Pagina 3 | City retrocesso e tifosi Inter vogliono Champions a tavolino

Il futuro del Manchester City resta sospeso tra ipotesi clamorose e attese infinite. Il caso legato al Fair Play Finanziario continua a far discutere: oltre 115 capi d’accusa, un’indagine lunga anni e una possibile sentenza che potrebbe riscrivere la storia recente della Premier League. Dall’Inghilterra rimbalzano indiscrezioni pesanti, tra cui una penalizzazione fino a 60 punti che, di fatto, cancellerebbe una stagione intera e costringerebbe i Guardiola Boys alla Championship. Nel frattempo, il mondo del calcio osserva e commenta. E in Italia, soprattutto tra i tifosi dell’Inter, il dibattito si è acceso con toni accesi, tra ironia, rabbia e rivendicazioni.

Lo scenario: penalizzazione record e ricorsi infiniti

Come riportato dall'Inghilterra, la commissione indipendente che ha analizzato il caso ha concluso i lavori già a fine 2024, ma da allora non è arrivato alcun verdetto ufficiale. Un silenzio che alimenta speculazioni su possibili sanzioni senza precedenti. Tra queste, la più discussa è quella ipotizzata da Keith Wyness - che in precedenza ha ricoperto ruoli dirigenziali all’Everton, all’Aston Villa e all’Aberdeen - a Football Insider: "In questo momento stiamo solo facendo ipotesi. Non ci sono dubbi. Guardate, è il tipo di penalizzazione che mi aspetterei se venissero ritenuti colpevoli. Penso che 60 punti avrebbero senso. E penso che potrebbe essere qualcosa che il City potrebbe accettare se venisse riconosciuto colpevole. Ma naturalmente ci sarà comunque un ricorso. Quindi, se fossero 60 punti, probabilmente verrebbero ridotti anche quelli". Non si escludono però alternative altrettanto pesanti: dall’esclusione dalla Premier League a multe milionarie, fino a restrizioni sul mercato. In ogni caso, appare quasi certo che il City impugnerebbe qualsiasi decisione, trascinando la vicenda in una battaglia legale. Intanto da tutto il mondo i tifosi Inter si sono fatti sentire sui social...

 

 

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L’eco dei tifosi dell'Inter: "Dateci la Champions”

Il caso, per chi supporta i colori nerazzurri, ha assunto una dimensione emotiva ben precisa. Sui social, i tifosi dell’Inter hanno iniziato a rilanciare una richiesta tanto provocatoria quanto simbolica: la riassegnazione della Champions League 2023. Quella finale, persa dai nerazzurri proprio contro il Manchester City, è tornata al cntro del dibattito, sostenendo che eventuali irregolarità finanziarie dovrebbero portare alla revoca dei trofei conquistati in quel periodo. Per cui, oltre ai tifosi dell'Arsenal che sognano due Premier League da vedersi riconosciute, anche quelli dell'Inter si fanno sentire in chiave europea.

Si tratta, va sottolineato, di uno scenario estremamente improbabile: la UEFA difficilmente interviene retroattivamente su competizioni concluse, soprattutto in assenza di violazioni sportive dirette. Tra ironia e rivendicazione, il coro nerazzurro continua a crescere, evocando inevitabilmente le risposte degli altri tifosi e le battute su un'eventuale "Champions di cartone", riportando alla mente l'assegnazione dello scudetto del 2006. Chissà che anche alla Uefa non arrivi un commissario speciale, magari sloveno e magari con esperienze pregresse nella Telekom...

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Gundogan, sale sulle ferite Inter: "Era destino"

C'è chi ovviamente la Champions del 2023 se la tiene stretta, come Gundogan, che dopo tanti tentativi si è tolto la soddisfazione di alzare il trofeo da capitano del City. "Purtroppo avevo perso le prime due finali disputate, perciò la terza volta ci tenevo tantissimo a vincerla, specialmente a Istanbul, un luogo per me molto speciale", ha raccontato il tedesco. "Era destino. È stato un momento di immenso orgoglio: alzare la Champions League da capitano del City, dopo aver vinto anche campionato e coppa nazionale, è stato un onore incredibile".

Gundogan ha poi commentato l'emozione nell'affrontare il Manchester da avversario: "Ero molto fiero. Rappresentare il club, la comunità e il Paese con il Galatasaray in Champions League è una sensazione speciale. Ovviamente, la trasferta in casa del City è stata una partita ancora più particolare per me: scendere su quel campo con la maglia del Galatasaray, contro i miei ex compagni e il mio ex allenatore (Guardiola, ndr)... È stata una giornata felice. Purtroppo abbiamo perso, ma per noi è stata una bella esperienza e per me un match davvero unico". Ricordi indelebili per uno dei centrocampisti più determinanti dei citizen e che di certo non ha intenzione di vedersi sfilare dal palmares, qualsiasi trofeo vinto sul campo con il club inglese.

 

 

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Gundogan, sale sulle ferite Inter: "Era destino"

C'è chi ovviamente la Champions del 2023 se la tiene stretta, come Gundogan, che dopo tanti tentativi si è tolto la soddisfazione di alzare il trofeo da capitano del City. "Purtroppo avevo perso le prime due finali disputate, perciò la terza volta ci tenevo tantissimo a vincerla, specialmente a Istanbul, un luogo per me molto speciale", ha raccontato il tedesco. "Era destino. È stato un momento di immenso orgoglio: alzare la Champions League da capitano del City, dopo aver vinto anche campionato e coppa nazionale, è stato un onore incredibile".

Gundogan ha poi commentato l'emozione nell'affrontare il Manchester da avversario: "Ero molto fiero. Rappresentare il club, la comunità e il Paese con il Galatasaray in Champions League è una sensazione speciale. Ovviamente, la trasferta in casa del City è stata una partita ancora più particolare per me: scendere su quel campo con la maglia del Galatasaray, contro i miei ex compagni e il mio ex allenatore (Guardiola, ndr)... È stata una giornata felice. Purtroppo abbiamo perso, ma per noi è stata una bella esperienza e per me un match davvero unico". Ricordi indelebili per uno dei centrocampisti più determinanti dei citizen e che di certo non ha intenzione di vedersi sfilare dal palmares, qualsiasi trofeo vinto sul campo con il club inglese.

 

 

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