Instant Juve, mercato da Scudetto: il sogno che Spalletti può trasformare in realtà

Servirà una squadra subito pronta: programmare gli acquisti da subito è impossibile ma il tecnico bianconero ha già una convinzione

Qui si fa la Juventus. E la si fa per vincere. Negli incontri degli ultimi giorni, in quelli delle ultime ore, per tutti c’è stata la necessità di ribadire ad alta voce quello che sembra scontato e invece scontato non lo è. Affatto. Ecco: la Juve, in vista della prossima stagione, deve giocare per vincere. E per questo deve avere una squadra all’altezza, in grado di competere e di reggere – se tutto andrà come deve – pure tre competizioni di livello assoluto, per non perdersi in nessuna di queste. Anche così si farà il mercato, farcito di parametri zero e di soluzioni tutto sommato convenienti: non a caso si parla di Goretzka, Bernardo Silva, Ederson, di certezze per la porta come il Dibu Martinez o De Gea, di Senesi per la difesa. Giocatori pronti, sì. E forti.

Spalletti, l'instant team

Ma è giusto metà marzo, è l’inizio di altri più intensi pensieri, che comunque devono avere solamente un’indicazione precisa: creare subito, adesso, immediatamente il cosiddetto “instant team”. Una formazione in grado di competere ai più alti livelli in Italia e che possa poi giocarsi le sue carte in Europa, dove andare almeno ai quarti deve diventare un orizzonte più concreto e non solamente un orizzonte pieno di speranze. Senza altri giri di parole: a Spalletti sarà dato l’obiettivo di raggiungerli, soprattutto se dovessero accontentarlo sui colpi, sui ruoli da coprire, sulla certezza di poter colmare quel gap di esperienza e personalità che ha segnalato a più riprese.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato

Juve, la base da cui costruire

A ogni modo, i messaggi dei mesi precedenti non sono stati semplici slogan: Lucio crede tanto in questa squadra, qualcuno l’ha evidentemente deluso – non tecnicamente, quanto sul temperamento a certi livelli –, qualcun altro l’ha incredibilmente sorpreso. Tipo Yildiz. Ma non solo: è convinto che buona parte della squadra sia quella da cui la Juventus debba ripartire. È solo che, con cinque o sei elementi differenti, potrebbe effettivamente aprire le acque e attraversare le difficoltà dell’ultimo periodo, cercando di ottenere quello che non ha potuto ottenere in questa stagione, per questione di tempo, di spazio e naturalmente di elementi a disposizione.

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Champions-Europa League, differenza enorme

Si gioca tutta lì, la partita. Se gioca non sulle promesse, ma sulle prospettive e le garanzie. Del resto, programmare è praticamente impossibile: tra una Juventus nella prossima Champions League e un’altra costretta a partecipare all’Europa League, passa una differenza enorme, palpabile, che rende qualsiasi ragionamento praticamente un sogno. C’è solo un modo, per Spalletti, di ottenere ciò che vuole: conquistarselo sul campo, partita dopo partita. Avrà la Juventus che vorrà se chi c’è oggi, con tutte le difficoltà del caso, dimostreranno davvero di essere da Juve.

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Qui si fa la Juventus. E la si fa per vincere. Negli incontri degli ultimi giorni, in quelli delle ultime ore, per tutti c’è stata la necessità di ribadire ad alta voce quello che sembra scontato e invece scontato non lo è. Affatto. Ecco: la Juve, in vista della prossima stagione, deve giocare per vincere. E per questo deve avere una squadra all’altezza, in grado di competere e di reggere – se tutto andrà come deve – pure tre competizioni di livello assoluto, per non perdersi in nessuna di queste. Anche così si farà il mercato, farcito di parametri zero e di soluzioni tutto sommato convenienti: non a caso si parla di Goretzka, Bernardo Silva, Ederson, di certezze per la porta come il Dibu Martinez o De Gea, di Senesi per la difesa. Giocatori pronti, sì. E forti.

Spalletti, l'instant team

Ma è giusto metà marzo, è l’inizio di altri più intensi pensieri, che comunque devono avere solamente un’indicazione precisa: creare subito, adesso, immediatamente il cosiddetto “instant team”. Una formazione in grado di competere ai più alti livelli in Italia e che possa poi giocarsi le sue carte in Europa, dove andare almeno ai quarti deve diventare un orizzonte più concreto e non solamente un orizzonte pieno di speranze. Senza altri giri di parole: a Spalletti sarà dato l’obiettivo di raggiungerli, soprattutto se dovessero accontentarlo sui colpi, sui ruoli da coprire, sulla certezza di poter colmare quel gap di esperienza e personalità che ha segnalato a più riprese.

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