Dieci giorni, trascorsi a fantasticare sulla sua prossima (e forse ultima) tappa calcistica ai massimi livelli. A lasciare il cambio in folle, per farsi pilotare dalle pulsioni emotive più spontanee, tra la nostalgia di un addio sofferto, ma necessario, e l’entusiasmo che è solito accompagnare i nuovi inizi. Le idee? Chiare. Anzi: chiarissime. Nei pensieri di Alisson c’era solo e soltanto la Juve del suo condottiero preferito, Luciano Spalletti, che l’ha tempestato di telefonate per convincerlo a sposare il suo progetto tecnico. E alla fine ci è riuscito, constatando con piacere che il brasiliano avrebbe tenuto fede alla sua promessa anche senza Champions League. Del resto, è stato proprio lui a spendersi in prima persona con il Liverpool per chiedere di lasciarlo partire.
Alisson, c'entra Slot
E i Reds, stando a quanto emerso, avrebbero pure assecondato il suo volere se solo Arne Slot non si fosse messo di traverso a sorpresa. Lo stesso tecnico che, in tempi non sospetti, aveva fatto intuire ad Alisson che il portiere titolare della prossima stagione sarebbe stato Mamardashvili. Per volere suo e del club, deciso a scommettere sul georgiano, a fronte dell’investimento da 30 milioni fatto nell’estate del 2024.
