Certi amori regalano un’emozione per sempre. Momenti che restano impressi nella mente. Prendiamo in prestito le strofe di una celebre hit di un cantautore juventino doc come Eros Ramazzotti per fotografare il feeling speciale che lega Toni Rudiger a Luciano Spalletti e può giocare un ruolo determinante nel futuro del difensore in scadenza di contratto col Real Madrid il prossimo 30 giugno. Tanto che in questi anni il campione tedesco non ha mai nascosto la propria ammirazione e soprattutto riconoscenza nei confronti del tecnico di Certaldo, ovvero l’allenatore che gli ha cambiato la carriera. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro dei ricordi. Siamo nel gennaio 2016, quando per la prima volta le strade di Spalletti e Rudiger si incrociano.
Rudiger, dalla Roma al Chelsea
La Roma, dopo essere stata eliminata dallo Spezia in Coppa Italia, decide di esonerare Garcia per richiamare sulla panchina giallorossa Lucianone. All’epoca il tedesco era i calciatori maggiormente bersagliati dai fischi dell’Olimpico e dalle critiche della tifoseria romanista, ma con l’arrivo di Spalletti e la successiva cavalcata dal nono al terzo posto cambia tutto. Rudiger passa da bidone a totem difensivo nell’immaginario collettivo e la stagione successiva si impone come uno dei migliori giocatori del nostro campionato. Un boom che non passa inosservato e gli vale la chiamata del Chelsea, che scuce 35 milioni per portarlo a Stamford Bridge. Il primo step di una parabola sfolgorante che vede lo specialista tedesco diventare uno dei calciatori più vincenti al mondo.
