Costacurta ne ha per tutti! Da Gravina a De Laurentiis fino a Donnarumma. E difende Bastoni

L'ex difensore del Milan ha le idee piuttosto chiare dopo il fallimento Italia: le sue parole

Fallita la terza qualificazione Mondiale consecutiva, l'Italia raccoglie i cocci, ma da dove ripartire? All'indomani dell'eliminazione della Nazionale di Gennaro Gattuso ai calci di rigore a Zenica contro la Bosnia, sono tanti gli interrogativi aperti che attendono una risposta. La delusione è enorme, insopportabile. Ora tocca voltare pagina e ripartire per rimettere in moto una macchina che, a parte l'exploit di Euro 2021, è ferma ormai da troppo tempo. C'è chi auspica a gran voce una rivoluzione, ritenuta inevitabile per riportare il calcio italiano dove merita di stare. Dell'ennesimo fallimento azzurro ha parlato anche Alessandro Costacurta ai microfoni di Sky Sport.

Costacurta sulla crisi del calcio italiano

L'ex difensore del Milan ha le idee piuttosto chiare e spiega: "Da dove ripartirei? De Laurentiis parla di calcio puro e cambiamenti necessari? Servono gli uomini del fare? Certo, spesso è vero, ci sono tanti che consigliano e parlano. Io dico solo una cosa: sapete quanti italiani, nelle prime quattro della classifica, hanno giocato nell'ultima giornata di Serie A? Se guardiamo chi ora è qualificato in Champions League, ovvero ad Inter, Milan, Napoli e Como, in totale aveva in campo 6 italiani su 44: questo vorrà pur dire qualcosa... Se poi allarghiamo il discorso alle sei che sono in Europa, se ne aggiungono solo 7 e diventano sempre pochi, perché parliamo di 13 su 66. I presidenti e gli allenatori parlano di cambiare le cose, ma o loro non capiscono, c'è qualcosa che manca ai calciatori italiani per poter raggiungere certi obiettivi".

 

 

Costacurta critica Donnarumma

Costacurta non risparmia nemmeno Gianluigi Donnarumma, capitano degli azzurri: "È chiaro che siamo più forti della Bosnia, ma il panorama di pressioni che subiscono i nostri giocatori, secondo voi, è lo stesso che subisce un atleta bosniaco? No. Noi, per cultura sportiva, li vorremmo o tutti beati e santi o li metteremmo legati in mezzo alla strada: questa mentalità non aiuta, quando non hai giocatori con un certo ego. Io ho giocato con calciatori di un ego mostruoso, che facevano spavento. Quando invece Donnarumma, da capitano dell'Italia si continua ad incazzare, non fa il bene della Nazionale. È inutile che voglia far vedere di avere chissà quale personalità. Alcuni sprecano delle energie nervose. La cultura sportiva in Italia non aiuta i giovani, è molto difficile per loro entrare in campo e dare il meglio di sè. Me la prendo anche con il pubblico perché li fischia, perché il risultato deve essere immediato".

 

 

Costacurta difende Gattuso e la scelta di Bastoni centrale

Billy si sofferma poi sull'episodio che ha cambiato il match, il rosso ad Alessandro Bastoni nel finale della prima frazione di gioco, e a che critica Gattuso per averlo schierato centrale - nell'Inter gioca a sinistra - risponde: "Mi fanno ridere. Riportiamo Bonucci o Baresi, chi metti in difesa? Bastoni è in un momento sicuramente così, ma credo si siano parlati. Bastoni non stava bene fisicamente ma chi può giocare lì? Gatti è meglio di Bastoni? Da ultimo è meglio Calafiori di Bastoni? Non credo. E anche sull'espulsione la leggerezza non è solo di Bastoni. Lui ha sbagliato ma Mancini deve aspettarsi il colpo di testa e deve partire prima, non puntiamo il dito solo su Bastoni. Sul rinvio di Donnarumma come eravamo messi? Ti devi aspettare che la possa prendere l'avversario e Mancini parte in ritardo sul rinvio di Donnarumma, parte dopo e quindi ci va Bastoni. Non è solo colpa di Bastoni, che ovviamente poi non deve mai entrare perché è comunque meglio restare in 11".

 

 

Dimissioni Gravina? Il commento di Costacurta

Scartata l'ipotesi commissariamento, Costacurta continua: "Mi aspetto che Gravina si dimetta perché è una persona garbata e intelligente e capisca che quello è il passo che deve fare. Non credo ci siano altre pressioni esterne, credo che sia davanti a tutti quello che in questo momento rappresenta il numero uno del calcio italiano e di conseguenza mi aspetto che si dimetta. È una persona che ho sempre rispettato avendola conosciuta perché lui era presidente della componente di Serie C quando io feci il commissario e mi aspetto che faccia questa scelta. Non per le parole del ministro Andrea Abodi ma perché credo che si debba prendere le responsabilità di questo momento del calcio italiano".

 

 

"Mi aspetto che si metta da parte, non perché ha particolari colpe, credo ne abbia, ma non in maniera così evidente o enorme come alcuni sottolineano. Però la sua figura è di numero uno del calcio italiano, di conseguenza mi aspetterei le sue dimissioni"

 

 

 

 

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