La sensazione sempre più diffusa è che il calcio italiano sia davvero nel suo destino. Tre settimane fa ha contribuito, ai danni della nostra nazionale, a scrivere la storia del suo Paese, trascinando la Bosnia alla qualificazione alla Coppa del Mondo 2026. Kerim Alajbegovic sa come far male ai difensori italiani, che hanno patito le sue accelerazioni durante lo spareggio Playoff del 31 marzo per andare al Mondiale. Il pass l’ha preso last minute il gioiello classe 2007, che nella lotteria finale dei calci di rigore ha poi trafitto dal dischetto Donnarumma diventando a tutti gli effetti uno dei peggiori incubi per i calciatori nostrani. Molti dei quali se li potrebbe trovare presto di fronte di nuovo da avversari, con alcuni di loro invece destinati a diventare i suoi nuovi compagni di squadra.
Napoli alla finestra
Il gioiellino bosniaco, infatti, fa gola a diversi top club di Serie A. In particolare sulle sue tracce ci sono da mesi Napoli e Roma, come svelato proprio da Tuttosport lo scorso 30 marzo. D’altronde non potrebbe essere altrimenti per uno dei diciottenni più talentuosi del pianeta. Tecnica da funambolo abbinata a una progressione palla al piede micidiale che lo rendono davvero difficile da marcare. Ecco perché il Leverkusen ha già esercitato la recompra per riportarlo a casa dal Salisburgo. Un affare nel vero senso della parola: gli 8 milioni investiti dal Bayer, infatti, sono destinati a lievitare decisamente. Ora per strapparlo ai tedeschi ne servono 20. Una cifra che potrebbe aumentare dinanzi ad altre grandi prestazioni durante la rassegna iridata. Ecco perché le principali società di casa nostra stanno provando a giocare d’anticipo. Il primo a muoversi era stato Giovanni Manna, che è sulle tracce di Alajbegovic da mesi. Un diamante grezzo che ricorda a molti quel Kvaratskhelia che proprio a Napoli si è consacrato da top player. Chissà che la storia non possa ripetersi.
Occhio alla Roma
Occhio però alla Roma che nelle ultime settimane ha intensificato il pressing, recuperando posizioni importanti come testimonia il summit di lunedì nella Capitale tra il ds giallorosso Ricky Massara col papà-agente Semin Alajbegovic e la regia di quel Miralem Pjanic, che proprio al fianco del giovane connazionale debutta nei panni di intermediario. Mica male come inizio per l’ex metronomo di Juve e Barça. Sullo sfondo pure Inter, Milan e la Signora che hanno tutte fatto seguire più volte e da vicino l’esterno offensivo durante questa stagione. Anche perché in pochi all’età di Kerim possono vantare la conquista di una ribalta così importante. Ad esempio la Juventus l’aveva visionato in autunno durante una gara di Europa League, anche se nel ruolo c’è già un certo Yildiz. Tradotto: meglio evitare di mettere due galli nel pollaio. Nel 3-5-2 targato Allegri così come in quello di Chivu sembra invece più difficile collocarlo, seppur a Moncada (l’ha studiato dal vivo in Galles-Bosnia un mese fa) e ad Ausilio Alajbegovic piaccia parecchio, ma al momento Napoli e Roma restano in vantaggio e guidano la corsa al nuovo enfant prodige del calcio europeo.
