Ci sono rivalità che dividono. E poi ci sono, invece, rivalità che finiscono per unire, rendendo più grandi i loro protagonisti. Senza Coppi non ci sarebbe stato Bartali. E senza Bartali non ci sarebbe stato Coppi. Non ai livelli leggendari raggiunti da entrambi. Ebbene, lo stesso discorso vale per Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, pronti a vivere in Nord America l'ultimo Mondiale delle loro carriere. Per oltre vent'anni la loro è stata molto più di una semplice sfida tra due fuoriclasse. È stata una rincorsa continua verso il limite successivo, un inseguimento che ha costretto entrambi a migliorarsi partita dopo partita, settimana dopo settimana, stagione dopo stagione. Ogni Pallone d'Oro vinto dall'uno diventava una motivazione per l'altro. Ogni record sembrava destinato a durare pochi mesi prima di essere messo in discussione dal rivale. Non è un caso che loro stessi abbiano più volte riconosciuto quanto la loro rivalità li abbia aiutati a raggiungere livelli impensabili. I numeri raccontano una storia che difficilmente il calcio riuscirà a riproporre. Otto Palloni d'Oro per l'argentino, cinque per il portoghese. Ma soprattutto sei Mondiali disputati da entrambi, un traguardo mai raggiunto prima nella storia del calcio (che taglieranno insieme al messicano Guillermo Ochoa). Dal 2006 al 2026: vent'anni ai massimi livelli tra club e nazionali.
Mondiale 2026: l’ultima occasione per Messi e Cristiano Ronaldo
Eppure, arrivati all'ultimo ballo, tra i due c'è una differenza sostanziale. L'argentino sa già cosa significa alzare al cielo la Coppa del Mondo. Ha conosciuto e superato le peggiori delusioni: dalla finale persa contro la Germania nel 2014 alle eliminazioni che per anni hanno alimentato il confronto con Diego Armando Maradona. Poi, però, è arrivato il Qatar, il trionfo del 2022 e la definitiva consacrazione. Oggi Leo non ha più nulla da dimostrare e ciononostante può ancora stabilire qualche primato: con 13 reti è a tre lunghezze dal record mondiale di Miroslav Klose e con 26 presenze è già il giocatore che ha disputato più partite nella storia della competizione.
Diverso il discorso per CR7. Il Mondiale resta l'unico grande trofeo che manca alla sua collezione. Il Portogallo ha una squadra capace di arrivare fino in fondo, ma questa è davvero l'ultima occasione. Detto ciò, questa consapevolezza non aggiunge pressione a un crack che ha costruito la sua carriera sull'idea di non arrendersi mai. Lo raccontano i 143 gol segnati con la maglia della nazionale, record assoluto nella storia del calcio internazionale. Alle sue spalle, guarda caso, c'è ancora Messi.
Luka Modric e la fine di un’era: il calcio saluta Messi e Ronaldo
A proposito di ‘Last dance’, una menzione speciale la merita anche Luka Modric. A 41 anni disputerà il suo quinto Mondiale dopo aver trascinato la Croazia fino alla finale del 2018 e dopo essere stato proprio lui a interrompere, nel 2018, il dominio decennale di Messi e Ronaldo nella corsa al Pallone d’Oro.
Tra quattro anni il Mondiale si disputerà di nuovo, nasceranno nuove stelle e nuovi campioni. Ma non sarà la stessa cosa. Perché per la prima volta, dopo oltre vent’anni, non ci saranno la Pulga e il Bicho a contendersi la scena.
