Castellanos, per la Lazio gol, lotta e qualità

Pagato 15 milioni più 5 di bonus dal club biancoceleste, ha firmato un contratto di 5 anni: "Di testa so segnare e apro spazi"
Castellanos, per la Lazio gol, lotta e qualità© EPA

Da Guaymallén, Mendoza, Argentina, alla Città Eterna, Roma, Italia. Dal Leonardo Murialdo, il club de barrio, la prima società dilettantistica in cui ha iniziato a far gol, fino alla Lazio il viaggio è lungo e, a molti, potrebbe far tremare le gambe. Non a Valentín Catellanos, per tutti Taty: uno che ha sempre dovuto sudarsi la vita, che ha dovuto combattere per conquistarsi la ribalta. Lo ha scoperto un Mundialista, uno degli eroi del trionfo nella Coppa del 1978, El Pulpo Leopoldo Jacinto Luque che, una volta terminata la carriera agonistica, aveva deciso di dedicarsi a insegnare il Fútbol ai bambini di 8 anni di una scuola calcio a Mendoza.

Il neo laziale voleva giocare, eccome se lo voleva: niente, ogni volta si ripeteva la stessa storia. “Sei ancora troppo piccolo”. “Hai solamente 5 anni, non puoi giocare con chi è più grande di te”. Terminava sempre così, finché un giorno Taty finì sotto i tentacoli del Pulpo Luque e la sua vita, calcistica e non, iniziò a cambiare. Pur essendo argentino, Castellanos non s’è mai allenato e nemmeno ha esordito con un club di Primera Divisiòn nel suo Paese: provò a sfondare nel River Plate, ma fu scartato al 2° provino mentre poco più a sud, nella Provincia di Buenos Aires, precisamente a Lanús gli dissero di no per colpa di un fisico troppo gracile. E così, nel 2017, passò il confine più vicino a Mendoza, ossia quello sulle Ande che separa l’Argentina dal Cile e approdò all’Universidad de Chile. Con la “U” nel 2017 centra il debutto in prima squadra anche in Copa Sudamericana contro il Corinthians, ma non riesce a trovare la giusta continuità e quindi decide, ancora una volta, di cambiare aria, accasandosi in Uruguay, al Montevideo City Torque. Nel club uruguayo di proprietà del City Group ingrana la marcia giusta: 11 presenze e 2 gol che regalano alla società la promozione nella massima serie e a Taty la fiducia di tutto l’ambiente. Si ripete anche il semestre successivo con altre 3 reti (in 18 partite).

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Castellanos, i 4 gol al Real, la vita senza social e la stima di Sarri

Lo switch nella carriera è avvenuto: Domenec Torrent, ex braccio destro di Pep Guardiola ed ex allenatore del New York City, a metà del 2018 gli apre le porte della Major League Soccer statunitense dove diventa un fattore: 134 partite in 4 anni, 59 gol e 24 assist. Numeri da urlo che gli regalano un biglietto aereo transoceanico, quello che da New York lo porta in Catalunya, a Girona, in un altra società dell’orbita City Group. Zittisce in breve tempo gli scettici, costringe quelli che l’avevano definito “fuoco di paglia” a spellarsi le mani quando, il 25 aprile, ne segna 4 al Real Madrid regalando, a sé e al Girona, una storica notte. Non ha i social: li ha chiusi dopo una sfida contro il Barcellona. Di sé dice: «Non sono il classico 9 d’area, ma posso garantire molti gol. Amo lottare, non considero mai persa una palla e faccio di tutto per riconquistarla. Me la cavo bene nel gioco aereo e so aprire spazi per i centrocampisti». A Roma lo attendono tra circa 48 ore, nella giornata di martedì: Sarri, che lo seguiva fin dai tempi di New York City, ora può sorridere.

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