Gattuso e la mossa in attacco per Bosnia-Italia: i motivi della scelta, il ruolo dei cambi, il jolly

Nella partita più importante della sua carriera da allenatore il ct schiererà così la Nazionale nel reparto offensivo: vi spieghiamo perché

MILANO - Avanti con Mateo. Martedì, nella partita più importante della sua carriera da allenatore, Rino Gattuso si affiderà alla “SuperCoppia azzurra” composta da Retegui e Kean. Che è stata pure la sua grande intuizione dopo essere stato nominato commissario tecnico. Gattuso, ahilui, per sempre si porterà dietro quel soprannome, “ringhio”, che l’ha accompagnato nella pluridecorata carriera da calciatore ma, una volta deciso di intraprendere il mestiere di allenatore, ci ha aggiunto altro, molto altro. Bravissimo sì a creare e a cementare il gruppo (come sotto gli occhi di tutti nel “Rinascimento azzurro” a Coverciano) ma allo stesso modo attento nel voler sfruttare tutte le carte che gli ha regalato il mazzo. E, prima che lui li mettesse insieme, sembrava impossibile affiancare a Kean un’altra prima punta. Invece, sin dal 5-0 all’Estonia il 5 settembre - notte dell’esordio di Gattuso come ct - i due si sono trovati splendidamente insieme: perché Mateo sa anche giocare venendo incontro ai centrocampisti (come dimostrano i 4 assist che hanno orlato i 5 gol segnati con Rino in panchina) e, soprattutto, sa bene come non pestarsi i piedi con Moise che l’ha accettato nel suo terreno di caccia anche perché un po’ si rivede in Retegui, quanto meno nell’attitudine ad andare a pressare gli avversari come se non ci fosse un domani. L’italo-argentino, tra l’altro, dopo capitan Donnarumma è stato il giocatore più utilizzato da Gattuso (7 presenze e 525’ in campo) e l’unica volta in cui non ha giocato titolare è stato in Moldavia, quando comunque è entrato per provare a sbloccare la gara che era inchiodata sullo 0-0, match di nessunissima importanza che anticipava la sfida con la Norvegia, affrontata con tutti i migliori.

Kean-Retegui: il feeling c'è

Tra i due si è creato un feeling speciale, non a caso a Bergamo il giorno della vigilia c’era Mateo al fianco del ct. Gattuso ha apprezzato tantissimo il fatto che Retegui l’abbia chiamato per venirsi ad allenare a Coverciano vista la sosta extralarge della Saudi League (l’Al-Qadsiah ha giocato l’ultima partita il 13 marzo e tornerà in campo il 5 aprile). Nel match contro l’Irlanda del Nord ha pagato il primo tempo impaurito giocato dall’Italia, ma se a inizio ripresa non avesse sbagliato il controllo in campo aperto dopo l’errore di Devlin magari saremmo qui a raccontare un’altra storia. Retegui, altro particolare non esattamente secondario, è anche il rigorista della Nazionale. Quello che potrebbe essere un problema, ovvero la presenza di Esposito alle spalle di Kean e Retegui (l’interista si può combinare benissimo con entrambi colleghi), per Gattuso è una risorsa. Perché l’interista ha la capacità di entrare benissimo in partita (l’ha dimostrato pure in azzurro) e perché l’aurea del predestinato potrebbe essere benzina per tutto il gruppo nell’ultima mezz’ora e negli eventuali supplementari (anche se sarebbe decisamente auspicabile farne a meno).

