Verrebbe da dire, “S.o.s. Barcellona”. In 45 giorni la vita sportiva - e non solo - di Alessandro Bastoni si è capovolta. Stravolta. Si è trasformata in una sorta di incubo. Ovviamente il quasi 27enne di Casalmaggiore - compirà gli anni il 13 aprile - ci ha messo del suo, a partire da quella simulazione seguitata dall’esultanza per l’ingiusta espulsione di Kalulu in Inter-Juve, passando per i due giorni di silenzio trascorsi prima di scusarsi. Un gesto che è costato tanto a Bastoni, finito nel mirino degli haters dei social che hanno come sempre superato il limite augurando le peggio cose alla sua famiglia, ma pure di tutte le tifoserie italiane che hanno iniziato a bersagliarlo di fischi a ogni tocco di pallone.
Tre trasferte giocate dopo la gara di San Valentino contro la Juventus, tre vagonate di fischi e non solo a Lecce, a Como e pure nel San Siro rossonero nel derby. Poi, ecco il maledetto rosso contro la Bosnia che, di fatto, ha indirizzato la partita e condotto la nazionale azzurra verso la terza esclusione di fila dai Mondiali. Bastoni ha sicuramente sbagliato la scelta tecnica nell’occasione dell’espulsione, ma non è stato neanche aiutato da Gattuso che ha insistito nello schierarlo non al top e fuori ruolo, da centrale della difesa a tre, tant’è vero che Bastoni è pure intervenuto col piede sinistro su Memic, quando la logica avrebbe dovuto spingere il difensore a entrare in scivolata col destro.
Clima insostenibile
Bastoni, già visto come nemico pubblico da oltre metà della popolazione pallonara italiana, ora ha attirato su di sé l’ira di molti altri tifosi che lo vedono come responsabile principale del ko in Bosnia. Tant’è che anche ieri è ripartita la fastidiosa tarantella sui social, col difensore e la moglie che hanno dovuto nuovamente limitare i commenti sui propri profili. Oggi il centrale tornerà ad Appiano Gentile per riprendere la preparazione verso la gara di domenica con la Roma. Troverà un club, dai dirigenti a Chivu, passando per i compagni, pronti a stringersi attorno a lui, a fargli da scudo e proteggerlo, però non sarà facile. Non lo era prima delle due gare con l’Italia, non lo sarà a maggior ragione adesso. Probabilmente domenica San Siro gli farà sentire il proprio affetto, come già accaduto nelle recenti gare casalinghe, ma il clima attorno a Bastoni rischia di diventare davvero insostenibile per il ragazzo. Che infatti, a differenza del passato quando aveva detto al suo entourage di non ascoltare alcuna offerta per lui, in primis quella del Manchester City di Guardiola, per la voglia di rimanere sempre all’Inter - è da sempre un tifoso nerazzurro e ha tatuato su un polpaccio la data del primo scudetto conquistato a Milano -, questa volta ha aperto la porta.
