Il futuro come ct, l'Inter di Chivu e l'elogio a Farioli
Mourinho chiude, almeno per ora, alla possibilità di guidare una nazionale: "Non è ancora il momento. Ci penso ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare... non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale". Spazio poi all’Inter, vicina a un nuovo scudetto, e al lavoro di Chivu: "Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all'altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha fatto i corsi e ha studiato. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all'Inter in una situazione di stabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Se ho mandato un messaggio a Chivu per lo scudetto? Non mi sono ancora congratulato, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi".
Un passaggio anche sul legame con il gruppo del Triplete: "Se abbiamo ancora la chat? Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo... Sono arrabbiati con me per questo, ci perdiamo ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo". Un applauso anche all'italiano Farioli: "Lui vince con merito. Ti può piacere più o meno come gioca o comunica, ma vince. Il Porto meriterà di vincere il campionato".