Dentro uno e fuori l’altro, che però è da piazzare. Un puzzle, questo mercato della Juventus. A incastro. Ma anche con un disegno non esattamente chiaro sul retro della scatola. Per questo, partire dalle priorità: una è sicuramente cedere Jonathan David, tra i principali equivoci della stagione appena conclusa. Un’altra è portare a casa, cioè a Torino, Randal Kolo Muani. Il francese ha già dato ogni ok possibile: al rientro, all’offerta economica - corposa -, alla durata del contratto. Insomma: tutto in discesa per mettere uno davanti all’altro Juve e Paris Saint Germain, i cui rapporti sono cambiati nel corso degli ultimi mesi. Ammorbiditi, più che altro. E da qui ricominciati, una stretta di mano dopo l’altra, fino a immaginare di fare altre operazioni insieme. Kolo resta la principale, anche quella meglio avviata: i campioni d’Europa continuano a chiedere 40 milioni di euro ma hanno fatto sapere di essere disponibili a modularli in diversi modi. Per capirsi: sono aperti all’aggiunta di bonus, non rigidi come un anno fa. La società bianconera, più pragmaticamente, aspetterebbe volentieri l’incastro. E dai soldi che conta di ricavare da David - al quale ha dato una valutazione di 35 milioni - preparerà l’affondo che potrà davvero riaprire le porte della Continassa al centravanti pronto a rientrare dal Tottenham.
Le tempistiche
Messa così, è piuttosto intuitivo: il grande ostacolo della trattativa può diventare la tempistica. Quella auspicata parla di affare da fare nelle prossime settimane. Quella temuta va ben oltre luglio, nel pieno di un torrido agosto, quando la Juve si aspetta di andare ben oltre la definizione di qualche dettaglio della rosa. Kolo però non aspetterà in eterno. O meglio: non vuole mettersi nella stessa situazione della scorsa estate, quando ha atteso i bianconeri fino alla fine del mercato, rischiando di restare con un pugno di mosche se solo gli Spurs non avessero stretto i denti e corteggiato fino alla fine. Tant’è: la Juventus ne ha preso atto e farà in modo che non si arrivi a un rischio del genere. Anche per questo, al francese, ha proposto un ingaggio super, con cifre più vicine a quelle del canadese.
Offerta impossibile da rifiutare
Un’offerta che non può rifiutare. Perché sommata alla più grande ambizione che oggi coltiva il giocatore: quella di tornare in un ambiente che non gli ridia solamente una chance in campo, ma che lo possa capire fino in fondo. A Torino, Kolo ha messo insieme 10 reti, Mondiale per Club incluso. Soprattutto: si è sentito di nuovo fondamentale in un progetto costruito (anche) attorno a lui. Non ritroverebbe la stessa squadra, però molti di quei compagni sarebbero lì, nuovamente a spingere per un suo gol. Una parte dei suoi desideri vive pure di quei ricordi, e la squadra non vedrebbe l’ora di ritrovarlo. Come Spalletti: non era lui ad allenarlo un anno fa, ma ha visto movimenti, ha studiato le dinamiche, ha raccolto feedback importanti e se l’è immaginato come la risoluzione di parecchi problemi. Molti di questi sono arrivati da JD. Molti altri da Openda. Entrambi andranno via per fare spazio a due centravanti. Due veri.
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