Marotta, veramente ci sarebbe la Juventus…”Inter, due finali in tre anni come nessuno in Italia”

L'incredibile gaffe del presidente nerazzurro nella conferenza stampa di presentazione di Chivu a pochi giorni dall'esordio nel Mondiale per Club

Dopo la sconfitta in finale di Champions League e l'addio di Simone Inzaghi, l'Inter si sta preparando per il nuovo Mondiale per Club. I nerazzurri affronteranno i messicani del Monterrey mercoledì 18 giugno alle ore 03:00. Una partita che segnerà l'esordio di Cristian Chivu in panchina. Proprio di questo ha parlato Beppe Marotta in conferenza stampa, facendo un riferimento che sta facendo discutere sull'unicità di aver disputato due finali di Champions League in tre anni, proprio come la Juventus tra il 2015 ed il 2017.

Inter, Marotta sull'addio di Inzaghi

Il presidente nerazzurro ha presentato così il nuovo allenatore: "Siamo qui in una location inedita, così come le modalità e le tempistiche. Non abbiamo avuto la possibilità prima di presentare il nostro nuovo allenatore che ha siglato con noi un contratto di due anni fino al 2028. Ho il piacere quindi di presentarvi mister Chivu". Marotta è tornato anche sull'addio di Inzaghi: "Come sapete il calcio è un mondo che brucia tutto con una certa velocità, ma nonostante questo noi ci siamo legati in precedenza ad un allenatore a cui eravamo sicuramenti affenzionati e che ci ha dato molto. Noi abbiamo provato a ricambiare, ma dopo quattro anni che è un legame molto lungo e pieno di grandissime soddisfazioni si è arrivati alla conclusione. In termini contrattuali è stato un diverzio consensuale, ma il mondo del calcio è così. Ci siamo lasciati sicuramente molto bene perché ci ha fatto trascorrere degli anni, delle giornate e delle partite veramente indimeticabili. Inzaghi è stato, a mio giudizio ma non solo, l'attore principale di questo nostro cammino".

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Marotta: "Chivu allenatore made in Inter"

Sul dover sostituire Inzaghi in poco tempo: "Immediatamente ci siamo ritrovati nella situazione di dover provvedere ad una sostituzione adeguata per quella che è la storia e l'ambizioni di questo club. Io, Ausilio e Vaccin abbiamo individuato con una grande velocità in Chivu il profilo che sposasse il modello di riferimento dell'Inter. Questa scelta è stata condivisa con la proprietà che ancora una volta si è dimostrata molto attenta. Non è per niente un ripiego come è stato scritto da qualche parte. Si è parlato anche di confusione nel club, ma non è assolutamente così. E' stata una decisione molto repentina, presa in 24 ore. Chiaramente c'erano degli aspetti burocratici che dovevano essere definiti perché Cristian era legato ad un contratto un po' particolare con il Parma che ringrazio per esserci venuto incontro. Chivu non è una novità per il mondo Inter perché è stato un grande giocatore che ha raggiunto obiettivi importanti in termini di risultati e prestigio. Non dimentichiamoci che a 22 anni era già capitano dell'Ajax. Chiaramente questa è una veste diversa, ma anche qua ha sperimentato il ruolo da allenatore proprio nell'Inter. Soprattutto Ausilio e Vaccin hanno potuto apprezzarne le grandi qualittà negli anni in cui ha allenato le giovanili dove è diventato campione d'Italia. Poi è diventanto un allenatore da Serie A in un campionato che lo ha visto protagonista con una piccola squadra di provincia che ha condotto con grande merito alla salvezza. Il nostro orgoglio è quello di avere un allenatore non made in Italy, ma made in Inter. Significa tantissimo dare la prima squadra ad un allenatore che arriva dalle giovanili. Siamo convinti, non è uno slogan. Fa un calcio che sicuramente è divertente e che sposa in pieno le nostre ambizioni".

Mondiale per Club, le parole di Marotta

Infine l'annuncio sulla nuova Under 23 nerazzurra: "E' l'occasione per dare l'ufficialità della nostra partecipazione al prossimo campionato di Serie C con l'Under 23. Anche questa è un'innovazione da parte della socitetà di predisporre una squadra giovane che sposi in pieno un modello un po' nuovo che è ciò che desideriamo come club e proprietà. Vogliamo puntare sui nostri giovani e su quelli presenti nello scenario calcistico italiano. Andremo alla ricerca di profili giovani, due avrete modo di apprezzarli in questo Mondiale così come altri che sono rientrati alla casa madre dopo aver fatto bene in prestito. Siamo molti orgogliosi e contenti di aver centrato gli obiettivi. Ci affidiamo a Chivu dandogli tanta responsabilità, ma siamo sicuri che potrà farcela con la sua cultura del lavoro e il senso di appartenenza. Lui è uno dei protagonisti del Triplete, un anno indimenticabile per la storia del club. Ha insegnato come si può e si deve vincere qualcosa di importante. Questi erano i valori che stavamo cercando e che abbiamo trovato in lui. Ci sarà anche uno staff che è stato una scelta condivisa e che ci rende molto soddisfatti. La stagione non è ancora finita, ma questo testimonia che l'Inter è una delle squadre più forti al Mondo. Questo è uno slogan che dobbiamo tenere bene in testa, noi e la Juventus rappresentiamo il calcio italiano in un contesto di 32 squadre totali. La nostra presenza non è di comparsa, ma miriamo ad ottenere risultati importanti in una situazione difficile perché i giocatori hanno patito un po' la stagione logorante. Starà al mister individuare gli uomini da utilizzare. Auguro a Cristian ogni bene e felicità in questo cammino che avrà con noi".

