Baldini: "Calcio italiano in mano a lestofanti, chi sono. Io ct? Non ho curriculum ma ho dei principi"

Regole chiare, trasparenza, problemi da risolvere e futuro scritto: la conferenza del commissario tecnico ad interim

"Chi arriverà sulla panchina dell'Italia deve sapere anche qual è il lavoro dell'Under 21". Chiaro, diretto e senza peli sulla lingua. Chi ha imparato a conoscere Silvio Baldini, ormai, non si sorprende nemmeno più perché quando parla lo fa con il suo solito stile, sottolineando problemi ma senza alzare la voce. Il ct guida l'Italia in queste due amichevoli di giugno e tra i convocati, oltre a Donnarumma e Pio Esposito, ha optato per la scelta forte di chiamare proprio i suoi ragazzi. Un modo per dare continuità al suo lavoro e, intanto, far vedere i giovani talenti azzurri per il futuro. 

Baldini, conferenza Italia

Baldini risponde alla prima domanda, il motivo di queste convocazioni e le possibilità di una sua conferma come ct dell'Italia: "Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io non ce l'ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza. Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l'avesse fatto io non sarei qua. Io ho rispetto di tutto e tutti, ogni volta che sono stato coinvolto nelle discussioni ho sempre sentito affetto. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell'U21. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori"

Donnarumma e il motivo delle convocazioni

Sulla chiamata dei giocatori dell'Italia: "Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è sembrato vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento e più di così cosa si poteva fare... Sono convintissimo che i ragazzi faranno benissimo, abbiamo visto con l'Under 21 che il gruppo è coeso e ha ampi margini di miglioramento". Sulla delusione di una non chiamata da parte di altri dell'Italia maggiore: "No, penso che la ferita sia ancora troppo grande dopo la Bosnia. Anche se mi avessero chiamato avrei circoscritto le convocazioni a questi due anche nell''ottica del mio lavoro futuro"

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I problemi del calcio italiano e la stoccata ai dirigenti

Sul problema del calcio italiano: "È in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo 'lestofanti', e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema". Sulla paura di lanciare i giovani: "Se l'esperienza è limitata a poche partite il tuo valore rimane ingabbiato. A livello giovanile le nazionali sono andate bene, poi il problema è sempre stato il salto in alto. Serve farli giocare, ma non è un problema di Federazione. È un problema di squadre. Dov'è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio? Fino a quando non ci saranno persone serie a capo di squadre italiane sarà un problema". Sull'emozione di guidare la Nazionale in queste due gare: "Sono due sfde che riempiono d'orgoglio. Le amichevoli non esistono, ti confronti con altre nazioni. Anche se c'è in palio soltanto l'onore. L'orgoglio non lo devi mai dimenticare. Per me è un premio inaspettato, il destino ha fatto combinare queste cose e per questo mi ritrovo qua".

Baldini: "Il gruppo dell'U21 è forte e coeso"

Baldini poi elogia il suo gruppo: "È molto unito, hanno il piacere di stare insieme, ridono e scherzano. C'è socialità, nessuno si isola. Alcuni giocatori mi hanno detto che firmerebbero a vita per ritrovare le stesse emozioni dell'Under 21 anche nei club. Camarda da infortunato è venuto con noi in ritiro prima della Macedonia del Nord. L'altro era Mané, ma il Borussia Dortmund non lo ha mandato. Questo significa che il gruppo è sano. Se abbiamo in mano del materiale del genere non possiamo sbagliare perché questo è il nostro futuro. Gli ho chiesto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l'occasione".

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Il futuro ct e le regole di Baldini

Sul futuro ct: "Inutile parlare di Guardiola o Fabregas. Servono allenatori con curriculum e in Italia abbiamo tanti allenatori bravi. Io spero che chi arriverà possa essere una persona a cui io sia utile, non un impiccio". Sull'esperienza all'estero per i giovani: "Hanno modo di vedere campionati e culture diverse. In comune tutti hanno il fatto che sono innamorati di ciò che fanno, sono puliti, non sono inquinati dal denaro o dal successo. Io cerco di fargli capire che il calcio è anche uno stile di vita, per andare alla ricerca delle risposte che cercano". Sull'attesa e le regole di Baldini: "L'emozione è stata bella, l'attesa era la cosa più bella perché era una cosa che mai avrei pensato di fare. Io metto delle regole e voglio che siano rispettate. Non ci sono multe, per me è riduttivo, non fa capire che hai sbagliato. Per me chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente, senza filtri. Io gli ho spiegato che non sono qua per mettere regole o fare il comandante, voglio fargli capire che senza regole non ci sono principi e senza principi non c'è una squadra. Bisogna essere inquadrati nelle regole: alimentazione, sveglia, andare in palestra, recuperare bene"

La risposta al ct della Grecia

Baldini poi risponde anche alle parole del ct della Grecia: "Lui può esprimere quello che crede. Mi stupisce che nel paese dove è nata la democrazia ci si preoccupi di quello che fanno gli altri". Sul ranking in caso di sconfitta: "Io non ho paura di giocare queste partite, sono sicuro che i ragazzi possono vincerle e quindi non mi pongo il problema". A chiudere risponde a chi lo definisce anarchico: "Io mi sento un uomo libero, l'anarchia oggi è un concetto complicato. Non è più l'anarchia di una volta, per questo mi definisco una persona libera. Io porterò qua la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi. Io voglio dargli il senso di responsabilità, non consideriamoli solo ragazzini"

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"Chi arriverà sulla panchina dell'Italia deve sapere anche qual è il lavoro dell'Under 21". Chiaro, diretto e senza peli sulla lingua. Chi ha imparato a conoscere Silvio Baldini, ormai, non si sorprende nemmeno più perché quando parla lo fa con il suo solito stile, sottolineando problemi ma senza alzare la voce. Il ct guida l'Italia in queste due amichevoli di giugno e tra i convocati, oltre a Donnarumma e Pio Esposito, ha optato per la scelta forte di chiamare proprio i suoi ragazzi. Un modo per dare continuità al suo lavoro e, intanto, far vedere i giovani talenti azzurri per il futuro. 

Baldini, conferenza Italia

Baldini risponde alla prima domanda, il motivo di queste convocazioni e le possibilità di una sua conferma come ct dell'Italia: "Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io non ce l'ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza. Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l'avesse fatto io non sarei qua. Io ho rispetto di tutto e tutti, ogni volta che sono stato coinvolto nelle discussioni ho sempre sentito affetto. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell'U21. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori"

Donnarumma e il motivo delle convocazioni

Sulla chiamata dei giocatori dell'Italia: "Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è sembrato vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento e più di così cosa si poteva fare... Sono convintissimo che i ragazzi faranno benissimo, abbiamo visto con l'Under 21 che il gruppo è coeso e ha ampi margini di miglioramento". Sulla delusione di una non chiamata da parte di altri dell'Italia maggiore: "No, penso che la ferita sia ancora troppo grande dopo la Bosnia. Anche se mi avessero chiamato avrei circoscritto le convocazioni a questi due anche nell''ottica del mio lavoro futuro"

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