Vinicius, vendetta sul Benfica

Il brasiliano castiga i portoghesi dopo le polemiche dell’andata per il razzismo. Il Real Madrid non patisce l’assenza di Mbappé: prima Tchouaméni, poi il brasiliano fanno fuori Mourinho

Dopo una lunga settimana di polemiche, il giorno della partita è iniziato all'alba e finito con la vittoria del Real Madrid. Quella contro il Benfica, però, non è stata una gara qualsiasi. E non ci riferiamo di certo all'aspetto tecnico-tattico. Dopo l’1-0 dell’andata a Lisbona firmato da Vinícius Júnior, a chiudere il cerchio, nel ritorno disputato al Santiago Bernabéu, è stato ancora lui, il fuoriclasse brasiliano che ha spento le speranze portoghesi a dieci minuti dalla fine dell'incontro riprendendosi i riflettori dopo sette giorni di fuoco.E dire che la giornata era cominciata con una brutta notizia per il popolo merengue: fuori Kylian Mbappé dalla lista dei convocati. Poco prima del fischio d’inizio, Álvaro Arbeloa ha spiegato così la decisione: «È stata una scelta condivisa. Prima di tutto per lui, per le sue sensazioni. Ne abbiamo parlato stamattina io, lui e i medici: crediamo che la cosa migliore sia fermarsi, recuperare e tornare al 100%. Non saprei dire adesso quanto tempo servirà. Evidentemente, però, non sarà questione di pochi giorni, ma di un periodo di tempo un po’ più lungo». Parole che preoccupano, perché non stiamo parlando di un calciatore qualsiasi, bensì del capocannoniere della Champions

Prestianni insiste: "Squalificare senza prove si può fare"

L’altro protagonista delle ore precedenti al match non poteva che essere Gianluca Prestianni. Nel pomeriggio di ieri, infatti, la Uefa ha respinto il ricorso del club encarnado, confermando la sua sospensione dopo il presunto insulto razzista a Vinícius Júnior durante la gara d’andata. Il talento argentino, invece di abbassare i toni, ha replicato sui social rispondendo a un video relativo a un episodio con protagonista, negativo, Fede Valverde: «Dare un pugno senza palla si può, lo hanno visto tutti ma non c'è stata nessuna sanzione. Squalificare senza prove, invece, si può fare. Non si nascondono più quando di mezzo c'è il Real. Che vergogna». Un messaggio cancellato in fretta per evitare guai peggiori, nonostante fosse già diventato virale. La risposta del Bernabéu è arrivata con uno striscione gigante con un messaggio forte e chiaro: “No al razzismo”.

Real Madrid, Tchouameni e Vinicius trascinatori

Insomma, quando comincia la partita sono successe già tante cose che era lecito arrivare distratti al fischio d’inizio. Lo ha fatto anche il Real Madrid che entra in campo molle, proprio come se la gara non non fosse ancora cominciata. E così, a passare per primo è il Benfica con Rafa Silva. La reazione dei blancos, però, è immediata e due minuti dopo Aurelien Tchouaméni riporta avanti, nell’eliminatoria, la propria squadra. Da questo momento in poi la partita si blocca. Succede poco o nulla: un gol annullato a Arda Güler per fuorigioco di Gonzalo e la solita parata super di Courtois. A un quarto d’ora dalla fine, però, il Bernabéu è costretto a trattenere il fiato per una brutta caduta di Raul Asencio che viene portato via in barella con un collare cervicale. Dal silenzio irreale alla definitiva esplosione passano pochi minuti. Vinícius Júnior sfrutta la palla filtrante servitagli da Valverde per chiudere i conti. Poi corre verso la bandierina a ballare, proprio come aveva fatto a Lisbona. Stavolta, però, davanti a lui c’è il suo pubblico: nessuna polemica, solo applausi. Dopo una settimana di accuse e tensioni, il Real Madrid vola agli ottavi dove troverà una tra Sporting e Manchester City. 

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