Kolo Muani, subito Juve! La promessa fatta e Vlahovic che non importa più

Da lunedì ogni giorno sarà buono per un nuovo contatto diretto con il Psg, che continua a chiedere la cessione a titolo definitivo

Nessun piano B contemplato, non adesso almeno: il rischio è che si perda il focus sull’idea iniziale, fondamentale, richiesta pure da Igor Tudor. Kolo Muani-Juventus è come lo direbbe il maestro Yoda di Guerre Stellari: è fare o non fare. E provare no, non c’è provare. Sono perciò i giorni in cui si concretizzerà l’affondo più importante, chissà pure se decisivo: i bianconeri, che nel frattempo mantengono contatti e ottimi rapporti con il Psg, vogliono riportarlo a Torino. Ma subito. Magari già per il ritiro di Herzogenaurach di sabato prossimo. Magari prima, se ci sarà la possibilità.Per fare tutto ciò, il board ha però compreso di dover cambiare strategia, di doversi quasi dissociare dall’idea originaria. Per capirsi: si potrebbe pure non attendere l’addio di Dusan Vlahovic, destinato probabilmente a concretizzarsi soltanto quando (metaforicamente) l’acqua si avvicinerà alla gola della dirigenza.

Non si aspetta Vlahovic

Il rischio di restare con un pugno di mosche aumenta ogni giorno che passa, e basarsi sulla sola promessa dell’attaccante di voler sposare la causa bianconera non è che faccia dormire sonni tranquillissimi. Soprattutto se gli sviluppi vanno così tanto a rilento. Pertanto, agire. Fare, appunto. In un attimo, possibilmente. E in una telefonata, veloce, dimostrando magari di essere vicini, più vicini, alle richieste parigine, senza perdersi tra conti e strategie. La squadra campione d’Europa è ben consapevole che le strade con Muani siano destinate totalmente a separarsi: il calciatore non vuole rimanere, Luis Enrique ne fa molto volentieri a meno considerati i rapporti tra i due. Però vuole monetizzare dall’evidente valorizzazione che ha avuto Randal nei sei mesi a Torino, provando a recuperare parte dei 90 milioni spesi per prelevarlo dall'Eintracht di Francoforte. 

Sirene Premier e Milan

Per quanto sia impossibile riprenderli proprio tutti, il progetto parigino si ferma come minimo utile alla metà. Magari 50. Non meno di 40. A prescindere, la richiesta è di una garanzia di pagamento: se sarà prestito, non sarà a vuoto, per quanto oneroso e magari con una stretta di mano iniziale. Su quell’ingresso di capitale, lo stesso Psg, vuole contare per migliorare ancora di più la rosa. E a radicalizzare ulteriormente questa posizione sono arrivati poi alcuni interessamenti da parte di club Premier League - il Chelsea su tutti - e un sondaggio persino del Milan. Tutti i discorsi fatti finora hanno confermato la sensazione che sì, qualcosa possa muoversi, e a titolo definitivo. Dunque la palla è passata al calciatore: aspetterà la Juventus in eterno o vaglierà altre opportunità?

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le uscite per concretizzare

Il progetto bianconero è quello di evitare la domanda. Anticipando così la mossa attesa a lungo e cambiando perciò il percorso per arrivarci. Magari, con le ultime uscite, qualcuna ancora da concretizzare - vedi Miretti, vedi Weah, chissà quando Douglas Luiz e Nico Gonzalez -, non procedere ruolo per ruolo ma chiudere le opzioni rimaste in sospeso, esattamente come quella di Kolo Muani. Il Psg, a sua volta, potrebbe venire in soccorso sulla formula: il prestito con obbligo di riscatto è un compromesso fatto esattamente per queste situazioni qui. Quelle in cui, oltre alle necessità economiche e di mercato, ci sono promesse importanti in ballo, quelle che Juventus e giocatore si sono fatti negli Stati Uniti poco prima di prendere strade differenti.

C'è solo Kolo Muani

Da parte bianconera, la rassicurazione più importante: avrebbero fatto di tutto per prenderlo, e Kolo avrebbe fatto di tutto per indirizzare il suo cartellino verso Torino. Tutti si aspettavano di poter chiudere prima questa vicenda, però. Tutti si aspettano di farlo lo stesso, comunque. Perché la parola data vale tanto, presto pure un investimento da 45 milioni totali. E alle alternative vietato pensare, immaginare, rifletterci su: c’è solo il francese nella testa di Comolli e nelle richieste di Igor Tudor. Che non vuole rinunciare a chi gli ha dato tanto, che sogna un attacco ad altezza Juventus. Finalmente. 

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Nessun piano B contemplato, non adesso almeno: il rischio è che si perda il focus sull’idea iniziale, fondamentale, richiesta pure da Igor Tudor. Kolo Muani-Juventus è come lo direbbe il maestro Yoda di Guerre Stellari: è fare o non fare. E provare no, non c’è provare. Sono perciò i giorni in cui si concretizzerà l’affondo più importante, chissà pure se decisivo: i bianconeri, che nel frattempo mantengono contatti e ottimi rapporti con il Psg, vogliono riportarlo a Torino. Ma subito. Magari già per il ritiro di Herzogenaurach di sabato prossimo. Magari prima, se ci sarà la possibilità.Per fare tutto ciò, il board ha però compreso di dover cambiare strategia, di doversi quasi dissociare dall’idea originaria. Per capirsi: si potrebbe pure non attendere l’addio di Dusan Vlahovic, destinato probabilmente a concretizzarsi soltanto quando (metaforicamente) l’acqua si avvicinerà alla gola della dirigenza.

Non si aspetta Vlahovic

Il rischio di restare con un pugno di mosche aumenta ogni giorno che passa, e basarsi sulla sola promessa dell’attaccante di voler sposare la causa bianconera non è che faccia dormire sonni tranquillissimi. Soprattutto se gli sviluppi vanno così tanto a rilento. Pertanto, agire. Fare, appunto. In un attimo, possibilmente. E in una telefonata, veloce, dimostrando magari di essere vicini, più vicini, alle richieste parigine, senza perdersi tra conti e strategie. La squadra campione d’Europa è ben consapevole che le strade con Muani siano destinate totalmente a separarsi: il calciatore non vuole rimanere, Luis Enrique ne fa molto volentieri a meno considerati i rapporti tra i due. Però vuole monetizzare dall’evidente valorizzazione che ha avuto Randal nei sei mesi a Torino, provando a recuperare parte dei 90 milioni spesi per prelevarlo dall'Eintracht di Francoforte. 

Sirene Premier e Milan

Per quanto sia impossibile riprenderli proprio tutti, il progetto parigino si ferma come minimo utile alla metà. Magari 50. Non meno di 40. A prescindere, la richiesta è di una garanzia di pagamento: se sarà prestito, non sarà a vuoto, per quanto oneroso e magari con una stretta di mano iniziale. Su quell’ingresso di capitale, lo stesso Psg, vuole contare per migliorare ancora di più la rosa. E a radicalizzare ulteriormente questa posizione sono arrivati poi alcuni interessamenti da parte di club Premier League - il Chelsea su tutti - e un sondaggio persino del Milan. Tutti i discorsi fatti finora hanno confermato la sensazione che sì, qualcosa possa muoversi, e a titolo definitivo. Dunque la palla è passata al calciatore: aspetterà la Juventus in eterno o vaglierà altre opportunità?

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