© ANSAPoteva e doveva essere il trittico della svolta, con tre trasferte delle quali francamente solo Madrid era complicata sulla carta. Eppure proprio al Bernabeu nonostante la sconfitta la Juventus ha fatto del suo meglio, concentrando invece prima a Como e stasera a Roma tutti i dubbi e le incertezze di cui ormai sembra di nuovo preda. In casa di una Lazio educata e senza pretese arriva la seconda sconfitta consecutiva in campionato, la terza contando anche la Champions: agli uomini di Sarri i bianconeri hanno impacchettato generosamente l'azione del gol vittoria e alla fine anche i tre punti, con il VAR Meraviglia a mettere la ciliegina sulla torta negando un rigore solare a Conceicao.
Ma al di là dell'episodio arbitrale, è stata una sconfitta figlia di un lento arrendersi all'evidenza di una confusione generalizzata juventina, di una pochezza offensiva desolante - i conticini dei gol segnati in Belgio o in Francia che esaltano i nerd social e con cui Comolli ha fatto il mercato purtroppo in Italia stanno a zero - e dell'unica speranza buttata dentro con un ginocchio malandato, che stavolta non ha salvato Tudor. Il suo 352 pesante, Vlahovic con David, è apparso improvvisato oltre ogni limite, e l'assenza di Thuram in mezzo ha fatto il resto privando il centrocampo bianconero dell'unico vero motore, per quanto a strappi.
