Juve, dentro la tana del Bodo Glimt: “Cresciuti con il mito di Buffon. Sarà una sfida epica”

L’intervista a Frode Thomassen, amministratore delegato del club norvegese: “Qui contano valori, persone e passione”

No, nella geografia del calcio internazionale non è più una sorpresa. Men che meno per l'Italia, visto che il Bodo/Glimt ha avuto la forza di mettere in ginocchio prima la Roma e poi la Lazio negli ultimi anni. Frode Thomassen, amministratore delegato del club norvegese, non nasconde retroscena e orizzonti di una realtà che anche in Champions League ormai ha ottenuto il rispetto di tutta Europa.

Il Bodo/Glimt ormai è una certezza. Qual è il segreto della vostra crescita? «Il lavoro, la continuità e l'organizzazione sono i tre pilastri grazie ai quali siamo cresciuti. La nostra progressione non è figlia dei soldi di un fondo, ma di un progetto. Qui contano le persone, i valori e la passione che ogni componente di questo club mette ogni giorno».

La Norvegia continua a sfornare grandi talenti, l'Italia invece sembra immobile. Perché?«Non la penso così, i talenti li avete anche voi. Qui sicuramente è stato fatto un lavoro importante a livello nazionale sulle scuole calcio e sui settori giovanili. Ma in Norvegia il presupposto per costruire i successi è uno solo: pensare alla prestazione, prima di tutto. Al modo in cui si arriva al risultato finale, che è solamente una conseguenza». 

Thomassen: "Juve? Per noi sarà una festa"

Che tipo di talenti riuscite ad offrire al calcio europeo? «Complessivamente pochi difensori: abbiamo margini di miglioramento importanti sotto questo aspetto. Qui stanno venendo fuori gli attaccanti e in generale gli elementi di talento, quelli in grado di saltare l'uomo. E poi a livello fisico i nostri giocatori si esprimono ad altissima intensità». 
 
A Bodo, per la prima volta nella storia, arriva la Juve: un miraggio, per un club che nel 2017 era in seconda divisione norvegese. «Per noi sarà una festa, qui ci sono tantissimi tifosi bianconeri. Le confesso una cosa: ho una maglia della Juve e ne vado fiero. Sarà un'occasione speciale, qui siamo cresciuti col mito di Gigi Buffon. Durante la partita è pure prevista una nevicata abbondante: speriamo possa diventare una partita epica».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League

Bodo Glimt, lo scouting dietro la solidità del club

Come lavora il Bodo/Glimt sullo scouting? «Svolgiamo un lavoro in sinergia con le scuole e le università, ci affidiamo ai dati come in gran parte d'Europa. E poi seguiamo tantissimo i talenti locali, al massimo ci spingiamo fino alla Svezia o alla Danimarca. Chiaramente qui esistono delle oggettive difficoltà logistiche, in particolare qui a Bodo. Ma ogni giorno lavoriamo con la solita filosofia: "Come possiamo migliorare rispetto a ieri?". Ecco, non ci accontentiamo mai di crescere». 
 
Negli ultimi 5 anni il Bodo/Glimt è diventato un club solido e riconoscibile. Dove vi troveremo nei prossimi 5 anni? «Tutto passa dal nuovo stadio, che sarà pronto non prima del 2027: speriamo di contare su un impianto che possa ospitare 10 mila spettatori. Ma di sicuro non ci indebiteremo e non cambieranno i nostri budget, che finora non tengono in conto il cammino che riusciamo a compiere in Europa. Pensiamo in grande, ma coi piedi per terra: anche quando abbiamo ceduto i nostri talenti siamo stati bravi a non perdere la nostra identità». 

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No, nella geografia del calcio internazionale non è più una sorpresa. Men che meno per l'Italia, visto che il Bodo/Glimt ha avuto la forza di mettere in ginocchio prima la Roma e poi la Lazio negli ultimi anni. Frode Thomassen, amministratore delegato del club norvegese, non nasconde retroscena e orizzonti di una realtà che anche in Champions League ormai ha ottenuto il rispetto di tutta Europa.

Il Bodo/Glimt ormai è una certezza. Qual è il segreto della vostra crescita? «Il lavoro, la continuità e l'organizzazione sono i tre pilastri grazie ai quali siamo cresciuti. La nostra progressione non è figlia dei soldi di un fondo, ma di un progetto. Qui contano le persone, i valori e la passione che ogni componente di questo club mette ogni giorno».

La Norvegia continua a sfornare grandi talenti, l'Italia invece sembra immobile. Perché?«Non la penso così, i talenti li avete anche voi. Qui sicuramente è stato fatto un lavoro importante a livello nazionale sulle scuole calcio e sui settori giovanili. Ma in Norvegia il presupposto per costruire i successi è uno solo: pensare alla prestazione, prima di tutto. Al modo in cui si arriva al risultato finale, che è solamente una conseguenza». 

Thomassen: "Juve? Per noi sarà una festa"

Che tipo di talenti riuscite ad offrire al calcio europeo? «Complessivamente pochi difensori: abbiamo margini di miglioramento importanti sotto questo aspetto. Qui stanno venendo fuori gli attaccanti e in generale gli elementi di talento, quelli in grado di saltare l'uomo. E poi a livello fisico i nostri giocatori si esprimono ad altissima intensità». 
 
A Bodo, per la prima volta nella storia, arriva la Juve: un miraggio, per un club che nel 2017 era in seconda divisione norvegese. «Per noi sarà una festa, qui ci sono tantissimi tifosi bianconeri. Le confesso una cosa: ho una maglia della Juve e ne vado fiero. Sarà un'occasione speciale, qui siamo cresciuti col mito di Gigi Buffon. Durante la partita è pure prevista una nevicata abbondante: speriamo possa diventare una partita epica».

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