Lazio-Juventus 1-0: senza Yildiz Tudor non sa accendere la squadra e il VAR resta spento

Altro tracollo bianconero, il secondo consecutivo in campionato: una serie di orrori all'Olimpico regala i tre punti agli uomini di Sarri
Lazio-Juventus 1-0: senza Yildiz Tudor non sa accendere la squadra e il VAR resta spento© ANSA

Poteva e doveva essere il trittico della svolta, con tre trasferte delle quali francamente solo Madrid era complicata sulla carta. Eppure proprio al Bernabeu nonostante la sconfitta la Juventus ha fatto del suo meglio, concentrando invece prima a Como e stasera a Roma tutti i dubbi e le incertezze di cui ormai sembra di nuovo preda. In casa di una Lazio educata e senza pretese arriva la seconda sconfitta consecutiva in campionato, la terza contando anche la Champions: agli uomini di Sarri i bianconeri hanno impacchettato generosamente l'azione del gol vittoria e alla fine anche i tre punti, con il VAR Meraviglia a mettere la ciliegina sulla torta negando un rigore solare a Conceicao.

Ma al di là dell'episodio arbitrale, è stata una sconfitta figlia di un lento arrendersi all'evidenza di una confusione generalizzata juventina, di una pochezza offensiva desolante - i conticini dei gol segnati in Belgio o in Francia che esaltano i nerd social e con cui Comolli ha fatto il mercato purtroppo in Italia stanno a zero - e dell'unica speranza buttata dentro con un ginocchio malandato, che stavolta non ha salvato Tudor. Il suo 352 pesante, Vlahovic con David, è apparso improvvisato oltre ogni limite, e l'assenza di Thuram in mezzo ha fatto il resto privando il centrocampo bianconero dell'unico vero motore, per quanto a strappi.

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David horror e Locatelli lo supera a destra. Intanto Koop caracolla 

David inizio horror: un pallone sparacchiato via da Perin solo da addomesticare senza pressione diventa un colpo di testa direttamente sui piedi di Cataldi appostato ancora sulla trequarti. Il regista della Lazio incredulo ringrazia e mette Basic nelle condizioni di battere a rete, sinistro a incrociare non irresistibile ma reso spietato da una deviazione sfortunata di Gatti: 1-0 Lazio completamente regalato dai bianconeri. Sarri annota il regalo, la sua squadra continua a mettere intensità e pressing sulla manovra contorta della Juve che non produce nessun tiro in porta, fatta eccezione l'inserimento di Cambiaso su traversone di Conceicao con palla sull'esterno della rete. Cambiaso protagonista in negativo in fase difensiva qualche minuto prima, completamente imbambolato dalle finte di Isaksen, ma un minimo propositivo davanti.

Per Koopmeiners invece il solito, desolante giudizio, un caracollare avanti e indietro con tante decisioni negative prese senza coraggio e un giallo, il primo del match, per goffaggine e non per agonismo. Locatelli, fino a quel momento tra i salvabili, decide alla mezz'ora di iscriversi alla corsa al peggiore con un ripiegamento difensivo perfetto concluso con un rasoterra dritto sui piedi di Guendouzi in piena area Juve, regalo anche peggiore di quello di David che almeno era a venticinque metri dalla porta. Per fortuna di Tudor Gatti ci mette una pezza, lasciando almeno la partita aperta. Eppure basta poco per rendersi pericolosi: un passaggio tra le linee di Koop per Cambiaso (Tudor lo inverte disperato per McKennie terzino visto il mal di testa che gli causa Isaksen), tocco per David sul quale chiude Provedel alla disperata. E per un David che tira, arriva anche Vlahovic ben servito da Conceicao, che mette frizzantezza: il serbo, come spesso ormai si è abituati a vedere, cicca malamente la conclusione e svirgola un'occasione d'oro.

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Dentro Yildiz, ma nervi Juve a pezzi. Locatelli, che fai?

L'ingresso di Yildiz nella ripresa è tra lo scontato e la disperazione, gli fa posto un Cambiaso completamente in bambola. Juve a trazione anteriore, Vlahovic centra una clamorosa traversa ma a gioco fermo per offside, poi è Locatelli a concludere debolissimo con Provedel che ringrazia. Proprio il capitano bianconero perde il controllo su un recupero, cercando ripetutamente il contrasto con Isaksen che prova a simulare tuffandosi tenendosi il viso, Colombo tira fuori il giallo per il bianconero e nel delirio dell'Olimpico ne arriva un altro anche per McKennie subito dopo, la Lazio è padrona anche psicologicamente della gara. Il texano rischia anche il secondo di giallo ma il tocco su Guendouzi viene valutato regolare nonostante i boati dello stadio, le immagini mostrano come almeno il fallo ci fosse.

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Pestone a Conceicao, Il Var Meravigliao. Thuram unico pericoloso

All'ora di gioco l'episodio che può comunque cambiare il corso della partita: azione insistita della Juve che passa per tutto l'attacco, la palla arriva a Conceicao che va giù con l'arbitro che fa subito segno che non è nulla. Il replay però mostra clamorosamente il pestone in ritardo di Gila al portoghese, fallo netto. Ma il VAR ancora una volta quando gioca la Juventus segue strade che la ragione non conosce, Meraviglia l'addetto di turno per il quale l'evidente intervento irregolare è tutto a posto. Ma si prosegue, manca mezz'ora, altro giallo a Kelly e Dia prova a sorprendere Perin sul primo palo. Dentro Kostic e Thuram per David e Koopmeiners, Vecino per Basic, è un assalto all'area biancoceleste, Thuram di testa a botta sicura trova un grande Provedel a salvare il risultato. Openda ultima mossa a 15' scarsi dalla fine ma è Pedro il più pericoloso, con Perin gelato a veder uscire il sinistro sul suo palo. Il resto è garbage time, di nervi, di disperazione, di palle buttate senza schemi, senza regole, un caos dal quale non esce fuori nulla di buono. E sono quattro partite senza segnare e otto gare senza vincere.

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Poteva e doveva essere il trittico della svolta, con tre trasferte delle quali francamente solo Madrid era complicata sulla carta. Eppure proprio al Bernabeu nonostante la sconfitta la Juventus ha fatto del suo meglio, concentrando invece prima a Como e stasera a Roma tutti i dubbi e le incertezze di cui ormai sembra di nuovo preda. In casa di una Lazio educata e senza pretese arriva la seconda sconfitta consecutiva in campionato, la terza contando anche la Champions: agli uomini di Sarri i bianconeri hanno impacchettato generosamente l'azione del gol vittoria e alla fine anche i tre punti, con il VAR Meraviglia a mettere la ciliegina sulla torta negando un rigore solare a Conceicao.

Ma al di là dell'episodio arbitrale, è stata una sconfitta figlia di un lento arrendersi all'evidenza di una confusione generalizzata juventina, di una pochezza offensiva desolante - i conticini dei gol segnati in Belgio o in Francia che esaltano i nerd social e con cui Comolli ha fatto il mercato purtroppo in Italia stanno a zero - e dell'unica speranza buttata dentro con un ginocchio malandato, che stavolta non ha salvato Tudor. Il suo 352 pesante, Vlahovic con David, è apparso improvvisato oltre ogni limite, e l'assenza di Thuram in mezzo ha fatto il resto privando il centrocampo bianconero dell'unico vero motore, per quanto a strappi.

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