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Marotta dimentica la Juve: "Nessuno come l'Inter in Italia"

Marotta ha quindi analizzato l'ultima stagione, sottolineando la difficoltà nell'arrivare due volte in tre anni in finale di Champions League: "Parteciperemo anche l'anno prossimo, e lo dico con orgoglio, a tutte le competizioni e non è una cosa da poco per tanti anni di seguito. Le nostre ambizioni di vittoria non cambiano. Sicuramente è rimasta a tutti l'amarezza per quel risultato tremendo, ma arrivare in alto e per due volte in tre anni a competere con i più grandi club d'Europa non è facile. Fare due finali è sicuramente qualcosa di straordinario. Non a caso noi rappresentiamo anche l'Italia e in Italia nessuno ci era riuscito in così poco tempo, noi ci siamo riusciti. Poi è andata male, ma eravamo lì e abbiamo partecipato ad una serata importante. Il risultato è stato clamoroso, ma dobbiamo avere la forza di guardare avanti, metterlo da parte e farne tesoro per imparare. Con Chivu avremo la possibilità di rilanciarci nuovamente in quello che è il nostro palcoscenico". Delle parole che stanno facendo il giro del web, visto che proprio la Juventus guidata dallo stesso Marotta in dirigenza era riuscita a fare due finali di Champions League in tre anni, nel 2015 e nel 2017. I bianconeri ne avevano disputate addirittura tre di seguito tra il 1996 ed il 1998, vincendone una contro l'Ajax a Roma. Così come il filotto del Milan dal 1992 al 1995, conquistando il tetto d'Europa contro il Barcellona nello storico 4-0 ad Atene con Capello in panchina. O ancora prima le due Coppe dei Campioni del 1989 e 1990 con Sacchi. Rossoneri che hanno partecipato poi negli anni 2000 a tre finali in cinque anni (dal 2003 al 2007), vincendo contro la Vecchia Signora nel 2003 e con il Liverpool nel 2007. Memoria corta per Marotta? Glielo hanno fatto notare i tifosi.

Marotta scatena i tifosi: "La batosta non fa bene alla memoria..."

La frase delle due finali Champions League disputate in tre stagioni non è chiaramente passata inosservata tra i tifosi, visto che a riuscirci era stata già la Juventus guidata dallo stesso Marotta in dirigenza. Tra i commenti sui social spiccano frasi come: "Strana dichiarazione di Marotta; forse ha un po’ di Alzheimer" o "Due finali perse non è cosa nuova per lui….Vide la medesima sceneggiatura anche alla Juventus(ma non vide perderla con un secco 5-0). Ehhhh la memoria! La batosta non le fa bene" o ancora '"Far 2 finali di Champions straordinario: nessuno ci era riuscito'. La Juve con te in dirigenza...". Oltre alla Juve, i tifosi hanno portato anche l'esempio del Milan: "Il Milan le ha fatte tre volte due finali consecutive, vincendole anche" oppure tornado sull'incredibile 5-0 subito: "Far due finali ed essere umiliato, nessuno ci era riuscito, questa è la frase corretta".

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Inter, Chivu: "Voglio dare tutto"

Dopo Marotta, anche Chivu ha parlato della sua nuova sfida: "L'orgoglio e la responsabilità ti fanno dare sempre qualcosa di importante. In prima squadra ho un grande senso di responsabilità come il primo giorno che Piero Ausilio mi porta qui da giocatore. Sono tredici anni ormai che sono qui, con la piccola pausa dei tre mesi in cui sono stato a Parma. Dal punto di vista umano posso dare tutto quello che ho, posso dare il mio interismo perché questa squadra e questa maglia mi sono entrate nel cuore".

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Dopo la sconfitta in finale di Champions League e l'addio di Simone Inzaghi, l'Inter si sta preparando per il nuovo Mondiale per Club. I nerazzurri affronteranno i messicani del Monterrey mercoledì 18 giugno alle ore 03:00. Una partita che segnerà l'esordio di Cristian Chivu in panchina. Proprio di questo ha parlato Beppe Marotta in conferenza stampa, facendo un riferimento che sta facendo discutere sull'unicità di aver disputato due finali di Champions League in tre anni, proprio come la Juventus tra il 2015 ed il 2017.

Inter, Marotta sull'addio di Inzaghi

Il presidente nerazzurro ha presentato così il nuovo allenatore: "Siamo qui in una location inedita, così come le modalità e le tempistiche. Non abbiamo avuto la possibilità prima di presentare il nostro nuovo allenatore che ha siglato con noi un contratto di due anni fino al 2028. Ho il piacere quindi di presentarvi mister Chivu". Marotta è tornato anche sull'addio di Inzaghi: "Come sapete il calcio è un mondo che brucia tutto con una certa velocità, ma nonostante questo noi ci siamo legati in precedenza ad un allenatore a cui eravamo sicuramenti affenzionati e che ci ha dato molto. Noi abbiamo provato a ricambiare, ma dopo quattro anni che è un legame molto lungo e pieno di grandissime soddisfazioni si è arrivati alla conclusione. In termini contrattuali è stato un diverzio consensuale, ma il mondo del calcio è così. Ci siamo lasciati sicuramente molto bene perché ci ha fatto trascorrere degli anni, delle giornate e delle partite veramente indimeticabili. Inzaghi è stato, a mio giudizio ma non solo, l'attore principale di questo nostro cammino".

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