“Kolo Muani una certezza ma da solo non basta. Spalletti tecnico ideale per aprire un ciclo Juve vincente"

Fabio Quagliarella, ex attaccante della Juve: "L’addio di Vlahovic mi ha stupito molto: è dura sostituire un giocatore così". E sulla Nazionale: "Sia Mancini che Conte sono ok per l’Italia, ma in Figc serve gente come Baggio e Maldini"

Anche a Frosinone in occasione della partita benefica “Live The DreamFabio Quagliarella ha lasciato il segno. A suon di grandi giocate e soprattutto gol spettacolari. Per Fabio Quagliarella, 42 anni, la carta d’identità quasi non esiste. Fabio, il tempo per lei sembra non essersi fermato. È ancora in forma smagliante… «Troppo buono (sorride, ndr). L’importante è aver fatto divertire tutti coloro che sono venuti allo stadio a vederci, anche perché giocavamo per una finalità benefica. Ne approfitto per ringraziare Alessio Dezi e Paolo Parrillo per avermi coinvolto pure quest’anno. Fa sempre piacere partecipare a eventi di questo tipo, nei quali si può anche aiutare gli altri e fare del bene. In campo poi ho trovato tanti vecchi amici come il Pocho Lavezzi, Stefano Sorrentino e Simone Tiribocchi: è stata una bella esperienza giocare di nuovo insieme per una sera e vedere in campo al nostro fianco tifosi e appassionati come compagni di squadra».

"Sorloth? Nome molto interessante..."

In casa Juve tiene banco l’addio di Dusan Vlahovic: se lo aspettava? «Pensavo che non andasse via e adesso sostituirlo non sarà affatto semplice per la società. Sarà un mercato difficile per la Juve. Va preso un attaccante importante e che sappia giocare alla Juventus». All’orizzonte si profila il ritorno di Kolo Muani che sembra avere qualche caratteristica alla Quagliarella… «L’abbiamo già visto in Italia e alla Juve, dove ha fatto bene: non è la classica prima punta e sa svariare su tutto il fronte offensivo, ma da solo non basta. Serve anche altro. I bianconeri non possono andare avanti con un solo attaccante tutto l’anno». Ecco perché i dirigenti juventini hanno messo nel mirino pure Sorloth dell’Atletico Madrid… «È un nome molto interessante, di spessore internazionale. Può far bene alla Juve e dare un grosso contributo». Cosa manca alla Juve per tornare vincente come quella in cui ha giocato lei? «Negli ultimi anni alle prime difficoltà si è cambiato subito l’allenatore, senza mai dare continuità. Adesso con la conferma di Spalletti possono fare il salto di qualità. È l’uomo giusto per aprire di nuovo un ciclo e sono convinto che possa dare tanto a questa società».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Da Spalletti al derby di Torino

Cosa le piace in particolare del tecnico di Certaldo? «È un allenatore molto bravo, ambizioso e preparato: Spalletti sa quello che vuole e darà indicazioni importanti per riportare il club in alto. Per me hanno fatto bene a confermalo: è un valore aggiunto. Lo ritengo il tecnico giusto per ricostruire la Juve. Mi piace moltissimo e lo stimo tanto». Da una sponda all’altra della città della Mole: lei ha griffato con un gol e un assist l’ultima vittoria del Toro nel Derby. Sono però passati 11 anni, un po’ troppi? «In effetti non sono pochi, ma non credo ci sia un psicosi da derby per l’ambiente granata. Va detto anche che la la Juve ha sempre avuto grandi squadre in questi 11 anni e pertanto non era semplicissimo batterla, però il Torino nelle ultime stagioni si è riavvicinato facendo diversi pareggi. Ho visto segnali di crescita».

