In una delle intercettazioni simbolo di Calciopoli, l’imputato più illustre, Luciano Moggi, allora direttore sportivo del più potente club dell’epoca, la Juventus, si vantava con Maria Grazia Fazi, all’epoca segretaria della Can, di aver chiuso a chiave nello spogliatoio dello stadio di Reggio Calabria l’arbitro Gianluca Paparesta, colpevole di una direzione di gara, a suo giudizio, sfavorevole per la Juventus. Il tribunale di Reggio ha archiviato l’inchiesta (aperta con l’ipotesi di sequestro di persona) e ha stabilito che si trattava di una vanteria. Eppure, nell’immaginario collettivo, ha assunto una forte emblematicità della condizione di asservimento psicologico della classe arbitrale del tempo. A leggere le rare cronache odierne sulla vicenda Rocchi vien voglia di chiedersi se quello sgabuzzino sia ancora rimasto idealmente chiuso, ancorché le chiavi siano passate di mano.
Caso Rocchi e accuse di frode sportiva: intercettazioni e sviluppi dell’inchiesta
I fatti risalgono ad una settimana fa: dalla procura di Milano emerge la notizia che il designatore arbitrale Rocchi, insieme al suo collaboratore Gervasoni, è indagato per frode sportiva, avendo designato - secondo l’avviso di garanzia - per alcune gare della scorsa stagione, decisive per l’assegnazione dello scudetto, direttori di gara «graditi» all’Inter (che, per la cronaca, lo scudetto lo ha perso anche per alcune decisioni contrarie), sollecitato dall’addetto agli arbitri del club milanese Giorgio Schenone. Il sostituto delegato all’indagine non ha fornito alcun particolare: dalle ricostruzioni giornalistiche sembra che l’indizio principale sia costituito da una intercettazione di una conversazione telefonica di Rocchi mentre si svolgeva a San Siro una delle semifinali di Coppa Italia tra Milan ed Inter. Nella conversazione, Rocchi si sarebbe lamentato con l’interlocutore, forse lo stesso Gervasoni, che un tal «Giorgio» (e si sospetta Schenone, suo ex collaboratore ed oggi addetto agli arbitri dell’Inter) «non voleva più vedere» Andrea Doveri come arbitro.
