a casa. Per quanto mi riguarda sento l'affetto dei tifosi. Ho 43 anni e ne ho trascorsi 20 al Real Madrid, nel club che considero casa mia".

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