Verona-Juve 1-1: magia Conceicao, poi un rigore disegnato dal Var ferma Tudor

I bianconeri pareggiano una partita rognosa, nella quale erano passati in vantaggio per poi vedersi raggiunti dai padroni di casa grazie a un penalty elargito da Aureliano
Verona-Juve 1-1: magia Conceicao, poi un rigore disegnato dal Var ferma Tudor© LAPRESSE

Che fosse rognosa, dopo il doppio dispendioso confronto con Inter e Dortmund, si sapeva. La Juve comunque l'aveva sbloccata alla grande, con una magia alla Robben del rientrante Conceicao dopo neanche venti minuti. Poi però verso la fine del primo tempo Joao Mario, fisicamente impresentabile per la Serie A e bullizzato sportivamente dagli avversari, completava la sua prestazione horror con un goffo fortuito con il braccio in area: avversario davanti, palla sfiorata con la testa, occhi chiusi, movimento congruo, Verona che neanche protesta, un'azione che in un calcio normale, fatto di persone che conoscono lo sport, non può mai essere un fallo da rigore. Un braccio ovviamente non punibile. Al solerte Aureliano al VAR invece deve sembrare una pepita d'oro, visto il richiamo immediato al mediocre Rapuano e conseguente rigore tirato fuori con un cavillo regolamentare dal nulla e che Orban realizza per il pari con cui si va all'intervallo. Proprio il nigeriano subito dopo il pari si guadagnerebbe un rosso diretto per una gomitata in faccia a Gatti a palla lontana, ma dalla sala da cui si decide la partita non arriva alcun segnale. E per un episodio plateale per il quale viene tirato fuori solo il giallo, con l'espulsione del ds Sogliano invece dalla panchina. 

Tudor interviene nella partita nella ripresa, Koopmeiners per Locatelli prima e Openda e Adzic per un affaticato Thuram e per un evanescente, impalpabile, non pervenuto Vlahovic: in un'ora di gioco forse tre, quattro palloni toccati, completamente annullato e nascosto tra i centrali, dimostra di non poter essere assolutamente il centravanti titolare della Juventus e di essere molto più utile da super sub per l'ultima mezz'ora. Intanto il Verona raddoppierebbe pure, Serdar beffa Kalulu e insacca sottoporta, buon per la Juve che il turco sia in fuorigioco. Yildiz generoso ci continua a provare fino alla fine ma subentra stanchezza e mancanza di lucidità, Openda è tanto mobile quanto rozzo tecnicamente, sbagliando passaggi e anche uno stop in area per un pallone che andava solo spinto in rete. Ci provano anche David e Zhegrova, ma il canadese se non gioca 9 è spaesato e stavolta il kosovaro trova i muri di un Verona sempre pronto ad alzare fisicamente il livello, entrando giustamente duri su ogni pallone. Finisce 1-1, per una decisione arbitrale discutibile, farraginosa, opinabile, ancora una volta lontana dalla comprensione e dalla valutazione di tutti gli altri addetti ai lavori del calcio, dagli atleti agli allenatori ai commentatori. E tornano, ancora una volta, attualissime le dichiarazioni di Massimiliano Allegri quando guidava una Juventus vessata da un utilizzo spropositato del VAR contro la sua squadra, tra gol annullati per contatti di un minuto prima a centrocampo, frame sbagliati scelti con precisione chirurgica e altro: "L'utilizzo del VAR deve essere legato a valutazioni oggettive e non a quelle soggettive", parole che oggi pesano ancora come macigni.  

 

 

 

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