Cambiaso, retroscena della convocazione e la squadra di calcetto ideale

Il calciatore della Juventus protagonista insieme a Colpani dell'ottavo episodio di Azzurri Live

COVERCIANO - Andrea e Andrea, lo stesso nome e due storie molto simili. Cambiaso e Colpani, compagni di stanza a Coverciano, stanno vivendo lo stesso sogno azzurro. Chiamati già per alcuni stage, ora sono entrati in pianta stabile nel giro della Nazionale. Sono loro i protagonisti dell'ottavo episodio di "Azzurri Live", il format condotto da Federico Mosca e Barbara Cirillo.

Cambiaso e il sogno azzurro

A proposito della prima convocazione il calciatore bianconero rivela: "Ero in ritiro prima della partita con il Cagliari e mi ha chiamato il team manager della Juventus. Non me lo aspettavo e non ci speravo, ma è stata un'emozione fortissima che non sono riuscito a tenere dentro fino all'uscita ufficiale della lista. Ho dovuto chiamare i miei genitori e mio fratello. Mio padre è stato felicissimo ma mi ha subito detto 'complimenti ma stai tranquillo che andrai a fare il portaborracce'. Il rapporto che ho con lui è bellissimo anche per questo. Sorprendente e molto emozionante entrare qui. Tra stage ed Empoli ci ero già stato, ma entrare con questa divisa e far parte della Nazionale A è un grande emozione e privilegio. Il benvenuto? Le ragazze della reception. Il ritrovo era la domenica entro mezzanotte, mi hanno dato le chiavi della camera. Dai ragazzi? Il primo è stato Manuel Locatelli, che poi è andato a casa". L'ex Genoa è un appassionato di sport a 360 gradi: "Mi piace il basket, a Bologna sono riuscito a vedere l'Eurolega. Guardo un po' tutto, ho visto il basket ieri e anche Sinner".

Cambiaso forma la sua squadra di calcetto: quanti eroi del 2006!

Chiamato a formare il suo quintetto a calcetto, Cambiaso include gran parte degli eroi del 2006: "Portiere Buffon, sennò mi caccia dal ritiro. Gigi in porta. È la storia. Sono giovane, quelli del passato li ricordo di meno. Col Mondiale del 2006 lo ricordo meglio, è uno dei più forti della storia. Dietro metto Maldini, giocatore pazzesco. Pirlo in mezzo. E poi Totti e Del Piero: quel Mondiale 2006 è il primo ricordo azzurro. Due che sono stati eroi della cavalcata". Menzione speciale per Fabio Grosso: "Il Mondiale del 2006 è il primo ricordo che ho e lui ha accompagnato quelle emozioni". Il classe 2000 non dimentica però da dove arriva e gli anni all'Albissola con la promozione dalla D alla C: "Non avevo giocato tantissimo, ma sono orgoglioso di quel traguardo. Mi sento ancora con dei compagni, sono venuti anche a vedermi. Non eravamo candidati a vincere il campionato, invece con lavoro e unione del gruppo siamo riusciti a vincerlo. Non ho ancora realizzato quanto fatto, è una sensazione incredibile vivere questo posto"

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