Italia fuori dal Mondiale, la terza apocalisse: dopo lo shock si riparte dai giovani

Una volta asciugate le lacrime per la terza esclusione azzurra, il pensiero dovrà andare alla ricostruzione

Una volta asciugate le lacrime per la terza apocalisse azzurra, il pensiero dovrà andare alla ricostruzione. A giugno, quando gli altri staranno preparando la spedizione al Mondiale americano, noi giocheremo una o due amichevoli e - da metà mese - i giocatori saranno in vacanza tra Ibiza e Formentera mentre i loro colleghi giocheranno per la competizione calcistica più importante. Nella desolata landa di Zenica è successo l’immaginabile: siamo stati respinti per la terza volta consecutiva dal Mondiale e per rivedere in campo gli Azzurri in una competizione ufficiale bisognerà attendere l’autunno, quando tornerà di scena la Nations League dove siamo stati sorteggiati nel gruppo con Francia, Belgio e Turchia. La novità più sostanziosa è legata al calendario: è stata abbandonata la formula abituale - sosta a settembre prima dell’inizio della Champions, poi a ottobre e novembre - a favore dell’accorpamento dei primi due slot riservati alle Nazionali. L’attività di club si fermerà nelle settimane che vanno da lunedì 21 settembre a mercoledì 7 ottobre quando i giocatori verranno riconsegnati dalle Nazionali alle società di appartenenza. In quel lasso di tempo, però si giocheranno addirittura 4 partite.

L'agenda post-apocalisse

Limitando il ragionamento a latitudini azzurre, i nostri scenderanno in campo il 25 settembre in casa con il Belgio, il 28 saranno impegnati in Turchia, il 2 ottobre torneranno di nuovo in campo in Francia e il 5 chiuderanno con i Turchi giocando in casa. Un tour de force da squadra di basket che ha già sollevato malumori perché occorrerà una convocazione extralarge e, soprattutto, porterà i giocatori a un sovraccarico di stress legato pure alle Nazionali. A novembre si tornerà invece ai ritmi abituali (il 12 ospiteremo la Francia, il 15 giocheremo in Belgio) poi nella sosta di marzo si giocheranno i quarti di finale nonché gli spareggi per promozioni e retrocessioni tra leghe (almeno in Nations resistiamo nella fascia di eccellenza, magrissima consolazione alla luce del ko con la Bosnia) e tra il 9 e il 13 giugno 2027 è prevista la fase finale. Come da prassi, fare bene in Nations darà una chance in più per qualificarsi a Euro 2028 (che si giocheranno nel Regno Unito e in Repubblica d'Irlanda): almeno lì, da quando la formula si è allargata, siamo sempre stati presenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia

Questi siamo

Il fatto che l’attività delle Nazionali ripartirà da una competizione di secondaria importanza quale è la Nations, favorirà l’innesto di forze fresche nel club Italia, anche perché a questo punto bisogna giocoforza iniziare a ragionare in ottica Mondiale 2030. Fanno già parte del gruppo Pio Esposito e Giorgio Scalvini e diventeranno presenze stabili nelle convocazioni Marco Palestra (destinato a una big grazie all’ottima stagione a Cagliari), Niccolò Pisilli e, molto probabilmente, pure Davide Bartesaghi, Luca Koleosho e Cher Ndour. C’è da scommettere in ottica futura pure su altri due nomi, ovvero Honest Ahanor subito chiamato da Silvio Baldini in Under 21 una volta ottenuta la cittadinanza e Giovanni Leoni, ai box al Liverpool dopo la rottura del crociato: gli osservatori della Nazionale maggiore puntano tantissimo su di loro considerata l’incredibile penuria di difensori propriamente detti. Quella che per noi un tempo era l’eccellenza (basti pensare all’ossatura dei Mondiali vinti nel 1982 e nel 2006 e, più recentemente alla BBC nel trionfo europeo a Wembley) è diventato un problema. Un bug che ha portato alla fallimentare campagna di avvicinamento al Mondiale, il terzo che vedremo tristemente dalla televisione. E il fatto che sia il primo nella storia a 48 squadre rende ancora più grande l’amarezza. Questi siamo.

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Una volta asciugate le lacrime per la terza apocalisse azzurra, il pensiero dovrà andare alla ricostruzione. A giugno, quando gli altri staranno preparando la spedizione al Mondiale americano, noi giocheremo una o due amichevoli e - da metà mese - i giocatori saranno in vacanza tra Ibiza e Formentera mentre i loro colleghi giocheranno per la competizione calcistica più importante. Nella desolata landa di Zenica è successo l’immaginabile: siamo stati respinti per la terza volta consecutiva dal Mondiale e per rivedere in campo gli Azzurri in una competizione ufficiale bisognerà attendere l’autunno, quando tornerà di scena la Nations League dove siamo stati sorteggiati nel gruppo con Francia, Belgio e Turchia. La novità più sostanziosa è legata al calendario: è stata abbandonata la formula abituale - sosta a settembre prima dell’inizio della Champions, poi a ottobre e novembre - a favore dell’accorpamento dei primi due slot riservati alle Nazionali. L’attività di club si fermerà nelle settimane che vanno da lunedì 21 settembre a mercoledì 7 ottobre quando i giocatori verranno riconsegnati dalle Nazionali alle società di appartenenza. In quel lasso di tempo, però si giocheranno addirittura 4 partite.

L'agenda post-apocalisse

Limitando il ragionamento a latitudini azzurre, i nostri scenderanno in campo il 25 settembre in casa con il Belgio, il 28 saranno impegnati in Turchia, il 2 ottobre torneranno di nuovo in campo in Francia e il 5 chiuderanno con i Turchi giocando in casa. Un tour de force da squadra di basket che ha già sollevato malumori perché occorrerà una convocazione extralarge e, soprattutto, porterà i giocatori a un sovraccarico di stress legato pure alle Nazionali. A novembre si tornerà invece ai ritmi abituali (il 12 ospiteremo la Francia, il 15 giocheremo in Belgio) poi nella sosta di marzo si giocheranno i quarti di finale nonché gli spareggi per promozioni e retrocessioni tra leghe (almeno in Nations resistiamo nella fascia di eccellenza, magrissima consolazione alla luce del ko con la Bosnia) e tra il 9 e il 13 giugno 2027 è prevista la fase finale. Come da prassi, fare bene in Nations darà una chance in più per qualificarsi a Euro 2028 (che si giocheranno nel Regno Unito e in Repubblica d'Irlanda): almeno lì, da quando la formula si è allargata, siamo sempre stati presenti.

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