Giuntoli e il retroscena Kim
Il Napoli, però, non lo prese subito. «Già, il problema ai tempi riguardava lo slot per gli extracomunitari. Il Napoli non ne aveva più liberi, per cui chiaramente l’occasione non venne colta subito. Dopo due anni, però, mi arriva nuovamente una telefonata».
Era sempre Giuntoli? «Sì, perché già sapeva che avrebbe venduto Koulibaly, per cui si è messo in moto immediatamente. Così Cristiano mi disse: “Fammi un piacere, informati per capire che tipo di carattere abbia: voglio conoscere qualcosa in più sul ragazzo”. Io faccio delle telefonate in Cina, ma già immaginavo che tipo di persona fosse: i coreani sono dei soldatini, molto dediti al lavoro, dei professionisti esemplari. La loro disciplina è ferrea».
Il resto è storia, visto che poi Kim firma effettivamente col Napoli. «Quando è arrivato, però, ricordo lo scetticismo. Nel finale di stagione il Maradona ad ogni tocco di palla gridava “Kim, Kim, Kim”. La dice lunga sul suo valore».
