Napoli e Bologna, dopo Riad il crollo: serve una svolta, Conte e Italiano a caccia del riscatto

Arabia (non) felix. Le finaliste di Supercoppa sono sprfondate nell’anno nuovo: quanto ha pesato la trasferta saudita...

A Milanello e alla Pinetina, visto quanto sta accadendo a Napoli e Bologna, benedicono l’uscita anticipata dalla Supercoppa in terra araba. Il ko in semifinale ha infatti dato modo a Cristian Chivu e a Massimiliano Allegri di far staccare per qualche giorno la squadra: l’Inter ha fatto tre giorni di riposo tra il 20 e il 25 dicembre, e lo stesso ha fatto il Milan (liberi il 20 e il 21 e a Natale) ma soprattutto Inter e Milan hanno avuto rispettivamente nove e dieci giorni senza giocare partite. Una manna soprattutto per i nerazzurri alla luce della convivenza forzata tra campionato e Champions. Vero è che Chivu è sempre stato attentissimo a ritagliare nel calendario giorni di riposo anche quando sembrava non esserci spazio (emblematica la scelta di non fare rifinitura prima della gara col Lecce), ma le energie mentali sono quelle più difficili da recuperare e quel break ha avuto l’effetto di ricaricare l’Inter e pure il Milan che in quel periodo ha vissuto le settimane più intasate della stagione (non va comunque dimenticato che Allegri ha un organico decisamente più corto rispetto alla concorrenza).

Guai per Italiano e Conte

Per Napoli e Bologna, al contrario, dopo Riad sono iniziati i problemi: Antonio Conte ha dovuto districarsi tra infortuni in serie, mentre Vincenzo Italiano si è trovato invischiato in una crisi di risultati che pare non avere fine. I dati, in tal senso, sono emblematici. Dopo la finale del 22 dicembre a Riad, il Napoli ha giocato 10 partite vincendone 4: 0-2 a Cremona, 0-2 a Roma con la Lazio, quindi successi casalinghi con Sassuolo (1-0) e Fiorentina (3-2). Quattro i pareggi (dolorosissimo l’1-1 a Copenhagen in Champions) e due i ko (3-0 a Torino con la Juve quindi il 3-2 al Maradona con il Chelsea).

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Conte: il crollo dopo il trionfo

Conte è sì tornato dall’Arabia con un trofeo, ma alla 15ª giornata era terzo con 31 punti, a -2 dall’Inter, mentre ora è sempre terzo ma l’Inter è volata a +9 con gli scontri diretti ormai in archivio. A Italiano è andata addirittura peggio. Dopo la Supercoppa il Bologna ha vinto appena 2 gare su 10 (3-2 con il Verona e 3-0 in trasferta con Maccabi Tel Aviv in Europa League) a fronte di cinque sconfitte - l’ultima martedì sera con il Milan al Dall’Ara (0-3) - e tre pareggi. Risultati che hanno creato una voragine con la zona Champions: dopo la 15ª giornata il Bologna era sesto con 25 punti, a -5 dalla Roma quarta; oggi è decimo a -15 dalla Juventus. Il problema, tanto per Conte, quanto per Italiano, è che giocando sempre risulta complicato invertire il trend. Perché il Bologna non può ricaricare le batterie, mentre il Napoli ha visto frantumarsi l’equilibrio dato dal turnover e la necessità di dover scendere in campo sempre e comunuque ha provocato lo stop anche di highlander come Giovanni Di Lorenzo.

Di Lorenzo: "Per mesi ho giocato con questo problema"

A proposito: il capitano approfitterà dell’infortunio al ginocchio sinistro che lo terrà fuori dai giochi per un mese e mezzo per operarsi al piede sinistro per una patologia pregressa: “Dopo il bruttissimo movimento del ginocchio ho pensato al peggio, gli esami hanno evidenziato dei traumi importanti ma fortunatamente il crociato ha tenuto. Non tutti lo sanno - ha sottolineato Di Lorenzo nel messaggio social - ma gli ultimi sei mesi ho giocato con un problema al piede che necessita di intervento chirurgico. Non volendo lasciare la squadra in un periodo di difficoltà ho deciso di giocarci sopra, andando anche a peggiorare le cose. La situazione e il dolore sono diventati insostenibili per me e dato lo stop forzato per il ginocchio abbiamo deciso di intervenire sul piede”.

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A Milanello e alla Pinetina, visto quanto sta accadendo a Napoli e Bologna, benedicono l’uscita anticipata dalla Supercoppa in terra araba. Il ko in semifinale ha infatti dato modo a Cristian Chivu e a Massimiliano Allegri di far staccare per qualche giorno la squadra: l’Inter ha fatto tre giorni di riposo tra il 20 e il 25 dicembre, e lo stesso ha fatto il Milan (liberi il 20 e il 21 e a Natale) ma soprattutto Inter e Milan hanno avuto rispettivamente nove e dieci giorni senza giocare partite. Una manna soprattutto per i nerazzurri alla luce della convivenza forzata tra campionato e Champions. Vero è che Chivu è sempre stato attentissimo a ritagliare nel calendario giorni di riposo anche quando sembrava non esserci spazio (emblematica la scelta di non fare rifinitura prima della gara col Lecce), ma le energie mentali sono quelle più difficili da recuperare e quel break ha avuto l’effetto di ricaricare l’Inter e pure il Milan che in quel periodo ha vissuto le settimane più intasate della stagione (non va comunque dimenticato che Allegri ha un organico decisamente più corto rispetto alla concorrenza).

Guai per Italiano e Conte

Per Napoli e Bologna, al contrario, dopo Riad sono iniziati i problemi: Antonio Conte ha dovuto districarsi tra infortuni in serie, mentre Vincenzo Italiano si è trovato invischiato in una crisi di risultati che pare non avere fine. I dati, in tal senso, sono emblematici. Dopo la finale del 22 dicembre a Riad, il Napoli ha giocato 10 partite vincendone 4: 0-2 a Cremona, 0-2 a Roma con la Lazio, quindi successi casalinghi con Sassuolo (1-0) e Fiorentina (3-2). Quattro i pareggi (dolorosissimo l’1-1 a Copenhagen in Champions) e due i ko (3-0 a Torino con la Juve quindi il 3-2 al Maradona con il Chelsea).

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