Le tensioni politiche tra Stati Uniti e Iran continuano a tenere un grande punto interrogativo sulla presenza della nazionale asiatica ai prossimi Mondiali. L'eventualità di un ritiro ha inevitabilmente fatto scattare il toto-sostituzione, con l'Italia, al terzo fallimento consecutivo ma prima delle escluse nel ranking, tra le principali candidate. Tale soluzione, avanzata anche da Paolo Zampolli, emissario del presidente americano Donald Trump, ha tuttavia irrigidito Governo e Coni, che vedrebbero come "un'offesa" il ripescaggio degli azzurri.
Le parole di Abodi
"Italia ripescata ai prossimi Mondiali? Primo, non è possibile e, secondo, non è opportuno. Ci si qualifica sul campo", ha dichiarato Andrea Abodi a margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Corte Costituzionale. Già nelle scorse settimane il ministro dello Sport aveva fatto sapere di essere assolutamente contrario a tale eventualità, sottolineando piuttosto come, nel caso l’Iran si fosse ufficialmente ritirato, il posto non sarebbe comunque stato assegnato a una nazionale europea.
Contrari anche Buonfiglio e Giorgetti
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: "Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai Mondiali", le parole pronunciate durante il Premio Città di Roma organizzato dall’Opes. Ancor più dure quelle del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: "Oggi ho letto che l’inviato di Trump vuole ripescare l’Italia ai Mondiali: la trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei", ha detto durante un appuntamento al Quirinale.
Il post dell'ambasciata iraniana a Roma
Poco dopo, sulla questione è intervenuta, per mezzo di una nota pubblicata su X, dell’ambasciata dell’Iran a Roma: "Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".