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Pio Esposito spaccapartita

C’è inoltre un altro motivo che rende preferibile lasciare inizialmente Esposito in panchina ed è legato alla pressione che porterà una partita dall’importanza capitale per il gruppo e per l’Italia intera: Pio ha sì dimostrato di avere spalle larghissime, ma ha pur sempre vent’anni e, come insegnano le scelte di Gattuso a Bergamo, i giovani (oltre al centravanti, il riferimento è a Pisilli e Palestra) possono essere fondamentali per tenere alti i ritmi pure nella fase discendente del match. Se, come tutto fa pensare, Bastoni darà risposte positive nei prossimi allenamenti, intenzione del ct è riproporre in blocco la squadra che ha battuto l’Irlanda del Nord. Certamente in attacco la Bosnia ha maggiore qualità rispetto ai soldatini di O’Neill, ma noi siamo l’Italia e sarebbe un segnale di debolezza cambiare rispetto alla prima partita, ben sapendo che per arrivare al Mondiale saranno fondamentali i cambi, compreso Jack Raspadori che, dovessimo trovarci a inseguire, sarebbe il jolly da giocarsi per permetterci di cambiare l’assetto all’attacco.

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MILANO - Avanti con Mateo. Martedì, nella partita più importante della sua carriera da allenatore, Rino Gattuso si affiderà alla “SuperCoppia azzurra” composta da Retegui e Kean. Che è stata pure la sua grande intuizione dopo essere stato nominato commissario tecnico. Gattuso, ahilui, per sempre si porterà dietro quel soprannome, “ringhio”, che l’ha accompagnato nella pluridecorata carriera da calciatore ma, una volta deciso di intraprendere il mestiere di allenatore, ci ha aggiunto altro, molto altro. Bravissimo sì a creare e a cementare il gruppo (come sotto gli occhi di tutti nel “Rinascimento azzurro” a Coverciano) ma allo stesso modo attento nel voler sfruttare tutte le carte che gli ha regalato il mazzo. E, prima che lui li mettesse insieme, sembrava impossibile affiancare a Kean un’altra prima punta. Invece, sin dal 5-0 all’Estonia il 5 settembre - notte dell’esordio di Gattuso come ct - i due si sono trovati splendidamente insieme: perché Mateo sa anche giocare venendo incontro ai centrocampisti (come dimostrano i 4 assist che hanno orlato i 5 gol segnati con Rino in panchina) e, soprattutto, sa bene come non pestarsi i piedi con Moise che l’ha accettato nel suo terreno di caccia anche perché un po’ si rivede in Retegui, quanto meno nell’attitudine ad andare a pressare gli avversari come se non ci fosse un domani. L’italo-argentino, tra l’altro, dopo capitan Donnarumma è stato il giocatore più utilizzato da Gattuso (7 presenze e 525’ in campo) e l’unica volta in cui non ha giocato titolare è stato in Moldavia, quando comunque è entrato per provare a sbloccare la gara che era inchiodata sullo 0-0, match di nessunissima importanza che anticipava la sfida con la Norvegia, affrontata con tutti i migliori.

Kean-Retegui: il feeling c'è

Tra i due si è creato un feeling speciale, non a caso a Bergamo il giorno della vigilia c’era Mateo al fianco del ct. Gattuso ha apprezzato tantissimo il fatto che Retegui l’abbia chiamato per venirsi ad allenare a Coverciano vista la sosta extralarge della Saudi League (l’Al-Qadsiah ha giocato l’ultima partita il 13 marzo e tornerà in campo il 5 aprile). Nel match contro l’Irlanda del Nord ha pagato il primo tempo impaurito giocato dall’Italia, ma se a inizio ripresa non avesse sbagliato il controllo in campo aperto dopo l’errore di Devlin magari saremmo qui a raccontare un’altra storia. Retegui, altro particolare non esattamente secondario, è anche il rigorista della Nazionale. Quello che potrebbe essere un problema, ovvero la presenza di Esposito alle spalle di Kean e Retegui (l’interista si può combinare benissimo con entrambi colleghi), per Gattuso è una risorsa. Perché l’interista ha la capacità di entrare benissimo in partita (l’ha dimostrato pure in azzurro) e perché l’aurea del predestinato potrebbe essere benzina per tutto il gruppo nell’ultima mezz’ora e negli eventuali supplementari (anche se sarebbe decisamente auspicabile farne a meno).

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Gattuso e la mossa in attacco per Bosnia-Italia: i motivi della scelta, il ruolo dei cambi, il jolly
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