Pagina 2 | "Come ho sempre fatto...", Chinè si difende e interviene Simonelli: "Onestà non in discussione"

ROMA - In una nota il presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, ha commentato l'avviso di garanzia per concorso in frode sportiva notificato al designatore della Can A e B Gianluca Rocchi.  Nella nota si legge: "A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell'attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all'ultimo grado di giudizio. C'è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l'intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica".

"Se qualcuno avrà sbagliato, giusto che paghi"

La nota prosegue: "Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del Coni si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell'indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all'epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti,  non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l'onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema  e la regolarità del campionato".

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Chinè: "Ricostruzioni fantasiose su inchiesta arbitri"

Anche il procuratore della federcalcio, Giuseppe Chinè in una nota è intervenuto: "Poichè in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma". Prosegue: "A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l'audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall'esponente. All'esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato Aia.

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"Come ho sempre fatto..."

Successivamente Chinè ha aggiunto: "Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il Coni di disporre l'archiviazione del procedimento disciplinare sportivo. Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport". Conclude: "Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell'indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l'indagine sportiva".

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Il legale di Rocchi: "Contestazioni che non si capiscono"

"Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate. Io non ho mai visto che l'altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato". Lo spiega l'avvocato Antonio D'Avirro, legale di Gianluca Rocchi, che ieri si è autosospeso da designatore arbitrale, a proposito delle imputazioni contestate dalla Procura di Milano e, in particolare, quella di aver favorito l'Inter facendo in modo che il "poco gradito" Daniele Doveri non arbitrasse i nerazzurri nella fase finale del campionato scorso. Il difensore di Rocchi ha chiarito che non è stata ancora decisa la linea difensiva da tenere dopo l'invito a comparire per l'interrogatorio del 30 aprile davanti al pm Maurizio Ascione, ossia se l'ex designatore risponderà alle domande o, come può fare, si avvarrà della facoltà di non rispondere. "Stiamo valutando", ha chiarito il legale, precisando appunto che nelle imputazioni in cui si contesta il "concorso con più persone" - come per il presunto accordo del 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro per fare in modo che Doveri non arbitrasse la finale di Coppa Italia né le ultime partite dell'Inter di campionato - "noi non sappiamo chi siano queste altre persone, non viene indicato, lo ignoriamo".

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"Rocchi girava tutti gli stadi"

Su quel presunto accordo allo stadio Meazza, il legale ha risposto: "Rocchi girava tutti gli stadi e comunque la Procura deve indicare chi sono queste altre persone. Io - ha aggiunto l'avvocato - ne ho fatti di processi per frode sportiva e non ho mai visto che nell'imputazione non si dica chi sia l'altro soggetto". Questo vale anche per le altre due imputazioni, perché "la frode sportiva è un reato plurisoggettivo", ossia dove c'è concorso di più persone. Per giovedì prossimo, inoltre, è stato convocato in Procura a Milano, sempre con invito a comparire del pm Maurizio Ascione nell'inchiesta della Gdf di Monza, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni, indagato per il caso di Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025.

Rocchi, le parole dopo l'autosospensione

Il designatore, che si è autosospeso dal ruolo di designatore, ieri aveva rilasciato queste dichiarazioni: "In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima".

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Chinè: "Ricostruzioni fantasiose su inchiesta arbitri"

Anche il procuratore della federcalcio, Giuseppe Chinè in una nota è intervenuto: "Poichè in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma". Prosegue: "A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l'audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall'esponente. All'esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato Aia.

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