Juve e Toro di nuovo frizzanti: Torino si accende, entusiasmo da derby

L’atmosfera, tutt’intorno alla Mole, si sta già facendo elettrica: il primo giorno di vendita libera dei tagliandi in vista del derby del 7 ottobre ha permesso di staccare oltre 10mila biglietti
Juve e Toro di nuovo frizzanti: Torino si accende, entusiasmo da derby© LaPresse

L’ultimo valzer dell’estate, lungo le signorili vie e nelle infinite piazze di Torino, non ha ancora ceduto il passo all’aria frizzantina che accompagna il campionato verso il cuore della stagione. Ma l’atmosfera, tutt’intorno alla Mole, si sta già facendo elettrica: il primo giorno di vendita libera dei tagliandi in vista del derby del 7 ottobre ha permesso di staccare oltre 10mila biglietti.

Somma dell’entusiasmo dei tifosi della Juventus, tornati a ruggire per una squadra affamata e intensa, insomma viva, e di quello dei sostenitori del Torino, galvanizzati dal ritrovato battito del Vecchio Cuore Granata.

La Juventus e l'inversione di rotta

E così i primi segnali – tutti da confermare, evidentemente – lanciati dalle creature di Allegri e di Juric fanno riscoprire la città, sull’una e sull’altra sponda del Po, innamorata delle sue squadre. Il popolo bianconero ha subito riconosciuto al gruppo di Allegri l’inversione di rotta sotto il profilo caratteriale, con l’abulica Juventus delle ultime due annate che ha ceduto la scena a una versione di sé decisamente più intensa. La leggera riverniciata estiva ha consegnato a Max un organico più fresco e di gamba, organico che per approccio e propositività ha ben presto mandato in archivio lo stanco ologramma gravato dalle primavere dei Bonucci, Cuadrado e Di Maria. La cifra tecnica non sarà quella dei tempi d’oro – d’altronde alla Continassa va ora più di moda la resistenza del titanio, metallo meno costoso –, ma basta e avanza per far stringere la tifoseria intorno alla squadra. Per ricreare quel tutt’uno tra società, giocatori e ambiente che lo stesso Allegri è tornato a invocare.

Juve, i numeri con Bologna, Lazio e Lecce

Ebbene: l’umile turno infrasettimanale contro il Lecce, di martedì sera, ha già fatto registrare oltre 35mila biglietti venduti, dopo gli oltre 38mila spettatori con il Bologna e il sold out a far da contorno al convincente successo sulla Lazio. E poi ci sono i 4 mila affezionati che hanno sottoscritto il mini pacchetto che include i prossimi impegni casalinghi con Verona e Torino, ad aggiungersi agli abbonati di inizio stagione. Ma la fiammella che ha riacceso la passione bianconera va oltre un avvio di campionato nuovamente positivo, dopo gli stenti settembrini delle ultime tre annate, con tre vittorie su quattro e un primo accenno di scontro punto a punto con l’Inter vice campione d’Europa.

 

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L'idea di calcio che piace alla gente Juve

Il fuoco, appunto, è alimentato dall’energia e dalla fame riversate in campo dagli uomini (e dai tanti ragazzi...) di Allegri. Più intensi, più offensivi. Più vicini, soprattutto, all’idea di calcio che piace alla gente della Juventus. Che preferisce festeggiare nove titoli di fila piuttosto che appuntarsi al petto lo “scudetto del bel gioco”, in linea con un pragmatismo che il tecnico toscano incarna alla perfezione. La diatriba tra risultatisti e giochisti entusiasma poco, a Torino. Accende gli animi, semmai, sfoggiare quel carattere alla base dei tanti trionfi a cavallo degli ultimi decenni, vuoi con Trapattoni e vuoi con Lippi, con Capello e con Conte in panchina. E vuoi con i Tevez e con i Mandzukic in campo, non a caso tra i prediletti di Max. E non può prescindere da questi valori una piazza, come quella del Torino, che nella storia ha fatto del “tremendismo” il proprio tratto distintivo.

Torino, piazza rinvigorita

Una piazza rinvigorita dall’altisonante tris recapitato con testa e con qualità alla Salernitana, dopo il tuffo al cuore goduto grazie alla magia in extremis di Maradonjic con il Genoa. Il popolo granata si avvicina ad ampie falcate alla stracittadina con l’ambizione di stracciare l’impietosa statistica degli ultimi vent’anni e quella di rinverdire i fasti dei derby anni Settanta, quando la sfida alla Juventus valeva un posto nelle zone nobili della classifica e, per lo più, Pulici e compagni ne uscivano vincitori. E nell’attesa, intanto, anche la sponda granata vuole ribadire il proprio stato d’animo: per la gara interna con la Roma, a oltre tre giorni dal fischio d’inizio, sono già stati staccati 17mila tagliandi e quasi esclusivamente a beneficio dei tifosi del Toro, date le limitazioni che conterranno il numero di sostenitori giallorossi domenica al seguito della squadra.

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L’ultimo valzer dell’estate, lungo le signorili vie e nelle infinite piazze di Torino, non ha ancora ceduto il passo all’aria frizzantina che accompagna il campionato verso il cuore della stagione. Ma l’atmosfera, tutt’intorno alla Mole, si sta già facendo elettrica: il primo giorno di vendita libera dei tagliandi in vista del derby del 7 ottobre ha permesso di staccare oltre 10mila biglietti.

Somma dell’entusiasmo dei tifosi della Juventus, tornati a ruggire per una squadra affamata e intensa, insomma viva, e di quello dei sostenitori del Torino, galvanizzati dal ritrovato battito del Vecchio Cuore Granata.

La Juventus e l'inversione di rotta

E così i primi segnali – tutti da confermare, evidentemente – lanciati dalle creature di Allegri e di Juric fanno riscoprire la città, sull’una e sull’altra sponda del Po, innamorata delle sue squadre. Il popolo bianconero ha subito riconosciuto al gruppo di Allegri l’inversione di rotta sotto il profilo caratteriale, con l’abulica Juventus delle ultime due annate che ha ceduto la scena a una versione di sé decisamente più intensa. La leggera riverniciata estiva ha consegnato a Max un organico più fresco e di gamba, organico che per approccio e propositività ha ben presto mandato in archivio lo stanco ologramma gravato dalle primavere dei Bonucci, Cuadrado e Di Maria. La cifra tecnica non sarà quella dei tempi d’oro – d’altronde alla Continassa va ora più di moda la resistenza del titanio, metallo meno costoso –, ma basta e avanza per far stringere la tifoseria intorno alla squadra. Per ricreare quel tutt’uno tra società, giocatori e ambiente che lo stesso Allegri è tornato a invocare.

Juve, i numeri con Bologna, Lazio e Lecce

Ebbene: l’umile turno infrasettimanale contro il Lecce, di martedì sera, ha già fatto registrare oltre 35mila biglietti venduti, dopo gli oltre 38mila spettatori con il Bologna e il sold out a far da contorno al convincente successo sulla Lazio. E poi ci sono i 4 mila affezionati che hanno sottoscritto il mini pacchetto che include i prossimi impegni casalinghi con Verona e Torino, ad aggiungersi agli abbonati di inizio stagione. Ma la fiammella che ha riacceso la passione bianconera va oltre un avvio di campionato nuovamente positivo, dopo gli stenti settembrini delle ultime tre annate, con tre vittorie su quattro e un primo accenno di scontro punto a punto con l’Inter vice campione d’Europa.

 

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