Il rapporto con Ventura

In panchina i granata sono pronti a puntare su un allenatore giovane: volevano Aquilani e ora si sono indirizzati su Abate. Che ne pensa? «Ci sono diversi allenatori italiani giovani e bravi. Mi piace questo input a livello di scelta. Sono convinti possa fare bene ed essere la scelta giusta per una piazza importante e calda come quella del Toro». Lei ha vissuto grandi stagioni con Gian Piero Ventura in granata: è favorevole al ritorno del suo ex allenatore al Toro stavolta nei panni di direttore tecnico? «Il mister ha dato tanto al Toro e i tifosi lo ricordano con grande affetto. Una figura come lui può essere utile e preziosa per la società». Anche in un ruolo diverso da quello che ha sempre ricoperto? «In questi anni in cui non ha allenato ha però seguito tante partite e avrà affinato anche l’occhio da dirigente. Ventura può dare una mano ed essere un valore aggiunto per tutto l’ambiente Toro. Sono decisamente favorevole al suo ritorno».

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Nazionale, meglio Conte o Mancini?

Lei ha indossato la maglia della Nazionale, segnando anche al Mondiale nel 2010: a chi si deve affidare la FIGC per far rinascere gli azzurri. Meglio Conte o Mancini? «Conosco bene entrambi. Conte è un martello e ha già dimostrato il suo valore in Nazionale. Idem Mancini che ha dimostrato di saperci fare, quando è stato sulla panchina della nazionale. Sono entrambi grandi allenatori: direi che dove si casca, si casca bene. Sarebbero ottime soluzioni». Lei ha fatto coppia con tanti grandi attaccanti: con chi le piacerebbe giocare oggi? 
«Potessi tornare indietro nel tempo, lo farei per giocare anche solo 5 minuti con Roberto Baggio. Sarebbe stato un sogno per me». Serve gente come Baggio in Federazione per rilanciare il calcio italiano? «Sono favorevole a figure come Baggio e Maldini in Figc. Devono stare nel mondo del calcio e dare dei consigli per fare crescere tutto il movimento».

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Anche a Frosinone in occasione della partita benefica “Live The DreamFabio Quagliarella ha lasciato il segno. A suon di grandi giocate e soprattutto gol spettacolari. Per Fabio Quagliarella, 42 anni, la carta d’identità quasi non esiste. Fabio, il tempo per lei sembra non essersi fermato. È ancora in forma smagliante… «Troppo buono (sorride, ndr). L’importante è aver fatto divertire tutti coloro che sono venuti allo stadio a vederci, anche perché giocavamo per una finalità benefica. Ne approfitto per ringraziare Alessio Dezi e Paolo Parrillo per avermi coinvolto pure quest’anno. Fa sempre piacere partecipare a eventi di questo tipo, nei quali si può anche aiutare gli altri e fare del bene. In campo poi ho trovato tanti vecchi amici come il Pocho Lavezzi, Stefano Sorrentino e Simone Tiribocchi: è stata una bella esperienza giocare di nuovo insieme per una sera e vedere in campo al nostro fianco tifosi e appassionati come compagni di squadra».

"Sorloth? Nome molto interessante..."

In casa Juve tiene banco l’addio di Dusan Vlahovic: se lo aspettava? «Pensavo che non andasse via e adesso sostituirlo non sarà affatto semplice per la società. Sarà un mercato difficile per la Juve. Va preso un attaccante importante e che sappia giocare alla Juventus». All’orizzonte si profila il ritorno di Kolo Muani che sembra avere qualche caratteristica alla Quagliarella… «L’abbiamo già visto in Italia e alla Juve, dove ha fatto bene: non è la classica prima punta e sa svariare su tutto il fronte offensivo, ma da solo non basta. Serve anche altro. I bianconeri non possono andare avanti con un solo attaccante tutto l’anno». Ecco perché i dirigenti juventini hanno messo nel mirino pure Sorloth dell’Atletico Madrid… «È un nome molto interessante, di spessore internazionale. Può far bene alla Juve e dare un grosso contributo». Cosa manca alla Juve per tornare vincente come quella in cui ha giocato lei? «Negli ultimi anni alle prime difficoltà si è cambiato subito l’allenatore, senza mai dare continuità. Adesso con la conferma di Spalletti possono fare il salto di qualità. È l’uomo giusto per aprire di nuovo un ciclo e sono convinto che possa dare tanto a questa società».

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