Tudor: “Ci sono cose che rimangono tra me e la Juve. I premi? Ai ragazzi non frega nulla”

La conferenza stampa del tecnico bianconero prima del Real Madrid: “Conta solo la motivazione, abbiamo la possibilità di giocarcela”
Tudor: “Ci sono cose che rimangono tra me e la Juve. I premi? Ai ragazzi non frega nulla”
© Juventus FC via Getty Images

Si percepisce una vertigine nell’afa di Miami: la Juve ha divorato i suoi dubbi, specchiandosi nella disfatta del Camping World Stadium. E ora vuole solo affrontare il Real a viso aperto per scrollarsela definitivamente di dosso. Il calendario non aspetta, e forse è un bene. Perché certe cadute non si dimenticano sotto l’ombrellone o al fianco dei propri cari, ma in campo lottando per soddisfazioni ancora più grandi. In questo caso, i quarti di finale del Mondiale per Club.

Dunque, spazio ai titolari, o a ciò che ne resta, specialmente in difesa: dopo il ko di Savona, ieri anche Gatti - influenzato - ha dato forfait all’allenamento. Un disco rotto. Una vecchia ferita che si riapre quando tira forte il vento. Eppure Tudor non cerca alibi. È calmo, freddo e concentrato, come sempre. I ragazzi lo seguono, e anche per questo ha deciso di concedergli 24 ore di libertà nei giorni scorsi. Una boccata d’ossigeno, prima della salita, impervia, verticale, contro la squadra più forte del mondo.

Buongiorno Igor Tudor, come sta la squadra alla vigilia di un match così importante e delicato?
«Stiamo bene, sabato tutto il club ha voluto prendersi un giorno di riposo per fare una sorta di "reset". Abbiamo fatto colazione tutti insieme e poi ci siamo concessi una giornata libera, prima di concentrarci anima e corpo per preparare con motivazione, voglia e attenzione la partita con il Real Madrid».

É stato lei a proporre quest’iniziativa per smaltire la delusione del ko con il City?
«In realtà no: era già stata calendarizzata da tempo per far rifiatare i ragazzi…».

Il caldo vi ha creato grossi problemi?
«Giocare a queste temperature non è il massimo, ma è un tema che riguarda tutte le squadre partecipanti, quindi va accettato».

 

Guarda gratis tutte le 63 partite del Mondiale per Club FIFA solo su DAZN
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiale per Club

"Real candidato a vincere. Cos'è cambiato dopo Ancelotti"

C’è chi si è voluto perdere nei tanti parchi a tema di Orlando e chi invece ha preferito restare in albergo per rilassarsi… Lei che ha fatto? È riuscito a staccare un po’ la spina?
«Quando alleni non ti fermi mai, sei concentrato 24 ore al giorno: ti porti il lavoro pure a casa… È inevitabile. Quindi no, non mi sono riposato».

Immagino si sarà guardato ininterrottamente le gare del Real… Che idea si è fatto su di loro? Contro l’Al Hilal non sono mancate le difficoltà.
«Le ho viste tutte, e direi che nell’ultima abbiamo visto di cosa sono davvero capaci. Prima si stavano solo scaldando. Hanno giocato una gara seria, con grande spinta. Negli ultimi dieci anni il Real ha dominato insieme al Manchester City in Europa. Poi si sono aggiunte anche Liverpool e Psg. Sono semplicemente i più forti, quelli che partono favoriti in ogni competizione. I Blancos in Champions sono nettamente sopra tutti, lo dicono i numeri. Normale dunque che in un torneo come questo siano tra i candidati per la vittoria finale. Per noi sarà una sfida difficile ma anche bella da disputare. È stimolante misurarsi con questi avversari. Bisogna viverla in questa maniera».

In cosa sono cambiati i Blancos dall’addio di Ancelotti?
«In tutto: ora hanno un nuovo tecnico, Xabi Alonso, che ha portato inevitabilmente un modo di lavorare differente. In questi primi impegni ufficiali hanno fatto vedere belle cose. Una squadra messa bene in campo, con un’attitudine al sacrificio condivisa. Pedalano e hanno tanta qualità».

Guarda gratis tutte le 63 partite del Mondiale per Club FIFA solo su DAZN
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiale per Club

"Il City ci ha insegnato molto. Il Real è forse ancora più forte"

La sconfitta con il City vi ha tolto qualche sicurezza?
«È stato sicuramente un ko difficile da mandare giù, che non ci piace, ma ne ho già parlato a sufficienza dopo la partita. Ho spiegato tutte le circostanze e le condizioni con cui siamo arrivati a giocare quella partita. Loro hanno spinto forte ed è andata come è andata. Una gara che ci fa da scuola, da cui trarremo insegnamento per crescere, ma senza pensarci troppo. Non lo si deve fare nemmeno per le cose positive. Si va avanti senza soffrire di ciò che è stato, preparando questa sfida come se fosse una finale. E le finali, si sa: non si giocano, si vincono».

