Alisson convinto da Spalletti e perplesso da Slot: Juve, cosa succede con il Liverpool

L’ex Roma aveva già dato il suo sì al tecnico bianconero. Ora vuole chiarezza dall'allenatore dei Reds per decidere prima del Mondiale

Dieci giorni, trascorsi a fantasticare sulla sua prossima (e forse ultima) tappa calcistica ai massimi livelli. A lasciare il cambio in folle, per farsi pilotare dalle pulsioni emotive più spontanee, tra la nostalgia di un addio sofferto, ma necessario, e l’entusiasmo che è solito accompagnare i nuovi inizi. Le idee? Chiare. Anzi: chiarissime. Nei pensieri di Alisson c’era solo e soltanto la Juve del suo condottiero preferito, Luciano Spalletti, che l’ha tempestato di telefonate per convincerlo a sposare il suo progetto tecnico. E alla fine ci è riuscito, constatando con piacere che il brasiliano avrebbe tenuto fede alla sua promessa anche senza Champions League. Del resto, è stato proprio lui a spendersi in prima persona con il Liverpool per chiedere di lasciarlo partire.

Alisson, c'entra Slot

E i Reds, stando a quanto emerso, avrebbero pure assecondato il suo volere se solo Arne Slot non si fosse messo di traverso a sorpresa. Lo stesso tecnico che, in tempi non sospetti, aveva fatto intuire ad Alisson che il portiere titolare della prossima stagione sarebbe stato Mamardashvili. Per volere suo e del club, deciso a scommettere sul georgiano, a fronte dell’investimento da 30 milioni fatto nell’estate del 2024.

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Juventus-Alisson: offerta pronta e nodo Liverpool

Da qui, il mandato di Alisson al suo entourage di portare avanti i discorsi con i bianconeri, e di definire i dettagli contrattuali: pronto un triennale a 4.5 milioni più bonus. Mancava giusto l’offerta formale della Juventus (5 milioni), recapitata poi al club lunedì mattina dallo stesso Comolli. Cifra, sulla carta, incompatibile con le richieste iniziali dei Reds, disposti a sedersi a fronte di un conguaglio non inferiore ai 15 milioni. Ma guai a illudersi che il dietrofront del Liverpool abbia a che fare con la valutazione economica. Il tema è ben più profondo e preoccupante per la Juventus, dal momento che non basterà avvicinarsi alle pretese del Liverpool per assicurarsi il brasiliano. A frenare Slot, infatti, è il timore che - alla luce degli addii di Salah, Robertson e Konaté - con l’uscita di Alisson possa trovarsi a gestire uno spogliatoio scivoloso e decisamente meno strutturato in termini di leadership.

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Futuro Alisson: ultimatum prima del Mondiale

Il problema vero è che il club ha scelto di muoversi in silenzio, paventando l’ipotesi di girare in prestito Mamardashvili in Europa - il georgiano è stato proposto a diversi club di Premier e Serie A - e affidarsi per un ultimo anno ad Alisson. Virata che, manco a dirlo, ha lasciato perplesso il portiere brasiliano. Anzitutto, perché non sarebbe stato interpellato. E poi, perché tale scenario avrebbe instillato dubbi sui suoi desideri. Se, come pare, il Liverpool gli garantirà che punterà ancora su di lui nel corso della prossima stagione, l’impressione è che Alisson deciderà di non arrivare allo scontro, rimanendo in Premier. Qualora invece la dirigenza dei Reds dovesse dirsi ancora incerta sul da farsi, sarà lui stesso a imporsi per chiedere la cessione, dal momento che non ha nessuna intenzione di rimanere “appeso” troppo a lungo.

Esattamente come la Juventus, che ha l’urgenza di assecondare il primo desiderio di Spalletti e di anestetizzare l’insofferenza del popolo bianconero. Da qui, l’ultimatum di Comolli ai suoi agenti, e quello di Alisson nei confronti del Liverpool. L’ex Roma esige chiarezza e che la scelta venga presa prima del Mondiale.

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Dieci giorni, trascorsi a fantasticare sulla sua prossima (e forse ultima) tappa calcistica ai massimi livelli. A lasciare il cambio in folle, per farsi pilotare dalle pulsioni emotive più spontanee, tra la nostalgia di un addio sofferto, ma necessario, e l’entusiasmo che è solito accompagnare i nuovi inizi. Le idee? Chiare. Anzi: chiarissime. Nei pensieri di Alisson c’era solo e soltanto la Juve del suo condottiero preferito, Luciano Spalletti, che l’ha tempestato di telefonate per convincerlo a sposare il suo progetto tecnico. E alla fine ci è riuscito, constatando con piacere che il brasiliano avrebbe tenuto fede alla sua promessa anche senza Champions League. Del resto, è stato proprio lui a spendersi in prima persona con il Liverpool per chiedere di lasciarlo partire.

Alisson, c'entra Slot

E i Reds, stando a quanto emerso, avrebbero pure assecondato il suo volere se solo Arne Slot non si fosse messo di traverso a sorpresa. Lo stesso tecnico che, in tempi non sospetti, aveva fatto intuire ad Alisson che il portiere titolare della prossima stagione sarebbe stato Mamardashvili. Per volere suo e del club, deciso a scommettere sul georgiano, a fronte dell’investimento da 30 milioni fatto nell’estate del 2024.

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