Calciomercato Milan, Jashari a centrocampo e Vlahovic in attacco: Allegri sorride, Tare attende

Lo svizzero non convocato per l’esordio in Jupiler League. L’ultima offerta da 38 milioni sfiora i 40 chiesti dai belgi. Poi il terzino destro e, con calma, il “9”

Un altro tassello verso quella che tutti, in casa Milan, si augurano sia la conclusione nel giro di 48 ore della telenovela di questa prima metà d’estate rossonera, ovvero l’arrivo di Ardon Jashari. Il centrocampista svizzero, ormai da più di un mese obiettivo primario del ds Igli Tare, ieri non è stato convocato dal Club Bruges per l’esordio in campionato che avverrà oggi contro il Genk. Scelta logica visto che il quasi 23enne di Cham (compirà gli anni mercoledì 30) non si è mai allenato con la squadra da fi ne giugno. Non ha preso parte alle amichevoli, non ha partecipato alla foto di gruppo uffi ciale del Bruges e non ha giocato la Supercoppa di Belgio vinta dalla sua attuale squadra per 2-1 lo scorso 20 luglio contro il Royale Union Saint-Gilloise. Jashari è un separato in casa e da settimane rifiuta qualsiasi proposta gli arrivi, ha scelto il Milan e stop. Il problema è che il Bruges, come av#venne anche nell’estate 2022 per la trattativa per De Ketelaere, ha fatto un prezzo per il suo giocatore, eletto mvp del campionato belga ’24-25 - ovvero 40 milioni - e da lì non è mai sceso.

Puzzle centrocampo: Jashari il pezzo mancante

Il Milan è partito da offerte inferiori ai 30 milioni, aggiungendo bonus, ma ha dovuto gradualmente alzare la propria proposta. L’ultima, da 34-35 milioni di base più 4-3 di bonus per arrivare quindi a un totale di 38, è lì sul tavolo della dirigenza belga. A Milano il ds Tare si aspetta che dopo l’esordio di oggi in campionato, il Bruges accenda fi nalmente il semaforo verde e accetti la proposta. Jashari è l’uomo individuato per chiudere un reparto di centrocampo che sarà rivisto in maniera decisa in confronto all’ultima annata. Ricci è già con la squadra dal raduno, il 4 agosto si unirà al gruppo Modric, Allegri sta rilanciando Loftus-Cheek e può contare sempre su Fofana (più Bondo, mentre Musah rimane in uscita così come Bennacer e Adli, loro completamente fuori dal progetto e non convocati per la tournée in corso). Jashari è il pezzo mancante del puzzle, il giocatore che servirà ad Allegri per trovare il giusto equilibrio fra un Milan che finora è apparso molto ordinato tatticamente, ma impostato sulla difensiva, e una squadra che, quando ci sarà anche Modric, dovrà cercare di imporre il suo gioco. Jashari sa destreggiarsi in un centrocampo a due o a tre, può fare il play difensivo o la mezzala box-to-box.

Occhi su Vlahovic

Dopodiché, il Milan per completare l'organico avrà bisogno fondamentalmente di due giocatori, un terzino destro e un centravanti. Sarebbe sbagliato pensare che il 3-5-2 con cui Allegri sta lavorando dall'altra parte del mondo sia una soluzione definitiva con Tomori "braccetto" destro e - l'ottimo - Saelemaekers da quinto in fascia. No, l'inglese è adattato e non ha le caratteristiche di un "Bastoni"; il belga sarà un utilissimo jolly, ma non un terzino da linea a quattro, così come Jimenez (considerato dal tecnico toscano più off ensivo). Uno specialista servirà, anche se Strasburgo e Monaco, rispettivamente per Guela Doué e Singo, chiedono molto (30 milioni). Nuovi tentativi per abbassare le richieste verranno fatti, ma Tare nel frattempo sta studiando anche delle alternative. E poi presumibilmente nella seconda metà di agosto partirà l'assalto al centravanti da affiancare a Santiago Gimenez: Dusan Vlahovic resta il nome da tenere bene a mente, ma le opzioni non mancano e non mancheranno, soprattutto quando il domino delle punte regalerà esuberi e prezzi più bassi.

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