Pagina 1 | En-Nesyri lascia la Juve in standby: insidia Siviglia ma Ottolini ha altri piani, cosa filtra 

Quando Marco Ottolini è rientrato dalla Turchia, dentro di sé, covava sensazioni quantomeno contrastanti. È che lo stesso giorno in cui si pensava che la Juventus potesse chiudere definitivamente En-Nesyri, in realtà, è diventato quello in cui i dubbi si sono fatti più forti, gli orizzonti più nuvolosi. Non ha dato l’ok atteso, l’attaccante marocchino. Anzi: ha preso tempo e l’ha fatto pure nell’ultimo incontro avuto con il ds bianconero, proprio quando ci si aspettava la firma e l’imbarco per Caselle, che non arriverà - eventualmente - prima della prossima settimana. La Juve ha accolto le perplessità del giocatore e ha deciso di concedergli tempo, ma non tutto quello del mondo: non si andrà oltre le 24 ore di oggi, anche perché le due squadre saranno impegnate con i rispettivi campionati, le partite da giocare. Pertanto non ci sarebbe né motivo né spazio per provare a forzare la mano. La domenica di En-Nesyri sarà allora di pensieri e tentativi di persuasione - soprattutto quelli del Fenerbahçe -, e alla base ci sarà la richiesta specifica di Ottolini, con il quale Youssef si è confidato nelle ultime ore: se deciderà di firmare per la Juventus, dovrà farlo con la massima convinzione. E cioè: totale sicurezza.

En-Nesyri e l'idea ritorno a Siviglia

Un aspetto fondamentale nel mercato di Comolli, che aveva rivelato come, ancor prima delle doti tecniche, ricercasse in un nuovo calciatore la piena condivisione del progetto tecnico. Ma non è nemmeno quello, il vero nodo: ad attirare l’attenzione del nove è stata l’ex di turno, ossia il Siviglia, la cui richiesta al giocatore è stata di provare a pazientare il più possibile, il tempo utile per cercare di convincere il club turco. Gli andalusi già oggi proveranno infatti a strappare una stretta di mano - anche solo sulla formula - con il Fenerbahçe, che dal proprio punto di vista preferirebbe invece procedere con la cessione alla Juve, con cui ha un accordo ulteriormente blindato dopo l’ennesimo incontro fatto con il ds ieri mattina. Che caos. E che patemi. Comunque, la dirigenza juventina conta di avere una direzione sull’affare almeno entro il pomeriggio: in mattinata ci sarà un punto tra il Fener e l’attaccante che proverà a sbrogliare un po’ di cose, e soprattutto a smuovere il centravanti, che non ne ha mai fatto una questione di stipendio o di cifre.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato

Il piano di riserva di Ottolini

Semplicemente, e pragmaticamente, i suoi dubbi erano rivolti all’effettiva possibilità che la Juve potesse procedere con il suo acquisto in estate. Non aveva ricevuto le giuste garanzie, insomma, nonostante la trattativa fosse proseguita senza intoppi e con reciproca soddisfazione, tanto da considerare l’accordo praticamente definito in ogni aspetto. Ma è il mercato, bellezza. E sono ancor di più le decisioni forti, per le quali occorre obbligatoriamente un carico di convinzione che En-Nesyri non ha trovato in sé stesso, e che la Juventus non ha riscontrato nell’entourage del giocatore. Difficile rimanere ottimisti. Più semplici restare possibilisti. Anche solo come pensiero laterale, da adesso Ottolini potrà sfogliare la margherita delle alternative. Potrebbe tornare di moda Mateta, ad esempio, ma solo se il tempo diventasse un fattore, abbassando perciò le pretese del Crystal Palace. O potrebbe toccare a Zirkzee, pur sondato nei giorni scorsi dai bianconeri, come in fondo Beto che è in uscita dall’Everton. A parte il francese, nessuno aveva realmente convinto il club o Spalletti: incassano una punta di delusione a poche ore dalla sfida più importante.

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Quando Marco Ottolini è rientrato dalla Turchia, dentro di sé, covava sensazioni quantomeno contrastanti. È che lo stesso giorno in cui si pensava che la Juventus potesse chiudere definitivamente En-Nesyri, in realtà, è diventato quello in cui i dubbi si sono fatti più forti, gli orizzonti più nuvolosi. Non ha dato l’ok atteso, l’attaccante marocchino. Anzi: ha preso tempo e l’ha fatto pure nell’ultimo incontro avuto con il ds bianconero, proprio quando ci si aspettava la firma e l’imbarco per Caselle, che non arriverà - eventualmente - prima della prossima settimana. La Juve ha accolto le perplessità del giocatore e ha deciso di concedergli tempo, ma non tutto quello del mondo: non si andrà oltre le 24 ore di oggi, anche perché le due squadre saranno impegnate con i rispettivi campionati, le partite da giocare. Pertanto non ci sarebbe né motivo né spazio per provare a forzare la mano. La domenica di En-Nesyri sarà allora di pensieri e tentativi di persuasione - soprattutto quelli del Fenerbahçe -, e alla base ci sarà la richiesta specifica di Ottolini, con il quale Youssef si è confidato nelle ultime ore: se deciderà di firmare per la Juventus, dovrà farlo con la massima convinzione. E cioè: totale sicurezza.

En-Nesyri e l'idea ritorno a Siviglia

Un aspetto fondamentale nel mercato di Comolli, che aveva rivelato come, ancor prima delle doti tecniche, ricercasse in un nuovo calciatore la piena condivisione del progetto tecnico. Ma non è nemmeno quello, il vero nodo: ad attirare l’attenzione del nove è stata l’ex di turno, ossia il Siviglia, la cui richiesta al giocatore è stata di provare a pazientare il più possibile, il tempo utile per cercare di convincere il club turco. Gli andalusi già oggi proveranno infatti a strappare una stretta di mano - anche solo sulla formula - con il Fenerbahçe, che dal proprio punto di vista preferirebbe invece procedere con la cessione alla Juve, con cui ha un accordo ulteriormente blindato dopo l’ennesimo incontro fatto con il ds ieri mattina. Che caos. E che patemi. Comunque, la dirigenza juventina conta di avere una direzione sull’affare almeno entro il pomeriggio: in mattinata ci sarà un punto tra il Fener e l’attaccante che proverà a sbrogliare un po’ di cose, e soprattutto a smuovere il centravanti, che non ne ha mai fatto una questione di stipendio o di cifre.

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