Può essere più specifico? Qual’è l’errore che non dovrete più commettere contro simili avversari?
«Ripeto, la sconfitta con il City ci ha insegnato diverse cose, ma non posso dirgliele. Rimangono tra me e la squadra. Di sicuro proveremo a vincere contro il Real in tutti i modi. È questo il messaggio che sto battendo da giorni. La squadra di Xabi Alonso per come gioca, come si comporta, come corre e come è organizzata è allo stesso livello del City. Anzi, forse ancora più forte».

Eppure, al netto del livello dell’avversario e del fatto che avete avuto solo tre giorni per preparare questa sfida, ci sembra di percepire in lei un po’ di ottimismo…
«Sì, perché questo è il modo in cui affronto il calcio e più in generale la vita. Una mentalità che sto cercando ogni giorno di trasferire ai miei ragazzi. A loro non ho detto che scenderemo in campo e batteremo sicuramente il Real, ma che ci giocheremo le nostre chances. Anche se in questo momento sono più forti di noi, abbiamo messo a punto una strategia per provare a batterli».

 

Guarda gratis tutte le 63 partite del Mondiale per Club FIFA solo su DAZN
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiale per Club

"Col City troppo rispetto. Ai miei tempi sfidare il Real era un sogno"

Passare ai quarti garantirebbe ulteriori 12 milioni per il mercato, oltre a un premio per lei e i giocatori...
«Sì ma non è importante. Ai ragazzi non frega nulla dei compensi economici: a spingerli è la motivazione. Vogliono battere il Real Madrid. Come si fa? Correndo e lottando più di loro. Noi abbiamo qualità e giocatori che possono fargli male. Vedremo se basterà».

Lei ha ripetuto più volte che nel calcio non si deve mai avere paura. Eppure non teme che uscire male dal Mondiale possa mettervi nelle condizioni di iniziare la prossima stagione con qualche scoria negativa?
«Ai miei tempi, negli anni novanta, qualsiasi giocatore di Serie A avrebbe fatto di tutto per sfidare il Real. Oggi sinceramente non so se sia ancora così. Spero che tra i miei 20 ragazzi questo desiderio sia diffuso e radicato. È stata la prima domanda che ho fatto in riunione: “È più bello giocare con il Real o una di bassa classifica?” - gli ho chiesto -. Contro il City ho avvertito dalla squadra un po’ troppo rispetto nei confronti dell’avversario. Ma ne abbiamo parlato insieme…». 

Tra i Blancos potrebbe scendere in campo anche un suo ex compagno, Luka Modric, da settimane in orbita Milan. Che rapporto ha con lui?
«Modric? Un orgoglio per un paese come il nostro, che ha poco più di 4 milioni di abitanti: uno così nasce ogni 300 anni… Un fuoriclasse. Io gli voglio tanto bene e spero che continui ancora a divertirsi»

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

 

Guarda gratis tutte le 63 partite del Mondiale per Club FIFA solo su DAZN
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiale per Club

Si percepisce una vertigine nell’afa di Miami: la Juve ha divorato i suoi dubbi, specchiandosi nella disfatta del Camping World Stadium. E ora vuole solo affrontare il Real a viso aperto per scrollarsela definitivamente di dosso. Il calendario non aspetta, e forse è un bene. Perché certe cadute non si dimenticano sotto l’ombrellone o al fianco dei propri cari, ma in campo lottando per soddisfazioni ancora più grandi. In questo caso, i quarti di finale del Mondiale per Club.

Dunque, spazio ai titolari, o a ciò che ne resta, specialmente in difesa: dopo il ko di Savona, ieri anche Gatti - influenzato - ha dato forfait all’allenamento. Un disco rotto. Una vecchia ferita che si riapre quando tira forte il vento. Eppure Tudor non cerca alibi. È calmo, freddo e concentrato, come sempre. I ragazzi lo seguono, e anche per questo ha deciso di concedergli 24 ore di libertà nei giorni scorsi. Una boccata d’ossigeno, prima della salita, impervia, verticale, contro la squadra più forte del mondo.

Buongiorno Igor Tudor, come sta la squadra alla vigilia di un match così importante e delicato?
«Stiamo bene, sabato tutto il club ha voluto prendersi un giorno di riposo per fare una sorta di "reset". Abbiamo fatto colazione tutti insieme e poi ci siamo concessi una giornata libera, prima di concentrarci anima e corpo per preparare con motivazione, voglia e attenzione la partita con il Real Madrid».

É stato lei a proporre quest’iniziativa per smaltire la delusione del ko con il City?
«In realtà no: era già stata calendarizzata da tempo per far rifiatare i ragazzi…».

Il caldo vi ha creato grossi problemi?
«Giocare a queste temperature non è il massimo, ma è un tema che riguarda tutte le squadre partecipanti, quindi va accettato».

 

Guarda gratis tutte le 63 partite del Mondiale per Club FIFA solo su DAZN
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiale per Club