"La Juve mi ha voluto a tutti i costi": dal flop in bianconero con tre allenatori diversi al ritiro

Il centrocampista ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo: la lettera del suo addio
"La Juve mi ha voluto a tutti i costi": dal flop in bianconero con tre allenatori diversi al ritiro© Getty

Si chiude una storia fatta di talento, promesse e occasioni vissute a metà: Aaron Ramsey ha detto addio al calcio e lo ha fatto con parole cariche di emozione. Dall’esplosione con l’Arsenal fino all’avventura in bianconero con la Juventus, tra sogni, trofei e infortuni che ne hanno segnato il percorso, il centrocampista gallese ha deciso di ritirarsi affidandosi a una lettera intensa, in cui ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera e ha reso omaggio a chi lo ha accompagnato lungo il cammino.

Ramsey si ritira: la lettera

"Questa non è stata una decisione facile da prendere. Dopo aver riflettuto a lungo, ho deciso di ritirarmi dal calcio" - così Ramsey ha ufficializzato il suo addio in una lettera pubblicata sui social. Poi ha ripercorso la sua carriera: "Innanzitutto, voglio iniziare dal Galles. È stato un privilegio indossare la maglia gallese e vivere così tanti momenti incredibili con essa. Non sarebbe stato possibile senza il contributo straordinario di tutti gli allenatori sotto cui ho giocato e di tutto lo staff che mi ha aiutato in tanti modi. Alla Red Wall: siete stati presenti nei momenti belli e in quelli difficili! Ci siete stati nelle vittorie e nelle sconfitte, e siete stati una parte essenziale e indispensabile del nostro successo. Non posso ringraziarvi abbastanza. Abbiamo attraversato tutto insieme ed è stato un onore rappresentarvi.

 

 

In secondo luogo, grazie a tutti i club in cui ho avuto la fortuna di giocare. Grazie a tutti gli allenatori e ai membri dello staff che mi hanno permesso di vivere il mio sogno e giocare ai massimi livelli. E un enorme grazie a mia moglie, ai miei figli e a tutta la mia famiglia. Senza di voi al mio fianco in tutto questo percorso, nulla di ciò sarebbe stato possibile".

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Gli anni alla Juve

L'arrivo alla Juve è stato accolto con entusiasmo dai tifosi, che erano pronti a godersi un centrocampista che all'Arsenal aveva numeri da top player. Un colpo che avrebbe dovuto essere perfetto per il gioco di Sarri. La sua avventura però è stata poi una montagna russa, con alti e molti bassi a causa degli infortuni. Nonostante tutto la sua voglia di incidere era molta, a partire dalle sue prime dichiarazioni a Sky Sport: "Dopo la situazione che c’è stata all’Arsenal, la Juventus si è fatta avanti facendomi una proposta. Mi hanno voluto a tutti i costi, si sono sforzati molto per avermi. Sono entusiasta di aver colto questa opportunità e sono contento di poter giocare per questa grande società, di rappresentarla e di dare il mio contributo per provare a vincere molti titoli".

 

 

Di titoli poi ne ha vinti tre: lo scudetto con Sarri (l'ultimo coquistato dai bianconeri), rendendosi protagonista soprattutto contro l'Inter con un gol e un assist per Dybala, e poi la Supercoppa e la Coppa Italia l'anno a seguire con Pirlo, dove però spesso è stato fuori per una serie di ko. La terza stagione con Allegri, il suo terzo mister, non era proprio iniziata con sole cinque presenze collezionate e l'addio a gennaio ai Rangers. Poi è iniziato il declino, fino alla decisione di appendere gli scarpini al chiodo.

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Si chiude una storia fatta di talento, promesse e occasioni vissute a metà: Aaron Ramsey ha detto addio al calcio e lo ha fatto con parole cariche di emozione. Dall’esplosione con l’Arsenal fino all’avventura in bianconero con la Juventus, tra sogni, trofei e infortuni che ne hanno segnato il percorso, il centrocampista gallese ha deciso di ritirarsi affidandosi a una lettera intensa, in cui ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera e ha reso omaggio a chi lo ha accompagnato lungo il cammino.

Ramsey si ritira: la lettera

"Questa non è stata una decisione facile da prendere. Dopo aver riflettuto a lungo, ho deciso di ritirarmi dal calcio" - così Ramsey ha ufficializzato il suo addio in una lettera pubblicata sui social. Poi ha ripercorso la sua carriera: "Innanzitutto, voglio iniziare dal Galles. È stato un privilegio indossare la maglia gallese e vivere così tanti momenti incredibili con essa. Non sarebbe stato possibile senza il contributo straordinario di tutti gli allenatori sotto cui ho giocato e di tutto lo staff che mi ha aiutato in tanti modi. Alla Red Wall: siete stati presenti nei momenti belli e in quelli difficili! Ci siete stati nelle vittorie e nelle sconfitte, e siete stati una parte essenziale e indispensabile del nostro successo. Non posso ringraziarvi abbastanza. Abbiamo attraversato tutto insieme ed è stato un onore rappresentarvi.

 

 

In secondo luogo, grazie a tutti i club in cui ho avuto la fortuna di giocare. Grazie a tutti gli allenatori e ai membri dello staff che mi hanno permesso di vivere il mio sogno e giocare ai massimi livelli. E un enorme grazie a mia moglie, ai miei figli e a tutta la mia famiglia. Senza di voi al mio fianco in tutto questo percorso, nulla di ciò sarebbe stato possibile".

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