Manca sempre meno alla finale playoff tra Bosnia e Italia. C'è fermento nell'aria ma anche la voglia di tornare ai Mondiali a distanza di 12 anni dall'ultima volta. Nella serata di martedì 31 marzo c'è la gara a Zenica: difficile, in uno stadio piccolissimo ma allo stesso tempo caloroso che può spingere i bosniaci. L'Italia di Gattuso non deve tremare ma superare anche a livello mentale paure e pressioni di un paese intero, come sottolineato dallo stesso Dimarco. Parole condivise anche da De Biasi, ex ct di Albania e Azerbaijan a "Radio Anch'io Sport" su RadioUno.
De Biasi e appello Italia
De Biasi lancia l'appello per l'Italia verso la Bosnia: "Crediamoci. Abbiamo una squadra sulla carta più forte dell'avversario, giocatori importanti a livello internazionale e che devono rendersi conto di avere grandi qualità. Dobbiamo migliorare il livello di gioco, avere fiducia che insieme possiamo vincere, senza essere minati dal minimo inciampo che in una partita può capitare. Le gare durano 90, anche 100 minuti, dobbiamo lavorare perché quei 100 minuti siano produttivi e portare a casa ciò che ci serve". E continua: "Non ci facciamo prendere troppo da quello che rappresenta questa partita. Ci sono troppe variabili dentro. Anche se potenzialmente siamo più forti, sono gli episodi e la capacità di sopportare le pressioni che fanno la differenza. Non puoi dare nulla per scontato, il successo andrà a chi riuscirà a tenere a freno l'emotività e l'ansia che ti prendono prima di una partita importante".

Difficoltà Bosnia
L'allenatore prosegue nell'analisi verso la gara: "È più difficile affrontare una squadra che non conosci o conosci relativamente che incontrare una squadra più forte di te di cui conosci pregi e difetti. Questa potrebbe essere una trappola per la Nazionale ma le partite cominciano da 0-0 e l'andamento cambia in base all'atteggiamento sul campo, all'intelligenza tattica, alla pressione che creiamo". Il tecnico poi parla degli errori da non commettere: "Se ci lasciamo colpire, gli altri sfrutteranno questa opportunità. Dobbiamo rispondere colpo su colpo. Era meglio il Galles? Ogni partita é difficile, non puoi mai decidere quale sia l'avversario migliore. Con l'Albania ho vinto contro la Francia, con l'Azerbaijan ho battuto la Svezia, cose impensabili ma che rappresentano anche la bellezza di questo sport".