© LAPRESSECronache dall’universo parallelo a nome Nazionale italiana di calcio, quattro volte campione del mondo, due volte campione d’Europa, una volta campione olimpica, mai al Mondiale dopo il 2014, quando in Brasile non andò oltre la fase a gironi. Fra il 25 settembre e il 5 ottobre prossimi, in Nations League la Squadra dovrà giocare 4 partite in 10 giorni (Italia-Belgio; Turchia-Italia; Francia-Italia, Italia-Turchia: giova ricordarlo prima di ricapitolare questi 117 giorni nel Deserto della Frustrazione. Non è consolante ipotizzare che ci vorranno 8-10 anni prima di ritornare grandi, ma, adesso, conta solo non diventare ancora più piccoli. Il 31 marzo, gli azzurri sono stati eliminati dalla Bosnia nella corsa alla fase finale del torneo iridato, mancata per la terza volta consecutiva. Il 2 aprile, Gabriele Gravina, Rino Gattuso e Gianluigi Buffon si sono dimessi. Il 22 giugno, Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente al posto di Gravina. L’11 luglio, Malagò ha nominato Paolo Maldini direttore tecnico della Nazionale e presidente del Club Italia; al suo fianco, Leonardo consigliere.
La giostra dei ct
Oggi è il 26 luglio: Silvio Baldini, ct dell’Under 21 con 7 vittorie nelle prime 8 partite della sua gestione e in piena corsa per la qualificazione all’ Euro 2027, continua a essere ufficialmente il ct ad interim dell’Italia. Sotto la sua guida, in giugno gli azzurri hanno battuto Lussemburgo e Grecia: grazie a questi successi, l’Italia ha evitato il tracollo definitivo nel ranking Fifa: attualmente è quindicesima, sarebbe uscita dalle prime venti se non avesse inanellato quelle due vittorie. Nel frattempo, il 19 luglio la Spagna ha vinto con merito assoluto il suo secondo titolo mondiale; per una reazione a catena, o dimettendosi o venendo silurati, sono saltati 18 dei 48 ct scesi in lizza. Fra i più famosi che li hanno rimpiazzati ci sono Zidane per Deschamps in Francia; Klopp per Nagelsmann in Germania; Van Bommel per Garcia in Belgio; Jorge Jesus per Martinez in Portogallo; Bilic per Dalic in Croazia; Forlan per Bielsa in Uruguay. E l’Italia? Dopo il più accidentato, accidentale e, verrebbe da dire, incidentale percorso pensando all’infruttuosa corte a Guardiola, la nuova Figc ha scelto Pirlo che deve liberarsi dall’United Dubai, squadra da lui riportata nella massima serie degli Emirati Arabi Uniti.
Questione di Curriculum
Alle spalle, Pirlo ha la Coppa Italia e la Supercoppa conquistate nella prima e ultima stagione juventina, quando venne frettolosamente definito il Guardiola italiano e altrettanto precipitosamente liquidato dalla Continassa. A seguire, dopo un. anno di inattività, la panchina del Fatih Karagümrük, Süper Lig turca, lasciata a tre giornate dalla fine; il settimo posto con la Samp e l’esonero nella stagione successiva, l’atterraggio a Dubai. Dato questo curriculum, non si può dire che la scelta di Maldini e Leonardo sia stata presa a furor di popolo, a giudicare dalle reazioni generali oscillanti fra lo scettico, il deluso e lo sconcertato. Personalmente e con il massimo rispetto per il Maestro, continuo a pensare che Silvio Baldini, gran valorizzatore di talenti (ne ha fatti esordire 15 fra Lussemburgo e Grecia) e titolare dell’umiltà delle grandi persone (“Non ho il curriculum per fare il ct”), sarebbe stato il selezionatore ideale per segnare il punto di rottura, per fare la rivoluzione. Come riuscì a Fulvio Bernardini nel ‘74, dopo il disastroso Mondiale in Germania, gettando le basi dell’Italia di Bearzot quarta in Argentina nel ‘78 e campione del mondo in Spagna nell’82. Tuttavia, da quando Pirlo verrà insediato, il sostegno al nuovo ct e alla linea indicata da Maldini e Leonardo sarà forte e chiaro. Giusta o sbagliata che sia la strada, la Nazionale è la Nazionale. Sperando sia la strada giusta.
